lunedì 26 giugno 2023

POZZO, SI PARTE CON LA VARIANTE PGT

Informo che con Delibera di Giunta Comunale n. 62 del 26.05.2023 è stato dato Avvio al Procedimento di redazione della VARIANTE GENERALE AL PGT, Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e nomina del soggetti competenti degli Enti coinvolti in materia ambientale.


Per molti potrà sembrare una notizia come tante altre, ma questo “avviso” - di grande importanza per tutte le comunità - a Pozzo assume vitale importanza.

Una possibilità concreta, per un paese COLLASSATO a causa di una storica urbanistica disomogenea disorganizzata e priva del minimo sviluppo equilibrato.

Un paese che - in pochi anni - ha raddoppiato il numero di residenti (in meno di due decenni si è passati da 3000 a 6000 residenti) e ha registrato un numero impressionante di nuove edificazioni e conseguente entrata di oneri di urbanizzazione, ma che avrebbe potuto/dovuto restituire un paese differente da quello che vediamo.

Se Pozzo è una realtà URBANISTICAMENTE in grave difficoltà, nonostante abbia consumato molto del suo suolo è a causa di un consociativismo politico che ha interessato quasi tutti gli “attori in campo del quieto vivere”.

L’assenza di una critica di merito ha causato un abbassamento dell’attenzione politica e sociale rispetto al tema urbanistico locale, ciò ha pregiudicato UN SANO SVILUPPO (e immagino/spero, che si voglia rimediare il rimediabile) anche rispetto alle devastanti previsioni che insistono sui confini di Pozzo (logistiche, termovalorizzatori, cave, discariche) che è apparso 
abbandonato

Da un lato, una politica leggera che ha sottovalutato il momento, dall’altro la poca propensione a trasferire alla comunità posizioni, idee e progetti.

Un paese che non è entrato in possesso delle informazioni necessarie per sviluppare un pensiero autonomo dalla narrazione di quei giorni.

In ordine alla trasparenza, alla partecipazione e alla condivisione serve più impegno del passato, ma da parte di tutti.

E nonostante i milioni di euro generato dalle trasformazioni edilizie (che hanno consentito il raddoppio dei residenti) ci confrontiamo con una realtà prova di servizi   SOPRATTUTTO perché è mancata una doverosa attività di controllo.

Quando scrivo che “a Pozzo non serve un consiglio comunale ma un commissario prefettizio” è una provocazione che trova le sue ragioni nell’annoso mancato esercizio di chi è chiamato al ruolo. 

Ad ogni modo, arrivando all’oggi, l’attuale amministrazione gioca una carta importante, provare a resuscitare la speranza di un’urbanistica virtuosa.

Spero davvero che l’attuale gestione comunale possa avere visione, fare bene, perché il PGT sia “terreno fertile” per progetti volano di sviluppo che abbiano a cuore il territorio. 

E’ una possibilità di organizzare - per la prima volta e solo sulla carta - un disegno complessivo.

Chiunque abbia interesse, anche per la tutela di interessi diffusi, 
può nei prossimi 60 gg presentare suggerimenti e proposte.

Fino al 17.08.2023 potete inoltrare proposte con PEC o attraverso posta ordinaria 

Si possono presentare i propri suggerimenti tramite il modulo scaricabile sul sito del Comune 

Gli elaborati che costituiscono il documento di pianificazione vigente sono scaricabili dal sito
istituzionale del Comune Pozzod'Adda.

Da questo, ognuno potrà sviluppare proposte o suggerimenti da avanzare (sia per legittime ambizioni su propria proprietà privata) sia per suggerimenti che l’Amministrazione sceglierà di assimilare e recepire nel documento 

Il processo di approvazione è lungo, per il momento fermiamovi a questa prima fase, poi il ragionamento tende a complicarsi  e - questo è il mio suggerimento - SERVE l’ATTENZIONE SOCIALE MANCATA IN PASSATO per EVITARE IL REPLICARSI DELLA STRATEGIA PASSATA:

“NUOVE CASE E CEMENTO e ZERO NUOVI SERVIZI PER I RESIDENTI”


 

giovedì 15 giugno 2023

MILIONI DI EURO FERMI IN CASSA: IN ATTESA DELLE ELEZIONI

ARRIVANO ALTRI SOLDI DALLA REGIONE, I RITARDI DEL NOSTRO COMUNE SONO IMBARAZZANTI

Nel corso della scorsa legislatura, il Comune di Cassina de Pecchi partecipò a un avviso di manifestazione di interesse riguardante proposte progettuali per la mobilità ciclistica.

Infatti, forse qualcuno ricorderà, con un complesso procedimento regionale, il Comune di Cassina riuscì a partecipare all’avviso presentando il progetto “Interventi di mobilità ciclabile di completamento alla rete esistente”.

Con Decreto n. 6985/2016, la Regione inserì il progetto del nostro Comune tra quelli ammissibili alla fase di concertazione.

Con atto deliberativo di Giunta (n. 177 del 21/12/2016) la Giunta Mandelli approvò l’accordo tra Regione Lombardia per la realizzazione del progetto.

Con lo schema approvato dalla Regione Lombardia DGR n. X/5359 del 27/06/2016 sono stati disciplinati i reciproci impegni in ordine all’attuazione del progetto, i tempi di attuazione e - soprattutto - le modalità di erogazione del contributo finanziario stabilito nella misura del 67,48% della spesa ammissibile.

La legislatura Mandelli/PD - e non serve ricordarlo - fu un disastro in fatto di piste ciclabili, realizzandone di inutili, incomprensibili, impossibili da percorrere in sicurezza.  

Ma questa è storia ed eviterei di ripercorrere quei giorni.

Finita la legislatura, non tutti i 464.595,09 € previsti per la mobilità ciclabile cassinese furono spesi, la Giunta Balconi - in 4 anni - avrebbe dovuto completare i lavori ma ha aspettato ultimo anno prima del voto.

Da un lato il grazie a Regione Lombardia (doveroso) perché - nonostante l’incredibile inerzia del nostro Comune - ha comunque versato nelle casse di Cassina i fondi residui che nella legislatura Mandelli non furono spesi in tempo.

Un decreto (n. 6549 del 31/07/2015) in attuazione alla DGR n. X/3669 del 05/06/2015 con cui è stata approvata l’iniziativa per la mobilità ciclistica – POR FESR 2014-2020 di Regione Lombardia.

Sembra incredibile, ma - dopo 4 anni - solo in data 31/01/2023 è stato richiesto il saldo del contributo a Regione: gli ultimi € 75.409,49 (più € 1.968,12).

Inerzia impressionante, somme che vanno a sommarsi ai 9 milioni di euro che ancora giacciono in cassa e che aspettano di esser spesi in questi ultimi 12 mesi elettorali.  

martedì 13 giugno 2023

IL PD di CERNUSCO REPLICA GLI ERRORI DEL PD di CASSINA

La scelta da parte del Comune di Cernusco di non coinvolgere nella discussione le Amministrazioni dei Comuni limitrofi sulla realizzazione di un deposito per i rifiuti all'interno della fascia di rispetto del pozzo d'acqua potabile in Via Firenze è profondamente sbagliata.

Mi riporta indietro di qualche anno, esiste una logica da orticello, che va affrontata e discussa.

Ancora una volta, assistiamo a un comportamento incomprensibile da parte di chi - intervenendo a ridosso dei confini comunali - dovrebbe effettuare valutazioni ambientali strategiche, quantomeno una conferenza di servizi in ragione dell’importanza dei potenziali risvolti ambientali di interesse sovracomunale.

Non è la prima volta che si registrano - da parte di qualche Amministrazione  - “leggerezze gestionali”.

Non è la prima volta che Maggioranze consiliari affrontino in modo scomposto questioni delicate (sviluppo urbanistico) “dimenticandosi” del doveroso coinvolgimento e confronto con i Comuni limitrofi.

E con la memoria torno indietro di qualche anno, quando con fiumi di parole sceglievo di denunciare il pericolo dell’utilizzo di una “procedura semplificata” sulla violenta trasformazione edilizia (comparto ex Nokia) a ridosso dei confini con Cernusco. 

Quel progetto - presentato in data 30 luglio 2018 - eluse ogni forma di controllo: nessun passaggio in Consiglio comunale, nessuna discussione in commissione urbanistica, nessuna discussione in commissione edilizia, nessun confronto con le Amministrazioni limitrofe, nessuna VAS.

Solo un’istanza di approvazione dello schema di convenzione accessoria al permesso di costruire, con le opere pubbliche discusse unitamente all’assetto planimetrico e unitario con una validazione di coerenza urbanistica (rilasciata curiosamente in poche ore) e un progetto con un volano di 16 milioni di euro approvato da 5 persone (Mandelli e PD)  con deliberazione numero 100 in data 3 agosto 2018 quando tutti erano al mare.

Dissi subito che la procedura era sbagliata, la forzatura sugli uffici fu disgustosa: basti immaginare che la coerenza urbanistica dei 13 allegati del progetto presentato in Comune il 31 luglio venne rilasciata, a firma del responsabile area servizi tecnici, lo stesso 31 luglio 2018 (nota numero 22070).

Scrissi subito che il mancato coinvolgimento del Comune limitrofo nella maxi operazione immobiliare avrebbe messo a rischio i rapporti, gli equilibri, avrebbe creato precedenti disgustosi.

La questione del trituratore - previsto dal Comune di Cernusco lungo i confini comunali di Cassina De' Pecchi  (via La Malfa)- non è un caso.

Rispetto alla realizzazione di un deposito per i rifiuti all'interno della fascia di rispetto del pozzo dell'acqua potabile  - insieme all’opinione pubblica  - anche Pioltello e Cassina hanno chiesto spiegazioni a Cernusco

Non stupisce che un’azienda privata – che si occupa di stoccaggio e riciclo di rifiuti plastici (Tregenplast) – abbia chiesto al Comune di Cernusco sul Naviglio la riduzione della fascia di rispetto tra il suo nuovo deposito di rifiuti e il pozzo dell'acqua potabile sito in via Firenze (da 200 mt a 60 mt).

 

Lascia senza parole un PD che decida di concedere questa  riduzione, con tutti i rischi del caso e senza alcun vantaggio per la comunità e territori limitrofi.

Il punto – inizialmente stralciato dall'ordine del giorno del Consiglio comunale di Cernusco per il serrato confronto interno alla maggioranza – ha visto solo posticipare la discussione.

Il punto è purtroppo tornato in aula e il PD ha deciso di approvarlo, 3 consiglieri di maggioranza si sono astenuti e nessuno della Giunta è riuscito a chiarire quale fosse il vantaggio pubblico di consentire ad un privato di avvalersi di una riduzione della fascia di rispetto (da 200 a 60 metri)

 

Quando si “…interviene in un interesse privato senza aver generato vantaggio pubblico” eludendo la partecipazione è doveroso chiedersi:

PERCHE’ ?

Perché il PD di Cernusco non ha preso in considerazione le proposte di modifica e contenimento del rischio ambientale?

Un metodo privo di partecipazione, solitamente utilizzato dal PD: il PD di Cernusco ha commesso i medesimi errori del PD cassinese (Giunta Mandelli) che guarda caso, per l’occasione non proferisce parola.

Sull’esperienza di quanto accadde a Cassina nell’ottobre del 2014 (acqua inquinata) con alcune decisioni bisognerebbe andarci con i piedi di piombo.

 

E il PD dovrebbe saperlo.


SULLE QUESTIONI URBANISTICHE e AMBIENTALI C’È UN INTERESSE SOVRACOMUNALE 


martedì 30 maggio 2023

QUEL RISVEGLIO IMPROVVISO PRIMA DEL VOTO DEL 2024

 #cassinadepecchi


QUEL RISVEGLIO IMPROVVISO PRIMA DEL VOTO DEL 2024


 Quindi ragazzi, tenetevi forte perché dopo 4 anni di profonda inerzia e immobilità, l’Amministrazione di Cassina dè Pecchi pubblica un bando per “individuare con urgenza” un operatore cui affidare l’appalto di esecuzione “…per i lavori aventi ad oggetto interventi di riqualificazione dell’area compresa tra Piazza Decorati al Valore Civile e Piazza De Gasperi e dell’area feste e parco di Via XXV Aprile, Via Camposanto nella frazione di S. Agata Martesana”.


Ovviamente, la disperazione di chi non ha mosso un sasso in 4 anni si traduce in azioni improvvise, non condivise se non dai soliti 2/3 neanche eletti, che colpiscono il territorio come fulmini a ciel sereno senza consultazioni preventive.


Il dimensionamento economico stimato - seppur importante - essendo inferiore a 1.000.000,00 di euro (oltre IVA) consente al Comune di sceglire “…la procedura negoziata senza bando”.


Non sia mai che la trasparenza e la partecipazione possano far perdere tempo a chi ha oziato per 4 anni e punti a recuperare consenso nell’ultimo anno.


L’individuazione degli operatori economici “…da consultare nella successiva procedura negoziata sopra citata” avverrà previa indagine di mercato.


Gli operatori economici interessati a partecipare, che entro le ore 10 del 14/06/2023 risultino iscritti nell’elenco fornitori telematico della piattaforma Sintel (con lo stato di iscritto) potranno essere fra i “fortunati” invitati alla successiva fase di gara. 


Gli operatori economici interessati e iscritti all’albo dovranno presentare (con le modalità indicate) la propria manifestazione di interesse.


Dopo tutto sto “po-po di roba” - ossia una riqualificazione dell’area compresa tra Piazza Decorati al Valore Civile e Piazza De Gasperi e dell’area feste e parco di Via XXV Aprile, Via Camposanto nella frazione di S. Agata Martesana - sarebbe stato interessante assistere a un sano confronto con realtà civiche e politiche del territorio e i residenti.


Visto che le scelte coinvolgono un territorio comunale di cui tutti sono proprietari.  


AM

lunedì 29 maggio 2023

ALCUNE RIFLESSIONI SULLE AMMINISTRATIVE

 #MaggioAvoceAlta


Appena conclusi i ballottaggi delle Ammimistrative 2023 è impossibile non fare alcune valutazioni 


L’analisi del voto amministrativo è sempre molto difficile, perché ogni Comune rappresenta una realtà a se, con proprie specificità locali, liste civiche e ricorrenti spaccature che influenzano gli esiti elettorali 


Difficile trarne considerazione politico-elettorali standardizzate nei vari Comuni, i “quadri locali” sono influenzati da dinamiche comunali.

Spesso impossibili da intercettare per chi non le vive ogni giorno 


Eppure, soprattutto dai Comuni superiori ai 15 mila residenti, viene restituita una “tendenza”.


Alcuni elementi possono essere confutati, senza grossi timori.


Come abbiamo sentito in queste ore, in giro per l’Italia il centrodestra si è affermato un po’ ovunque.

Alcuni capoluoghi ed ex roccaforti tradizionalmente di  sinistra sono state espugnate.


E il centrodestra riesce   nell’impresa anche a seguito di un ballottaggio, notoriamente strumento che ha favorito il centrosinistra. 


Ma dove invece la vittoria del centrosinistra è risultata  inequivocabile è in provincia di Milano. 


Già al primo turno - a dire il vero - sono arrivati messaggi eloquenti, peraltro confermati da ballottaggi 


Tre a zero per il CSX nei Comuni (Arese, Cologno Monzese e Gorgonzola) 


Arese e Gorgonzola sono state confermate amministrazioni di centro sinistra, a Cologno è un successo un pastrocchio incredibile.

Uno di quelli che lasceranno il segno, lividi,  livori e rancori 


Dopo esser caduto 1anno fa, il leghista Angelo Rocchi si è ripresentato ma non con la lega, che ha presentato la sua lista.

Una sfida a 4.


Poco più di 350 voti hanno separato il sindaco di sinistra (neoeletto) Stefano Zanelli dallo sfidante Giuseppe Di Bari, che al primo turno era sostenuto da FDI e FI  (oltre che da liste civiche).


Al secondo turno, DiBari  ha incassato il sostegno di Noi Moderati: che, al primo turno, aveva invece appoggiato proprio Angelo Rocchi, insieme alla lista civica Avanti con Rocchi. 

L’ex Leghista Ronchi e la lega - prima insieme al governo di Cologno - di sono trovati escludo dal ballottaggio (si confrontano le due liste più votate) 

Ultima delle 4 liste era arrivata la Lega (candidato Dania Perego) 

Il partito di Salvini aveva deciso la corsa solitaria ed era stata praticamente "doppiata" dallo stesso Rocchi (ex Leghista) che pur arrivando terzo ha mancato il ballottaggio 


Vittoria netta, ad Arese, per il vicesindaco uscente Luca Nuvoli, del Pd. 

Qui, l'ex sindaca Michela Palestra aveva da poco lasciato l'incarico: nel 2023 è stata eletta in consiglio regionale (Lista Majorino). Nuvoli ha vinto col 56,52% e partiva da oltre il 48% al primo turno. 


Il suo sfidante Gianni Congi (Fratelli d'Italia e Lega) si è fermato al 43,48%, mentre al primo turno si era presentata anche Roberta Tellini, riunendo Azione e Forza Italia nella stessa coalizione.


Ancora più chiara l'affermazione, a Gorgonzola, di Ilaria Scaccabarozzi, stavolta candidata di tutto il centrosinistra (in passato si era presentata autonomamente). Partiva da oltre il 47% al primo turno e ha raggiunto il 57,74% dei consensi, contro il 42,26% di Fabio Iannotta (candidato dei partiti di centrodestra), che pure aveva fatto l'accordo ufficiale con le liste civiche (sempre di area centrodestra) di Matteo Pedercini.


Il dato chiaro è che nei Comuni - anche quelli inferiori ai 15 mila abitanti (elezione diretta del sindaco senza ricorso al ballottaggio) - esiste una difficoltà a costruire una coalizione con il centrodestra unito “formale e sostanziale” 

Dove esiste unità formale al primo turno spesso non esiste unità sostanziale (a Gorgonzola)


Dove NON esiste unità formale al primo turno, non esisterà mai c’era unità sostanziale al secondo turno (Cologno)

Nei Comuni a turno unico (sistema elettorale maggioritario)  le difficoltà aumentano.

Due settimane fa si era votato in altri Comuni e - al netto di Cinisello  Balsamo Bareggio e Bresso - la vittoria del csx e comunque di area di riferimento è stata registrata ovunque.


Ci sono riflessioni politiche da fare, in considerazione del voto che attende Cassina (giugno 2024) perché esiste la possibilità  per non regalare il paese alla combriccola del pd è listarelle satelliti 


Ma serve uno sforzo politico e tanta lungimiranza 


Ne parleremo

venerdì 12 maggio 2023

NON C’È’ IDENTITÀ SENZA ORIGINE

Oggi scelgo di tornare su un argomento per me importante, anche se - la violenza con la quale viene affrontato - è certamente delicato.

Ma non sono io che devo temere 

Ogni anno, aumenta il numero delle scuole primarie e scuole materne che al posto della Festa della Mamma impongono una versione generica (Festa del cuore, Festa dell’amore, festa della famiglia) 

La scusa utilizzata dai sostenitori della “cancel culture” è un maggior rispetto “…delle trasformazioni sociali e culturali in atto nella nostra società”.

Una virata del “politicamente corretto” che dimentica che NON C’È’ IDENTITÀ SENZA OROGINE.

I bambini soffrono se la mamma non ce l’hanno non perché si sceglie di celebrare la mamma, la sua figura è il suo ruolo in famiglia e società  

Fare festa per mamma o per papà rende lieti i bambini e se alcuni di questi sono orfani di madre non credo si possano  sentire feriti nel vedere i loro compagni celebrare una presenza a loro negata.

Togliendo la festa dei nonni perché qualcuno non ha più nonni, cancellare la festa del papà perché qualcuno è orfano di padre o forse ne ha due, cancellare la festa della mamma perché non ha più la mamma o forse ne ha due?

Chiederemo di eliminare l’Inno di Mameli per non offendere gli alunni di nazionalità straniere?

Chiederemo di eliminare il Natale perché per qualcuno Gesù non è mai nato? 

Intanto mi piacerebbe sapere quanti genitori - dei piccoli utenti delle numerose scuole dislocate nel territorio  - siano realmente contenti di non esser stati nemmeno interpellati e informati preventivamente disella scelta di non festeggiare la festa della mamma.

Tante persone che la pensano come me, molte timorose della violenta gogna del politicamente corretto (molto fascista) ma io - forte dei miei valori e delle mie convinzioni - non ho paura di oppormi al pensiero unico, che sta tentando di diffondersi in modo capillare nelle scuole. 

Il tentativo di abolire la Festa della Mamma è ultimo tassello di una campagna ideologica contro la famiglia che si alimenta attraverso una sorta di “neo-lingua” che confonde le coscienze insieme all’indottrinamento mediatico sull’inclusione, sulla valorizzazione delle differenze, sull’interculture.


PER ME RESTERÀ SEMPRE LA FESTA DELLA MAMMA,  PERCHÉ NON È SOLO UN OMAGGIO AD UNA PERSONA MOLTO CARA(e questo non può discriminare nessuno)  MA AD UNA FUNZIONE E UN RUOLO INDISPENSABILE IN SOCIETÀ, SPINA DORSALE DI OGNI FAMIGLIA 

PER QUESTO LA FESTA DEL CUORE (“per manifestare amore ad una persona cara”) PUÒ ESSERE ISTITUITA MA NON SOSTITUIVA DELL’ATTUALE OMAGGIO ALLA MAMMA 

 Spero che negli istituti scolastici ci siano ancora docenti che abbiamo voglia e coraggio per opporsi a questa deriva ideologica   

venerdì 5 maggio 2023

POZZO D’ADDA: SERVE SLANCIO, BISOGNA USCIRE DALLA LOGICA DELLA “GESTIONE A CONDUZIONE FAMILIARE”

 #PozzodAdda


POZZO D’ADDA: SERVE SLANCIO, BISOGNA USCIRE DALLA LOGICA DELLA “GESTIONE A CONDUZIONE FAMILIARE”  


Manca una vera progettualità, un’idea generale di paese. 


Manca la spinta, manca la voglia di tagliare il “cordone ombelicale” da un passato disastroso, ma ancora oggi incombente per stile e metodi.


Nasce il Distretto del Commercio Adda e Martesana e fra i tre Comuni fondatori non c’è Pozzo d’Adda.


Questo mi spiace molto, in ragione dei molti interventi che feci in proposito.


Troviamo Inzago (capofila), Vaprio e Cassano d’Adda, tre Comuni che avviano uno STRUMENTO per ottenere importanti finanziamenti regionali.


Un Comune che ha visto morire attività commerciali e che vuole rilanciare il commercio deve porsi in modo differente, la “gestione a conduzione familiare” da Comunello di 2000 anime è da superare, non funziona: oggi le sfide da affrontare sono differenti al passato e il commercio locale - in particolare - è “aggredito” dalla media distribuzione.


Bisogna dare vigore al comparto con strumenti diversi e che Pozzo non ha mai utilizzato per “micro visione” atrofizzata, bisogna RIPENSARE Pozzo - e inserirlo in un circuito sovracomunale che dia valore e prospettiva.


Calendarizzare iniziative e manifestazioni estive, inserirle nel circuito dei Comuni limitrofi e interloquire (magari farlo fare ad altri Sindaci) con la Regione Lombardia.


Il distretto è ufficialmente istituito (decreto della Regione Lombardia) ed è una grande opportunità per tutto il territorio e Pozzo deve cercare di aderire 


Chi legge il mio blog (o contatto FB) conosce  l’importanza dei finanziamenti regionali elargiti ai distretti di qualche mesi fa. 

(Post dell’08 dicembre 2022 https://andreamaggio.blogspot.com/2022/12/serve-subito-un-dostretto-del-commercio.html?fbclid=IwAR10zqi5S5xFUg6ekiS0HhCAHwRa82pJWjzZmPCzdmlia9zlRloJbFXB2Nw&m=1)


Serve un progetto di paese, altro che gitarelle a pagamento e erba alta….


_AM_

mercoledì 26 aprile 2023

PRIORITÀ: CASE SOCIALI e SCUOLA

 #cassinadepecchi


Ancora una volta sono stati rinvenuti - a Cassina d/P - elementi di “residenze improvvisate” da parte di alcuni senza tetto.

Dopo aver segnalato la presenza di alcuni accampamenti dentro gli spogliatoi abbandonati di via Trieste (con materassi, vestiti, bambole e libri vari) sono ancora i residenti ad accorgersi che alcuni clochard dormivano all’interno di una cabina elettrica che si trova lungo la Padana a Cassina de' Pecchi.

Una zona defilata, poco distante dal confine con Cernusco sul Naviglio.

Da un lato, mi preme manifestare la preoccupazione per le condizioni dei senzatetto, che scelgono il nostro territorio per improvvisare residenze, dall’altro occorre tematizzare gli eventi con piglio politico.

Gli accampamenti improvvisati in paese sono una conseguenza dei tempi e il momento storico ha messo in difficoltà un gran numero di persone che hanno perso il lavoro e sono entrate in difficoltà economica

A fronte di fatti drammatici, appare ancor più sensato lo storico appello di cui mi sono sempre fatto carico e che oggi intendo ribadire con forza.

Le pubbliche amministrazioni devono offrire risposte ai problemi reali del territorio, con uno sguardo alla loro complessità, intavolando un confronto con le regioni e attraverso i distretti di zona. 

Il mastodontico tesoretto in mano alla pubblica amministrazione cassinese generato dalla trasformazione urbanistica dell’area ex Nokia non va sciupato e deve puntare - se non risolvere - ad affrontare in via prioritaria il tema dell’offerta di servizi e sviluppare una residenza pubblica per offrire a individui meno abbienti le condizioni per una vita dignitosa.

Gli ultimi 18 appartamenti di edilizia residenziale pubblica furono realizzati e completati quando ero assessore.

Quella è la strada da percorrere.

Sono stato, resto e sarò contrario alla scelta di destinare i 6 milioni di euro generati dalla maxi operazione immobiliare oramai conclusa all’interno dell’area Nokia alla realizzazione del Comune nuovo e la caserma della Guardia di Finanza pianificata della passata amministrazione e portata avanti dall’attuale senza alcun confronto.

I fondi generati da trasformazioni urbanistiche devono essere - in via prioritaria - destinati a restituire dignità a luoghi di vita, educazione, formazione e cultura (come le scuole) e assegnare una nuova vita a soggetti economicamente fragili (edilizia residenziale pubblica).

martedì 18 aprile 2023

18 APRILE 1948 : TANTI AUGURI LIBERTÀ.

 18 APRILE 1948 : TANTI AUGURI LIBERTÀ. 


Una delle date più importanti della nostra nazione.


Il 1948 è passato alla storia per due ragioni: è stato l’anno delle prime elezioni politiche in Italia dopo l’entrata in vigore della Costituzione Repubblicana che hanno comportato una scelta di campo nel nuovo contesto internazionale.


Potevamo cadere sotto la “sfera Sovietica”, avere un percorso come jugoslavo a o Albania.


Ma il 92% degli aventi diritto si recò al voto e 12.740.042di elettori (48,51) voto per la DC 


L’importanza della posta in gioco fu altissima, gli Italiani non sbagliarono 


Da una parte la Democrazia Cristiana del Primo Ministro uscente Alcide De Gasperi, dall’altra il Fronte Democratico Popolare, lista unitaria della sinistra comprendente il Partito Comunista di Palmiro Togliatti e il Partito Socialista di Pietro Nenni.


Formazioni minori come i socialdemocratici, i liberali, i monarchici e i missini componevano un quadro politico piuttosto variegato.


Lasi trattava di scegliere a quale forza politica affidare il governo nella I legislatura repubblicana, ma soprattutto a quale schieramento internazionale appartenere: il blocco occidentale guidato dagli Stati Uniti o quello orientale dominato dall’Unione Sovietica.


GRAZIE ITALIA 

GRAZIE DC

lunedì 17 aprile 2023

FINE DI UN’ALTRA STORIA TRISTE


Finalmente un’altra storia triste di questo Comune è giunta al termine.


L’ennesimo investimento sbagliato - fatto con i soldi pubblici - che nessuno vorrà spiegare fino in fondo con dovizia di particolari.


Ci provo io.


La questione del “palco comunale” somiglia più ad una barzelletta, se non fosse che la gestione allegra del denaro pubblico è tema troppo serio per limitarsi e non riflettere.


Cominciamo col dire ciò che tutti sappiamo.


Il palcoscenico modulare di proprietà comunale - collocato all’aperto presso il Centro Civico Cascina Casale di viale Trieste - 

fu acquistato dal Comune 

(utilizzato pochissime volte) è diventato oramai 

una carcassa di ferro.


La Giunta - con delibera n. 103 del 12/08/2021 - autorizzava la vendita mediante procedura pubblica, ma la manifestazione d’interesse andò deserta.


Era inevitabile: 5.000 € per quell’ammasso di ferro sarebbe apparso eccessivo a chiunque (al netto degli statisti del Comune, che ne sborsano altrettanti per molto meno)  

Per procedere comunque alla dismissione, pochi mesi dopo, la Giunta decise di procedere con una donazione.


Ma attenzione, perché il passaggio restituisce - senza margini di interpretazione - cosa voglia dire “amministrare facendo gli interessi del Palazzo” 


Pochi mesi dopo, le “condizioni di fatto” del Palco - che non si intendeva più vendere a 5000 € ma si intendeva regalare (donare) - erano le identiche.


E i documenti vanno letti bene (dico sempre “vanno studiati”) perché basta poco pentirsi di non averlo fatto.


La formula del “visto e piaciuto” (così viene riportato negli atti) è già molto curiosa, se di un bene pubblico (solo pochi mesi prima valutato 5000 € )


Poi, scorrendo fra le righe del testo, ecco che si apre un mondo e diventa fortissima sensazione di trovarsi di fronte un Totó qualunque intento a vendere la fontana di Trevi all’ignaro mal capitato di turno


E infatti il Palco che pochi mesi prima volevano vendere a 5.000 € improvvisamente si tenta di regalare  “…senza garanzia di funzionamento da parte del Comune, prevedendosi espressamente l’esonero del Comune da qualsiasi responsabilità per vizi occulti, apparenti e non apparenti” (riporto testualmente)


Ma che cosa strana!!!

Procede alla  vendita un bene a 5000 € e - dopo che la gara andata deserta (non sono arrivate offerte) -  pochissime settimane (ossia il tempo burocratico di predisporre atti) si propone lo stesso “catorcio” con la formula del “visto e piaciuto” e esonerando il Comune da qualsiasi responsabilità?


Della serie: non sono riuscito a bidonare nessuno con i 5000 euro, adesso il primo che viene - se lo prenda - basta che non chieda nulla rispetto a garanzie e certificazioni.



Ad ogni modo, stiamo parlando di ferraglia pura e neanche alla prima offerta di regalo (tecnicamente “manifestazione d’interesse per donazione palco”) si presentò nessuno.


Anzi uno: escluso per mancanza di requisiti.

Immaginatevi voi 😂


La Storia triste di questo palco - acquistato dal Comune con promesse di gloria - ha straziato i cuori.


“….ponendo a carico del soggetto interessato tutti gli oneri e le responsabilità relativamente allo smontaggio, prelievo e trasporto del bene con relative autorizzazioni, attrezzature e documenti, manlevando l’Amministrazione comunale da ogni responsabilità conseguente.  Si intendono, altresì, a carico del soggetto interessato a ricevere gratuitamente il palco, i costi per la stipula del contratto”.


Questo è riportato agli atti.


Non fatemi scrivere ciò che non posso. Avete capito bene, senza ulteriori scritture.


Alla fine eccoci al  22/03/2023 ecco il secondo tentativo con “APPROVAZIONE SECONDO TENTATIVO DELLA PROCEDURA DI MANIFESTAZIONE D’INTERESSE” per regalare il palco che nessuno voleva. 


La giurisprudenza della Corte di Cassazione ci ricorda (ad esempio con sentenza n. 11369 del 6 luglio 2012) che gli enti pubblici come i comuni hanno la capacità di donare, anche se gli atti di liberalità da essi compiuti devono necessariamente avere di mira un fine di pubblico interesse.


Corte dei Conti e Cassazione, in particolare sottolineano come la scelta di effettuare una donazione modale, piuttosto che un diverso atto traslativo della proprietà, rientra nelle valutazioni di competenza e responsabilità dell’amministrazione comunale. 


Ecco dovrà accertare, sulla base della situazione concreta, se la cessione gratuita del bene in questione concretizza la migliore e corretta gestione del patrimonio pubblico ed il soddisfacimento di un interesse pubblico.


Unico partecipante a questo secondo avviso (ente religioso) si è aggiudicato il Palco 


Fine della triste storia

Per adesso

mercoledì 22 marzo 2023

POZZO D’ADDA, UNA MOZIONE UNANIME

 #PozzodAdda 


Vorrei vedere - da parte di chi governa il nostro Comune - una difesa convinta del territorio di Pozzo d’adda 


Vorrei percepire un cambio di passo rispetto al passato, una diversa presenza - ai vari livelli istituzionali - per affermare una politica del territorio in grado di salvaguardare  l’ambiente.


Nel corso dei decenni passati abbiamo visto il violentato il territorio di Pozzo D’adda Email con previsioni urbanistiche scellerate, e che vedono insistere lungo i nostri confini opere strategiche sovraccomunali di pericoloso impatto.

Logistiche, ampliamento cave e soprattutto il Biogas (che nel migliore dei casi, comporterà pesi viabilistici importanti gravando sui flussi della rete viabilistica dell’area)


Pur senza volermi arrogare il diritto di dettare agenda politica all’attuale consiglio, credo sia urgente una presa di posizione - netta - da parte del Consiglio comunale in rappresentanza e difesa di un territorio 


Una mozione da approvare ad unanimità 


E’ giunto il secondo semaforo verde per il progetto di impianto di biogas Bio Energy a Masate. 


Gli amici del Comune limitrofo di Inzago, insieme al prezioso supporto dei comitati No Biogas (con Legambiente Lombardia( sono già operativi.


Stanno elaborando e redigendo il secondo ricorso al Tar, devono produrlo entro il 19 aprile.


Giusto andare fino in fondo per contrastare l'impianto, ma non possiamo sperare che a chiedere una rivisitazione delle decisione - calata dall’alto e priva di qualsiasi logica partecipativa dei territori interessati - sono sempre e solo gli stessi.


Una vicenda VERGOGNOSA che riguarda il secondo impianto di biogas ( Masate) che va avanti da almeno tre anni. 


Il primo fu progettato da Energa srl (autorizzato da un anno ma ancora fermo in Consiglio di Stato)


Ora questo Bio Energy, il secondo, con progetto firmato da un professionista “…non abilitato alla tipologia di progettazione” e - poi - ripresentato con diversa firma.


Dove governa (o governava) il centrosinistra & friends si pianificano interventi “violenti”  e che insistono sui comparti residenziali, dove governa il centrodestra (Inzago) ci si oppone.

sabato 18 marzo 2023

POZZO D’ADDA, UN PIANO TRIENNALE AMBIZIOSO

Una notizia molto positiva, mi sento di commentarla perché - come spesso effettuo una critica severa  sulla gestione  amministrativa di Pozzo - in questo caso occorre evidenziare messaggi positivi che ho ritrovato negli atti pubblici.


Con deliberazione della Giunta Comunale n. 10 del 3.02.2023 è stato adottato lo schema di Programma Triennale delle opere pubbliche 2023-2024-2025 e relativo elenco annuale anno 2023 del Comune di Pozzo d’Adda 

Un piano triennale innovativo, molto ambizioso e questa voglia di cambiamento - che si traduce in “indirizzo politico” e “fatto amministrativo” - è un messaggio estremamente positivo.

E come scrissi nell’aprile del 2022 (post) “…non possiamo criticare questa voglia di cambiare tantomeno il sogno di volare alto da parte di chi ha assunto l’onere di governo del paese”.

“Resta inteso che sarà cosa buona e giusta condividere le scelte strategiche da applicare nei successivi livelli di progettazione”


Dissi subito che una nuova spinta sulla parte conto capitale (investimento) sarebbe stata “….senz’altro una bella notizia, mi sembra un bel messaggio da offrire al paese perché 

recuperare patrimonio pubblico è una di quelle missioni, sulleb quali ogni Amministrazione deve impegnarsi (…)”


Uscire da dieci anni di un NULLA DEVASTANTE durante il quale NON è stata offerta una prospettiva di sviluppo dissi che sarebbe diventata “…la vera partita” che l’attuale gestione avrebbe dovuto giocarsi. 



Da un lato l’occasione storica offerta dai finanziamenti Pnrr (ottenuti) dall’altro la capacità amministrativa di qualche assessore, la reazione “politica” mostrata nel conformare le progettualità di legislatura a differenti bandi regionali e nazionali sono tutti aspetti che hsnno favorito alcune condizioni favorevoli per il nostro Comune.

Tra le voci indicate nel piano - come massima priorità itndividuate - troviamo opere utili, opere che serviranno a “mettere toppe” su opere pubbliche eseguite in passato molto male e con materiali scadenti (su cui nessuno ha mai dato risposta)

Chi non cerca responsabilità, accumula polvere sotto il tappeto per il quieto vivere.

Tornando al PIANO è prevista la realizzazione della nuova mensa scolastica per un investimento di un milione e 350mila euro, la riqualificazione delle ex scuole di via Kennedy in asilo nido (per poco più della stessa cifra) e il restauro della palestra del plesso (1.753.365 euro), interventi di rifacimento stradale per oltre un milione di euro. 

Poi troviamo nell’elenco un nuovo Municipio (che costerà 2,5 milioni di euro) e l’ampliamento della scuola dell’infanzia per 1 milione e 600 mila euro.

Non ho contezza dello stato di avanzamento della progettazione delle opere elencate (in fase embrionale) e non ho alcuna certezza che la realizzazione di questi  interventi possa avvenire  nei tempi previsti.

Mi sembra difficile, questo  dipenderà da una serie di variabili, chh HERNAN oggi rendono impossibile pronosticare i tempi. 

In merito alla mensa il Comune ha già ricevuto il primo 10% del finanziamento e questo ha - perlomeno - consentito  l’affidamento per la redazione del progetto esecutivo.

Ripeto, NON sono certamente un “commentatore” tenero con le consuete INEFFICIENZE GESTIONALI riscontrate quotidianamente.

La gestione ordinaria (parte corrente) del nostro Comune è davvero in difficoltà 

Ma non ho alcuna difficoltà a sottolineare come sulla parte “investimento” - a differenza dei tanti Comuni impreparati ad intercettare il momento storico (PNRR e fondi regionali). Che stiamo vivendo - Pozzo è un Comune partito con il piede giusto.


Come scrissi un anno fa “…il  Territorio di Pozzo d’Adda (forse Bettola con maggiore urgenza) ha estremo bisogno di essere dotata di servizi pubblici e penso che l’aspetto urbanistico sia una questione prioritaria per assettare il territorio.


Ovviamente, un anno fa era “….presto per esprimersi nel MERITO del provvedimento (non esistono ancora specifiche utili alla costruzione di un mio parere compiuto e consapevole) ma ciò che posso dire è che condivido l’impostazione assunta da chi governa, la scelta di voler restituire alla comunità luoghi oggi non più fruibili dai cittadini”.


Oggi posso confermare   quanto scrissi allora, con (qualche) certezza in più.


Non è il momento di festeggiare e di stappare bottiglie, ma esiste la voglia di intervenire sulle nostre strutture. 

Che non è poco 


_AM_

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Consigliere Comunale "Uniti per Cassina"

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