martedì 29 aprile 2025

QUANDO LE SCHIFEZZE URBANISTICHE (VAPRIO) INTERESSANO TUTTI

 

Come sempre in Italia, quando ci sono passerelle da fare, la politica (p minuscola) scalpita e sgomita per trovare spazio nel selfie del giorno per intestarsi i risultati.

 

Mentre le schifezze urbanistiche – e uso un eufemismo rispettoso – non trovano alcuna paternità.

Questo è il caso del progetto del polo logistico della Lidl a Vaprio d'Adda – inaspettatamente tornato in auge – con i suoi 125mila metri quadrati di terreno consumato da  capannoni, piazzali per il parcheggio e carico e scarico delle merci.

 

Un altro polo dedicato alla logistica per la grande distribuzione insidia una bellissima area agricola, un mastodontico capannone di 55mila metri quadrati (pari a 6 piani) porterà traffico e smog stressando un tessuto viabilistico – ad oggi – assolutamente inadeguato ad assorbirne le inevitabili conseguenze generate.

 

A seguito della sentenza del Tribunale amministrativo (ottobre 2023) furono certificati “gravi vizi di forma”, primo fra tutti l’assenza di una VIA.

Sembrò incredibile, ma non furono individuati, in maniera preventiva, mediante uno studio accurato (Valutazione di Impatto Ambientale) gli effetti sull'ambiente e sulla salute dei cittadini di un progetto potenzialmente devastante.

Fino a quel momento, nessuno aveva pensato ai possibili impatti ambientali e le misure necessarie per prevenire, eliminare o ridurre al minimo ogni fattore negativo.

Eppure, al di là degli obblighi di legge, disciplinati in Italia dal D.Lgs. n.152 del 3 aprile 2006, vi è il dovere morale di tutti – anche di chi governa lo sviluppo dei territori – di accertare la sostenibilità di ogni realizzazione così impattante nei confronti dell’ambiente e della nostra salute.

Sulla base delle sentenze, Città Metropolitana ha imposto alla proprietà del progetto di logistica (una catena tedesca di discount) la procedura di Via e questo è un fatto che può esser letto in diversi modi.

Ma vedremo prossimamente.  

Ad ogni modo, seppur preoccupato dalle intenzioni del  marchio tedesco (una logistica lungo la ex SS 525 a ridosso del confine comunale con Pozzo non è un fatto positivo) ma considero le dichiarazioni dei referenti («se il progetto del nuovo magazzino logistico» a Vaprio andrà in porto, «genererà opportunità di impiego sul territorio).

Ma è una “bonza” smentita dai numeri, il modello economico basato su capannoni e una logistica disumanizzante e insostenibile non produce lavoro e non è motore di vera crescita occupazionale.

E chi pensa di giustificare l’ampia devastazione di terreni agricoli (incremento di traffico e smog) con questa retorica da bar offende l’intelligenza di chi ama e difende il territorio.

Il post è in sostegno della battaglia di Legambiente contro l'arrivo della piattaforma e spero che i politici di Vaprio trovino il CORAGGIO di mettere la faccia in supporto a questa contrarietà.

Non ho alcuna considerazione per qualsiasi forma di vigliaccheria politica, silente e pelosa e sarà smascherata. 

Vi chiedo di non rinunciare ad esprimere il vostro dissenso sottoscrivendo la seguente petizione on-line (https://www.change.org/p/fermiamo-la-costruzione-del-polo-logistico-a-vaprio-d-adda?recruited_by_id=b920a010-24e1-11f0-89c1-116c89a4a01c&utm_source=share_petition&utm_campaign=psf_combo_share_initial&utm_medium=native)

lunedì 28 aprile 2025

POZZO, DUE PAROLE SUI PARCHETTI PUBBLICI

In linea di principio, non condivido l’indirizzo politico più volte dichiarato dal Sindaco circa la
razionalizzazione della presenza dei parchetti sul territorio comunale di Pozzo d’Adda.

Ma è una scelta politica – quella di ridurre la presenza di parchetti attrezzati (ad esempio parchi giochi) per investire su alcuni di questi – che ha una sua logica, ma ancora poco chiara per avviare una riflessione compiuta.

Al momento siamo fermi agli annunci di una staticità impressionante e il primo Cittadino non ha ancora fatto sapere quali siano i parchetti meritevoli e a scapito dei quali s’intenda investire.

L’idea che un Sindaco si diletti in dichiarazioni fumose e incomplete – sorrette da idee confuse – preoccupa almeno quanto una Minoranza consiliare, che di fronte a tali affermazioni non ha trovato ragioni per chiedere chiarimenti.

Uno dei doveri – dovuti al ruolo - di una minoranza consiliare sarebbe incalzare il primo Cittadino, chiedendo specifiche su scelte di rilievo sociale.

Ma lasciamo perdere, mi sono già espresso sull’inutilità funzionale di alcuni eletti.

Arrivo all’argomento del post, ossia alla serie di requisiti e standard tecnici per garantire la sicurezza, accessibilità, la qualità, la manutenzione dei parchi giochi.

Con Decreto del 7 febbraio 2023 – emanato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica - è stato compiuto un importante passo verso la regolamentazione e la sicurezza delle aree giochi pubbliche in Italia.

Un parco giochi può essere definito come un'area delimitata e attrezzata con strutture progettate per il gioco dei bambini, luoghi destinati principalmente ai piccoli cittadini, dai neonati agli adolescenti, offrendo loro un ambiente stimolante e sicuro per il gioco e l'apprendimento sociale.

La sicurezza di queste aree è di cruciale importanza, lo sappiamo, poiché i destinatari sono individui in una fase della vita particolarmente vulnerabile e propensa all'esplorazione.

Immagino che il nostro Comune sia perfettamente informato del fatto che – in qualità di gestore delle specifiche aree pubbliche – gravi su esso la responsabilità primaria di assicurare la sicurezza degli utenti.

Un aspetto che implica un atteggiamento responsabile verso i piccoli utenti e fruitori, mediante un'attenta manutenzione delle attrezzature.

La manutenzione è necessaria, non si improvvisa, occorre mettere in atto procedure di controllo secondo scadenze definite.

La condizione di alcuni giochi interni a queste aree lasciano immaginare che – nonostante sia già fine aprile e quindi iniziata la stagione di frequentazione dei luoghi – non vi siano stati controlli di legge, ispezioni e manutenzioni regolari.

Potrei sbagliarmi, ma la condizione dei giochi – ad esempio – interni al parchetto pubblico esistente fra via Colombo angolo via Italia desta molti sospetti in merito.

La normativa, attraverso le indicazioni degli standard UNI EN 1176 e UNI EN 1177, sottolinea l'importanza di queste attività non solo come un obbligo, ma come una vera e propria missione per la prevenzione degli incidenti.

 

La sicurezza nei parchi gioco pubblici è un tema che riguarda tutti e il Comune ha obblighi da osservare: rispettare la normativa, sottoporsi a certificazioni e mantenere un impegno costante verso ispezioni e manutenzioni non sono solo obblighi legali, ma gesti di responsabilità verso la comunità.

 

La sicurezza dei più piccoli nei parchi gioco è un tema che sta a cuore a tutti, per questo è impensabile (inaccettabile) che – giunti al 27 aprile – non siano state effettuate le doverose ispezioni periodiche e manutenzioni regolari delle attrezzature per gioco e del parco giochi nel suo complesso.

 

Se fossi stato un Consigliere di Minoranza avrei chiesto immediatamente copia del registro delle manutenzioni, dal quale apprendere le annotazioni dei singoli interventi effettuati.


Perchè - comunque - se effettuati, non sembrano in coerenza alle aspettative  e necessità

 

Il decreto è chiaro sulla necessità di annotare gli interventi tempestivi in caso di rilevamento di difetti o danni alle strutture (fino alla chiusura del gioco se ritenuto non sicuro).


Ora non riesco, ma vorrei trovarne per dedicare un'altra riflessione ad un Comune che assegna le chiavi del parco ad una Cittadina (che ringrazio!) 


AM


_AM_









giovedì 17 aprile 2025

POZZO, UN CONSIGLIO AL SINDACO

Non sono poche le persone che in queste ore mi stanno contattando chiedendomi maggiori informazioni rispetto al delicato momento che sta vivendo la politica di Pozzo d’Adda. 

Non ho molte informazioni in proposito, ma dai pochi elementi in mio possesso, si conferma un quadro mutato improvvisamente, una strisciante angoscia della compagine governativa. 
La tensione si taglia con il coltello e – come provavo a raccontare nel precedente post – il clima è profondamente cambiato in società, sempre più frequenti sono (anche) le whatsappate cariche di insoddisfazione sociale per una proposta governativa considerata deludente. 
Fino a pochi mesi fa, era del tutto inimmaginabile che un autentico sconosciuto potesse diventare punto di riferimento di un dissenso. 
Questa non è altro che l’ennesima prova di quanto già sostenuto in altri post (“la minoranza consiliare nel migliore dei casi incapace di argomentare e parlare al paese (nel peggiore politicamente connivente e compromessa)”. 
Ma seppur non possa condividere la strategia, devo ammettere che la scelta della minoranza di aspettare silenziosamente e a “motori spenti” il ritorno alle urne (2 anni) per ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo potrebbe portare a vincere le elezioni. 
Presto per dirlo, ma le cose per Villa non si mettono bene e le opposizioni unite (con i simboli di partito di centrodestra) possono vincere, anche senza uno straccio di idea e forti del noto elettorato inconsapevole.
Discorso lungo, lo affronteremo a tempo debito. 
Quindi, da un lato membri di opposizione totalmente avulsi dagli eventi negativi che stanno investendo Pozzo (anzi curiosamente frustrati e interessati alle dinamiche politico amministrative di altri Comuni) dall’altro, una Giunta comunale vistosamente stressata, in totale panico per la concreta possibilità di un fallimento gestionale di legislatura. 
Da qui il nervosismo di un Sindaco, davvero irriconoscibile, che arriva ad imporre ai suoi collaboratori un “voto blindato” sull’insolita autorizzazione a presentare denuncia-querela relativamente ai contenuti di un post pubblicato su Facebook il 13 aprile scorso. 
Come scrissi nel precedente post (ANDREA MAGGIO : POZZO, ARMI DI DISTRAZIONE DI MASSA) non conosco l’argomento in questione, ma dal comunicato che il Sindaco ha scelto di pubblicare ho capito che l’argomento è relativo all'inserimento in case famiglia, per tutelare il benessere psico-fisico della persona….”. 
E pur senza entrare nel merito del comunicato, l’ho ritenuto molto polemico, scritto male, da un Sindaco nervoso e con la mente impegnata su altri fronti, nell'intento di eluderli.
In politica, operazioni come queste si chiamano  armi di distrazione di massa, categoria di strumenti mediatici utilizzati da chi governa per distrarre la massa dai problemi reali.
Una pratica che serve a distogliere l’attenzione da ciò che accade intorno. 
È chiaro che i problemi registrati nel progetto PNRR relativo alla mensa, la relazione dell’ATS sulle condizioni vergognose interne alla scuola, gli scivoloni verbali registrati nel corso dell’assemblea pubblica sono solo le ultime tegole cascate in testa su una giunta comunale che vede sommarsi problemi agli innumerevoli trovati sulla scrivania 3 anni fa e non ancora risolti.
Catturare l’opinione pubblica con argomenti futili o creati all’occorrenza, per dirottare il dibattito pubblico ed eludere la morsa di una crescente critica sociale emersa e strisciante. 
Il post incriminato è stato pubblicato (non so da chi, non mi interessa saperlo) nel gruppo Facebook "NOI DI POZZO, BETTOLA E CAVALLASCO e il primo Cittadino ha rilevato alcune “…frasi offensive e diffamatorie nei confronti dell'amministrazione, che trascendono la semplice polemica politica e diffondono informazioni non corrispondenti al vero (…) e che il tenore delle frasi pubblicate è lesivo della reputazione delle persone appartenenti alle istituzioni di questo Ente”. 
Quindi con tutte le cose importanti che ci sono da fare, il sindaco mostra i muscoli ai deboli e balbetta davanti ai forti e chiede il voto unanime della sua Giunta per “…l’opportunità di difendere l'immagine del Comune, la cui integrità rappresenta un valore pubblico superiore, meritevole di tutela nelle sedi a ciò deputate (…) e  autorizzare il Sindaco a presentare formale atto di denuncia-querela per diffamazione e per gli eventuali altri reati di analoga o maggiore gravità che la competente Autorità Giudiziaria dovesse ravvisare nei fatti narrati”. 
La denuncia-querela all’autore del post (pubblicato esattamente un mese prima) sarà presentata dal Sindaco - quale legale rappresentante dell'Ente - ed eventuale individuazione di un legale sarà formalizzata in seguito e comporteranno oneri finanziari per l'Ente. 
Non conosco il querelato e le ragioni, immagino sia uno dei residenti insoddisfatti per come stiano andando le cose a Pozzo, che dovrà spendere soldi per una difesa legale e (con le sue tasse) pagare l’avvocato al Sindaco. 
Diciamo che un vero Sindaco non si comporta così, il dissenso si affronta (e io sono uno che lo ha vissuto in prima persona) cercando di interpretare i malumori e capire la natura di un malessere. 
Il Primo Cittadino alza il telefono, propone un incontro e si confronta.
Sindaci e Consiglieri che parlano solo di denunce e querele mostrano una strada sociopatica incompatibile con ruoli delicati che richiedono invece empatia. 
Chiudo con un consiglio al Sindaco: chi mostra i muscoli del potere nei confronti dei più deboli nasconde paure. 
I Cittadini non vanno intimoriti o annichiliti ma ascoltarli e mostrare loro l’altra faccia della medaglia che magari non avevano notato. 
E senza fare il forte con i deboli e debole con i forti capire che sono altre le denunce che servono oggi senza che a farle siano i Cittadini (ATS ad esempio).
Il mio numero è 3357992244 (per whatsappate) 
_AM_

martedì 15 aprile 2025

POZZO, ARMI DI DISTRAZIONE DI MASSA

Le armi di distrazione di massa sono una categoria di strumenti mediatici utilizzati da chi governa per distrarre la massa dai problemi reali.


Una pratica che serve a distogliere l’attenzione da ciò che accade intorno.

Cambiano i tempi, ma le modalità cialtronesche di chi è chiamato a governare - soprattutto se al cospetto di potenziali fallimenti amministrativi - non cambiano, si ripropongono con la medesima intenzione di
catturare l’opinione pubblica con argomenti futili o creati all’occorrenza.

Questo ha fatto il Sindaco Villa che ha scelto di dirottare il dibattito pubblico nella speranza di eludere la morsa di una crescente critica sociale emersa in queste settimane.

Il Sindaco - che raccontano molto nervoso in questi ultimi mesi e mal consigliato dall’unico nel palazzo in grado di essere ascoltato - ha firmato e pubblicato un comunicato puerile.

Ho pensato fosse uno scherzo, un fake.
Invece no, tutto vero.

Un testo senza capo né coda, scritto con i piedi e senza un vero motivo politico amministrativo.

È chiaro che i problemi registrati nel progetto PNRR relativo alla mensa, la relazione dell’ATS sulle condizioni vergognose interne alla scuola, gli scivoloni verbali registrati nel corso dell’assemblea pubblica sono solo le ultime tegole cascate in testa su una giunta comunale che vede sommarsi problemi agli innumerevoli trovati sulla scrivania 3 anni fa e non ancora risolti.

Seppur agevolata da una minoranza consiliare nel migliore dei casi incapace di argomentare e parlare al paese (nel peggiore politicamente connivente e compromessa) la gestione verticistica dell’attuale Sindaco si è rivelata un boomerang: quando ti presenti alle elezioni come il “nuovo” che deve tagliare con il passato ma nomini a capo della struttura burocratica l’assessore che hai sempre criticato, stai certificando il fallimento e tradito il mandato elettorale.

In qualsiasi altro Comune con una qualsiasi altra minoranza consiliare, il primo Cittadino - che guida una coalizione poco rappresentativa (hanno conquistato solo 834 dei 4863 voti in palio) e ha tenuto per sé le deleghe più importanti (probabilmente per mancanza di fiducia nei collaboratori assessori: la teoria del “sono bravo solo io”) avrebbe già dato le dimissioni da un po’.

Soprattutto, in considerazione della crisi di consenso vissuta, che trova le sue ragioni - producendo nervosismo e scollamento nella maggioranza consiliare - nella mutazione di uno stile, in quello stile poco trasparente che avrebbe dovuto superare e non aggravare.

Per questo, il comunicato che citavo poc’anzi - a firma del Sindaco - è parso uno scherzo, una burlata.

In questi 3 anni di legislatura, il primo Cittadino non ha voluto MAI scrivere parole in risposta alle innumerevoli sollecitazioni provenienti dal territorio, dai Residenti.

Ha sempre finto di ignorare l’esistenza dei social, limitando le sue numerose pubblicazioni a “Gita al lago”, “la gara di burraco” o qualche appello “il Paese si rianima per un mese intero!!! Venite a mangiare il panzerotto” (invito che ho accolto), alla distribuzione massiva Ecuosacco, servizio ritiro ingombranti, nuove modalità di richiesta appuntamento e tante altre informazioni che si trovano sul sito istituzionale del Comune.

Dal Sindaco si attendono altre risposte, il populismo grillino non funziona più quando governi un paese.

Pubblicare sui gruppi social (“piazze virtuali”) comunicazioni asettiche del sito internet comunale, o alle faccende marginali o episodi frivoli, con dettagli irrilevanti è un modo per il Sindaco per eludere temi scomodi, teme il confronto - oggi più che mai - perché consapevole della debolezza dei contenuti e delle risposte del momento.

Veniamo all’incredibile comunicato apparso oggi sui social in risposta ad altri post che la stragrande maggioranza dei cittadini di Pozzo non conoscono l’esistenza.

Scritto su carta intestata del Comune, inizia con un comico:

“A seguito dei post pubblicati sui gruppi Facebook di Pozzo e Bettola, si comunica che…”.

Io sono uno dei tantissimi Cittadini che - pur essendo iscritto a vari gruppi social - non conosco l’antefatto e non sono nemmeno interessato a cercare il post incriminato, a cui un Sindaco - dopo 3 anni di silenzi imbarazzati e mancate risposte per inadeguatezze dei contenuti fin qui espressi dalla prestazione amministrativa - abbia voluto replicare su carta intestata.

Non conosco l’argomento in questione, dal comunicato (arma distrazione di massa) che il Sindaco ha pubblicato penso sia relativo: “..all'inserimento in case famiglia, per tutelare il benessere psico-fisico della persona o della famiglia che non sono in condizioni di vivere in sicurezza al proprio domicilio, spesso su indicazione di un Giudice”.

Pur senza entrare nel merito del comunicato, l'ho trovato molto polemico, scritto - male, e nervosamente - in solitaria con la mente impegnata su altri fronti, nell'intento di eluderli con l’aiuto degli amici e dei loro like.

Una difesa degli: “…assistenti sociali che hanno egregiamente ricoperto il proprio ruolo in questi anni non siano andate via a causa di qualche utente, ma per proseguire la propria carriera presso altri Enti, come stanno effettivamente facendo”.

Bene. 

In pratica, i genitori scrivono ad ATS e ottengono un sopralluogo dal quale emerge una conduzione indecente della struttura e il Sindaco cosa fa? Commenta un post di cui nessuno è informato.

Invece di rispondere alle domande che ho posto sul cantiere Mensa, sulla terra contaminata, sulle mancate attuazioni delle prescrizioni inserite nel piano d’urgenza, il Sindaco si lascia trascinare dalla paura (di perdere 4002 euro di stipendio al mese ancora per molti anni, paura legittima e comprensibile) si lancia in minacce dai toni scomposti e inappropriati per frasi: “…lesive dell'immagine del Comune, l'Amministrazione provvederà a sporgere regolare denuncia e a costituirsi parte civile per il risarcimento del danno”.

È spaventato dal dissenso e lo dimostra con la frase in chiusura “…Da questo momento non saranno più tollerate tali esternazioni (…) la diffamazione è un reato da perseguire nelle sedi opportune”.

Se le passate opposizioni - di cui il Sindaco era il principale protagonista - avessero fatto il proprio lavoro nelle sedi opportune (Corte dei Conti prima fra tutte) avrebbero risposto in tanti.

Ma come l’attuale Minoranza, anche in passato, erano tutti distratti.

Poverini.

_AM_

lunedì 7 aprile 2025

POZZO, SOLDI DA SPENDERE MEGLIO

 Il 19/07/2021 venne approvato un documento di fattibilità tecnico relativo a lavori di rifacimento sedi stradali, marciapiedi e opere di corredo stradali.


Un documento - suppongo - redatto dall’Ufficio tecnico comunale, come sempre accade con documenti “embrionali” quasi propedeutici ad una progettazione.


Viene approvato un quadro economico misero, ma stranamente  il 13.07.2021 si affida  l'incarico di progettazione esecutiva del progetto ad un ingegnere per un importo pari a € 11.799,84).


I lavori furono consegnati il 9/9/2021 e terminati il 26/6/2023.


Quasi 2 anni per finire i lavori, meno di 4 giorni vedersi depositare la contabilità dei lavori.


Ma qui, davanti al secondo SAL 2 (finale) mi accorgo della “stranezza” 

e ritengo doverosa una riflessione.


Per un appalto MINIMALE di 55.863,59 era così indispensabile ingaggiare un professionista di indiscusse capacità 

(noto per attività di consulenza per grandi società come Ansaldo, B. S. Consulting, Italgas, Snam e incarichi in enti quali Arexpo spa, Amat srl, Comune di Gorgonzola, Comune di Rho, Comune di Opera, Provveditorato Int. Opere Pubbliche Lombardia, Emilia Romagna, Uniacque spA, MM spA, ALFA S.r.l.) ?


Il suggerimento che vorrei dare al nostro Comune - come indirizzo politico da assimilare se possibile in futuro - è di evitare di ingaggiare questo livello di professionisti “..per 

asfaltare 3 stradine”.


Sarebbe come chiamare un artista pittore per imbiancare le pareti di casa.


Le Pubbliche Amministrazioni devono fare il possibile per “formare e valorizzare” le risorse interne, in modo da poter - perlomeno per lavori semplici come asfaltature delle stradine  comunali - responsabilizzare il responsabile comunale  (con evidenti risparmi e premiatà ex 109/94) e so che non è semplice, in considerazione dell’esiguo numero dei dipendenti ma questo non autorizza a impegnare il comune in compensi così  impegnativi sotto il profilo economico SOPRATTUTTO  in relazione all’entità e consistenza dei lavori.


Chiudo dicendo, che è quanto mai CURIOSO che l’mportante 

provvedimento (che include libretto misure, registro contabilità lavori ecc) 

viene assunto dal Segretario generale “….in assenza dal servizio del

Responsabile del Settore Servizi Tecnici Territoriali”.


Mi fermo qui.  

lunedì 31 marzo 2025

RIFLESSIONI SULLA CAVA DI VAPRIO

Da mero osservatore, mi permetto di avanzare alcune osservazioni, che probabilmente avrebbe dovuto fare e non ha fatto qualche eletto, soprattutto fra coloro che non hanno vinto le elezioni e dovrebbe vigilare sull’operato di chi amministra, dare suggerimenti, stimolarlo nell'interesse del paese e - se necessario - aiutarlo.


E' indubbio che dopo 3 anni trascorsi fra inezie VARIE, la politica locale abbia perso molto tempo e – solo in questi ultimi mesi e sotto la spinta di alcuni residenti - vi è una improvvisa fiammata dell'interesse sociale rispetto alla "cosa pubblica" ("res" pubblica) che spero non si fermi.

Una Cittadinanza più attenta e curiosa su temi di rilevanza comunitaria ha sempre generato un rapporto sociale virtuoso: è questa la famosa responsabilizzazione della politica locale. 

Attivare le forme di controllo democratico (fino ad oggi pressoché inesistenti a Pozzo d’Adda, peggio ancora in consiglio comunale, più simile ad una riunione fra amici al bar) genera inevitabilmente uno stimolo genuino in chi è chiamato ad azioni di governo.

Stiamo vedendo - in questi giorni - come le “scosse vitali” alla politica locale producano innegabili benefici sotto il profilo della trasparenza su questioni importanti come il terreno contaminato presso il cantiere PNRR (nuova mensa): negligenze progettuali, la lunga assenza di una voce forte, la condizione delle strutture scolastiche.

Svegliare dal torpore i rappresentanti del popolo provoca moti di rabbia e nervosismo, ma altro non è che un richiamo alle responsabilità. 

D’altronde chi si è candidato ha accettato un ruolo, non è una prescrizione medica, nessuno è obbligato a fare il consigliere comunale da mero spettatore.

Servono minoranze consiliari attente e vigili e - solo così per loro natura e ruolo – potrebbero condizionare con forza il dibattito pubblico e non lasciarsi trasportare dal vento in attesa delle elezioni. 

Lo dico per esperienza personale.

Basti pensare che - in questi 3 anni di legislatura - non sono state proferite parole in proposito a criticità ambientali generate da devastanti ricadute sul nostro territorio.

Dal Sindaco (che sappiamo ingegnarsi ogni giorno con “armi di distrazione di massa”) e dalla minoranza: due frutti dello stesso albero. 

Per questo motivo, il post del primo Cittadino apparso nelle scorse ore è parso una provocazione, gli unici temi sovracomunali pensati da questa giunta sono stati la Marcia della Pace ("...davanti ad un caffè abbiamo parlato di cose importanti e concrete", ha riferito molto soddisfatto il Sindaco, nel corso dell'assemblea pubblica).

Mi fanno notare, che come già accaduto a seguito del post sui maggiori costi dei cantieri PNRR ( POZZO, MAGGIORI COSTI...) del 20 dicembre 2024 o sulla vergognosa condizione degli spogliatoi della palestra (POZZO, SPOGLIATOI DELL'INDECENZA), anche il post sul territorio (POZZO, UN APPELLO IN DIFESA DEL TERRITORIO) ha generato i suoi effetti.

Scrivevo della discarica di Inzago e delle "...violenze subite negli ultimi decenni, con previsioni urbanistiche devastanti concretizzatesi sempre a ridosso dei confini comunali, una volta il Biogas (Masate), altra volta la cava (Vaprio), altra volta i centri logistici (Vaprio)".

Scrivevo: "Nel migliore dei casi, i rappresentanti del popolo pozzese - maggioranza e opposizione - sono stati distratti (come sempre), nel peggiore hanno girato la testa dall'altra parte" e nel “…mio umile ruolo di Cittadino (un semi-appassionato osservatore piuttosto disilluso) spero che il Consiglio comunale possa esprimere una - seppur tardiva - posizione chiara e di contrasto all'intervento annunciato (...) perchè in altri Comuni vi sono sistematici interventi in materia ambientale, sovracomunale, per una difesa del territorio sincera".

 

Anche questa volta arriva la risposta "politica", provando a correre ai ripari per attestare interesse politico e vitalità.

 

Meglio tardi che mai, verrebbe da dire, ma in P.A. anche il ritardo di un attimo può valere un decennio.

Ma vediamo la questione nello specifico e i perché di ciò che scrivo.

Il Sindaco - sempre dalla pagina politica del gruppo consiliare "Uno di NOI" (continuando a fare confusione fra comunicazione di parte e comunicazione istituzionale) – fa sapere che il 20.03.2025 sono stati inoltrati in Città Metropolitana – settore ambiente – alcune osservazioni rispetto ai Progetti di espansione dell'area di prelievo della Cava di Vaprio.

Il nostro Comune ha reputato carente dello studio dell'impatto ambientale e l’insostenibile incremento del traffico di mezzi pesanti con impatto in termini di inquinamento, anche acustico, non sostenibile: “…si rimane ora in attesa della richiesta di ulteriore ed eventuali integrazioni e della conferenza dei servizi. Conferenza nella quale il Comune continuerà a sostenere la posizione di difesa e tutela del territorio del Comune di Pozzo d'Adda”.

Queste le parole, veniamo ai fatti.

Lo scorso Piano Cave della Città Metropolitana di Milano per i settori sabbia, ghiaia e argilla ha avuto termine di validità al 30 giugno 2019.

I piani cave localizzano le aree in cui è prevista l’attività di cava e ne individuano le principali caratteristiche: le quantità massime estraibili, la tipologia di estrazione (in falda o a secco), la profondità massima raggiungibile, la destinazione finale delle aree al termine del recupero ambientale, l’eventuale presenza di vincoli e altre eventuali prescrizioni.

Un documento importantissimo, che prima della sua approvazione, ha coinvolto molteplici stakeholders, associazioni, Parco Agricolo Sud Milano, aziende del territorio e Comuni interessati.

Questo post del Sindaco arriva come un fulmine a ciel sereno, perché il documento – adottato prima dalla Città Metropolitana e poi approvato dalla Regione Lombardia – regola un’attività delicatissima in merito agli equilibri ambientali del territorio. 

Non è facile trovare il giusto equilibrio tra esigenze sociali, economiche e ambientali evitando danni irreversibili al territorio.

Ricordo la direttrice dell’aria tutela e valorizzazione ambientale di CMM quando illustrava i documenti nell’ambito di un processo di costruzione del piano “…più condiviso e partecipato da amministrazioni comunali e dalle realtà locali” sviluppato attraverso un monitoraggio dell’esigenza di territori molto approfondito vi è stata una fase di conferenze, fasi di confronto per il quale si attendeva il contributo di tutti.

 

Quella fu l’occasione per considerare l’aggiornamento dei numeri relativi ai volumi del Piano Cave, che passavano dai volumi autorizzati al 30/11/2017 dei 23 milioni ad un documento che raddoppiava le previsioni (43 milioni di metri cubi) con la Cava di Vaprio – che confina con il territorio di Pozzo d’Adda – coinvolta da questo incremento.

 

 

Ma il Comune di Pozzo non era presente alla Prima Conferenza di Valutazione e il primo Forum pubblico, nel corso della quale è stato illustrato il Rapporto Ambientale Preliminare - Documento di scoping e le Linee Guida per la costruzione del nuovo Piano Cave di Città metropolitana.

Parteciparono i rappresentanti di ANCE, Assimpredil, Anepla, Confagricoltura Milano Lombardia, Coldiretti, SIGEA, WWF Lombardia, Parco Nord Milano, Parco Agricolo Sud Milano, Regione Lombardia, Comuni di Sesto San Giovanni, Cuggiono, Paderno Dugnano, Bollate, Casorezzo, Basiglio, Bareggio, Vanzago, Gaggiano, Comitato No 3 pista Vanzaghello, 

 

Arrivarono le osservazioni da Società Eredi di Bellasio Eugenio, Gruppo Salute - Comitato Pero Ovest - Comitato Infindelafera, Comune di Parabiago, Comune di Casorezzo, SNAM Rete Gas, Comune di San Vittore Olona, Consorzio di Bonifica Est Ticino Villoresi, Parco del Roccolo, ARPA Lombardia e Comune di Bareggio.

 

Sono antipatico ai politicanti locali, perché con me "le chiacchiere stanno a zero".


E Pozzo d’Adda non era presente nemmeno alla Seconda Conferenza di Valutazione ed il secondo Forum pubblico, nel corso della quale furono illustrati i principali contenuti e documenti del Piano, del Rapporto Ambientale e dello Studio di incidenza, fornendo tutte le informazioni per la presentazione di pareri, osservazioni e proposte.

 

Hanno partecipato i rappresentanti di A2A SpA, Assimpredil ANCE, Anepla, ARPA Lombardia, Assolombarda, Città metropolitana di Milano, Consulta Cave, Arethusa srl, Comitati Bene Comune Cernusco – Salviamo il paesaggio, Valdarenne di Vanzago, Ecologico Mantegazza, No Terza Pista di Vanzaghello, Associazione 5 agosto 1991, Comuni di Cerro Maggiore, Zibido San Giacomo, San Donato Milanese, Baiglio, Pantigliate, Mediglia, Pozzuolo Martesana, Truccazzano, Monvil Beton srl, EIM srle per conto di Solter srl, Cosmocal SpA, Eredi di Bellasio Eugenio snc, Sintexcal spa, Ecoasfalti SpA, Seratoni Cave srl.

Il processo di approvazione del Piano Cave è stato lungo, articolato, complesso e partecipativo, POZZO POTEVA FARSI SENTIRE E NON L'HA FATTO e le prime 91 osservazioni presentate in CMM furono valutate – il 20 febbraio 2019 – da gruppo di lavoro (“interno”) nominato a gennaio 2019.

Il sindaco metropolitano – attraverso proprio decreto – prese atto della documentazione come parte integrante della proposta di piano Cave e già in quella proposta vi erano elementi istruttori quali determinazione del fabbisogno di materiali inerti.

Con Deliberazione del Consiglio regionale n. XI/2501 del 28 giugno 2022 è arrivata l’approvazione definitiva ("Nuovo Piano cave della Città metropolitana di Milano”) tre anni di discussioni e istanze dei Sindaci (anche di nuova elezione che per ovvie ragioni si erano persi  l’intenso lavoro di tutti gli attori del territorio (Città metropolitana di Milano, Comuni, gestori parchi e operatori privati).

Non si ricordano osservazioni di Pozzo – né in fase di adozione né in fase di approvazione – mentre ricordo gli interventi dei vari Sindaci (quello di Vanzago anticipava il ricorso, vinto).

Grazie all’intervento di qualche Sindaco (più di tutti credo il primo Cittadino di Vanzago) la Regione inserì un’ulteriore attenzione alla viabilità del territorio approvando un emendamento che, di fatto, avrebbe dovuto diminuire nel concreto gli effetti negativi dell’attività estrattiva, ossia una viabilità alternativa che escluda il passaggio dei mezzi pesanti dall’attraversamento dei centri abitati, andando così a ridurre l’impatto ambientale, viabilistico e i disagi per i cittadini.

Il nostro Comune – ahimè – ha sempre latitato e non è un caso che le opere strategiche sovracomunali con potenziali criticità ambientali (biomas, cave, discariche) che sorgono sul territorio dei Comuni limitrofi, insistano tutte sui confini con Pozzo d’Adda.

Il nostro Comune non ha interpretato – quand’era il momento - il disagio potenziale generato dal Piano cave Città Metropolitana e gli impatti diretti sul territorio, c’era il tempo di intervenire – come altri Comuni hanno fatto – mobilitando la comunità per una pianificazione che avrà durata decennale.

Pozzo ha taciuto sulla proposta adottata dalla Città metropolitana di Milano il 14 marzo 2019 ma soprattutto non si trova traccia nella Relazione istruttoria, elaborata dagli uffici regionali, che ha recepito le indicazioni e valutazioni del Comitato tecnico consultivo regionale per le attività estrattive di cava del 22 dicembre 2020 e apportate delle modifiche alla proposta di Città Metropolitana di Milano.

Poteva andare “molto peggio”, credetemi.

Quante richieste scritte sono state inoltraTE al sindaco per conoscere i motivi, i criteri e gli intendimenti rispetto all'importante questione?

Quante volte in consiglio sono state chiede informazioni sulle decisioni e se sono stati adottati (o non adottati) determinati provvedimenti ? ve lo dico io: ZERO

Quante proposte di delibera – in questi anni – sono state discusse in consiglio comunale sul tema, quante sono state le richieste di aprire un dibattito politico – amministrativo su questo tema, per far fronte comune fra politica e società?


Si arrabbiano, ma questi sono i fatti e ripeto: LE CHIACCHIERE STANNO A ZERO.

 

Il Sindaco di Vaprio era già intervenuto (Vaprio, ampliamento della cava: "Uno sfregio grande tre volte il Duomo di Milano")

 

Il processo istruttorio del nuovo Piano cave ha definito 26 nuovi ambiti estrattivi con 27 cave, in pratica il lavoro di “…minimizzazione del consumo di suolo e razionalizzazione dell'attività di escavazione, con riduzione del numero di insediamenti presenti sul territorio, dalle 37 cave ubicate all'interno di 31 ATE del Piano cave 2006, alle attuali 25 cave (in 25 ATE)” era da leggersi come una riduzione del numero delle potenziali cave estrattive ma potenziale e ampliamento di quelle esistenti.

 

Una strana coerenza con il PTCP – Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale vigente della Città metropolitana di Milano - che richiama fra i principali obbiettivi “limitare e razionalizzare l’apertura di nuove cave, anche ai fini del contenimento del consumo di suolo”.

E ripeto, con queste premesse e a fronte di Comuni distratti come il nostro con una classe politica disattenta e disinteressata poteva andare “molto peggio”.

Gran parte dei giacimenti e degli ATE individuati nel Piano cave precedente (2006) ricadono nel Parco Agricolo Sud Milano il cui Piano Territoriale di Coordinamento ha espressamente previsto all'art. 45 c. 1 che "nel territorio del Parco è vietata l'apertura di nuove cave ed è consentito il solo ampliamento delle attività esistenti…".

In considerazione degli elementi descritti, la Città metropolitana di Milano ha ritenuto non necessario individuare nuovi Giacimenti per Piano cave successivo e – ripeto per la terza volta – poteva andare “molto peggio”.

Nessuno a Pozzo disse nulla nemmeno quando venne risposto che “….l’individuazione di nuove aree estrattive, seppur generalmente individuate su superfici di non elevato pregio naturalistico, genera consumo di suolo e potrebbe portare a creare ulteriore frammentazione in un territorio già di per sé fortemente urbanizzato” quindi si è preferito per l’ampliamento degli ambiti estrattivi esistenti perché .”..seppur consumando nuovo suolo, consentirebbe di mantenere una certa continuità con la realtà estrattiva attuale”.

Ma l’attività estrattiva genera una serie di impatti che possono avere una ricaduta pressoché immediata sul contesto circostante, in particolare in termini di inquinamento acustico, qualità dell’aria, incremento del traffico veicolare, tutte variabili che incidono sulla salute umana e sulla qualità della vita.

Quali indirizzi sono stati assunti da Regione per l’adozione di misure volte al contenimento degli impatti sul territorio circostante legati all’attività estrattiva?

Quali valutazioni sono state effettuate, nello specifico della Cava di Vaprio d’Adda posta a ridosso del confine con Pozzo, per preservare ambiti più sensibili da situazioni di eccessiva pressione viabilistica?

Chiudo, con qualche riflessione sulle uniche osservazioni (delle n. 91 osservazioni totali) giunte in CMM e Regione, che riguardavano la Cava di Vaprio d'Adda.

Il Comune di Vaprio d’Adda ha ribadito con nota del 19 aprile 2019, in atti regionali al n. 13699 del 23/4/2019 (“il Comune di Vaprio D’Adda esprime la propria contrarietà, rispetto al Piano Cave adottato dalla Città Metropolitana di Milano, all’espansione della cava denominata ATEg18 ubicata nel proprio territorio”)  in quanto già l’escavazione autorizzata nel 2006 “…è ormai completata e solo meno di un terzo della superfice è stata riempita e riportata a livello del terreno come da prescrizione” sosteneva il Comune di Vaprio “…e il piano cave ha previsto per l’area di interesse una riduzione da 2.500.000 mc a 1.500.000 mc di materiale di scavo riducendo quindi di 1.000.000 mc la possibilità di scavo” arrivando alla conclusione che “…non ci sono più i presupposti per ulteriori ampliamenti in quanto l’area precedentemente autorizzata nel 2006 ha esaurito i quantitativi autorizzati (2.500.000 mc)”.

Peraltro le aree di ampliamento essendo all’interno del costituendo PLIS della Martesana che ha fra gli obbiettivi quello di tutelare le aree agricole che si trovano nell’ambito del “collegamento verde” con la Città di Milano.

E ho sempre detto che i PLIS – senza governance – non sarebbero stati lo strumento per opporsi alle grosse trasformazioni, ma solo un’alchimia burocratica per “punire” i piccoli proprietari, con iniziative politiche o vendette a carattere comunale.

Lo dissi a Cassina, lo ripeto oggi.

E infatti alle Osservazioni di Vaprio, la CMM ha “…preso atto della valutazione espressa in merito al volume di Piano assegnato all'Ateg18, giudicato eccessivo; si evidenzia che lo stesso è stato assegnato a seguito delle valutazioni emerse in sede di Valutazione Ambientale Strategica e lo stesso è frutto di elaborazioni che tengono conto delle esigenze produttive delle ditte, verificate sulle attività pregresse, in rapporto al fabbisogno complessivo stimato. Inoltre, a seguito delle osservazioni pervenute, si è ritenuto necessario rivalutare l'estensione e la profondità del giacimento utile, confermando il volume complessivo di 1.500.000 mc. (…) si provvede alla riduzione della profondità massima di scavo indicata nella Scheda di Piano, portandola da 20 metri a 13 metri anche in considerazione di quanto documentato dall'operatore in merito all'individuazione del giacimento utile fino ad una profondità massima di 13 metri dal piano campagna”.

In merito alle considerazioni espresse nell’osservazione sull'ampliamento a Sud dell'ambito estrattivo “..si fa presente che il Piano Cave è uno strumento pianificatorio sovraordinato rispetto alla programmazione locale e che ha vigenza temporanea; inoltre, il PLIS Alto Martesana è stato inserito tra i soggetti con cui la Società operatrice dovrà concordare il progetto. Nella definizione dell'ambito estrattivo ATEg18, così come proposto a seguito dell'esame delle osservazioni, è stato previsto il coinvolgimento delle amministrazioni comunali e degli enti competenti tra cui la Soprintendenza che ha richiesto di adeguare le geometrie dell'ambito estrattivo al contesto paesaggistico circostante”. 

Anche la Regione interviene nelle contro-deduzioni rilevando che “…il nuovo piano cave va ad individuare un’area contigua al vecchio Ateg18 (praticamente già esaurito) con l’intento di sfruttare l’area che nella pianificazione 2006/2016 era stata individuata come giacimento”.

La Regione ammette che il nuovo Piano – con la differente perimetrazione della cava - ha attribuito all’ATEg18 mc 1.500.000 incrementando di fatto i volumi di 1.185.717 mc.

 

Inoltre, la Regione - nella definizione dell'ambito estrattivo ATEg18, così come proposto a seguito dell'esame delle osservazioni – ha prescritto un coinvolgimento delle amministrazioni comunali e degli enti competenti, tra cui la Sopraintendenza che ha richiesto “…di adeguare le geometrie dell'ambito estrattivo al contesto paesaggistico circostante”.

Ad ogni modo, la Regione – preso atto della proposta di CMM e delle controdeduzioni – ha ritenuto di non accogliere le osservazioni del comune di Vaprio D’Adda.

Nell’estate del 2021, l’amministrazione comunale di Vaprio ha annunciato un documento da inoltrare in commissione Ambiente di Regione Lombardia con cui esprimere nuovamente “…contrarietà al progetto di Città Metropolitana, in fase di studio al Pirellone, in cui si prevedono nove escavazioni pari a un milione e mezzo di metri cubi che vanno ad aggiungersi ai due milioni e mezzo estratti nel corso degli ultimi anni”.

 La posizione del comune Pozzo d’Adda emerge solo adesso a marzo del 2025.


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Consigliere Comunale "Uniti per Cassina"

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