sabato 23 maggio 2026

POZZO D’ADDA, IL VERDE PUBBLICO È ANCORA NEL CAOS

La questione del verde pubblico, purtroppo, non è affatto finita.

Anche quest’anno a Pozzo d’Adda si stanno registrando ritardi incomprensibili nell’affidamento di un servizio di primaria importanza: lo sfalcio dell’erba.

E il risultato è sotto gli occhi di tutti.

Erba alta ovunque, aree pubbliche trascurate, una situazione indecorosa per il paese e per i cittadini che ogni giorno vivono parchi, marciapiedi e spazi pubblici.

Ma il problema non è soltanto estetico.

Chi possiede un cane sa bene quanto i forasacchi possano essere pericolosi. 


In passato, in un altro Comune, si verificarono casi drammatici di animali portati urgentemente dal veterinario per estrarre forasacchi entrati nel naso e nelle orecchie.

Quando si parla dei cani si parla di affetti, di membri della famiglia che meritano rispetto e tutela.

E siccome sappiamo benissimo che maggio è il mese in cui l’erba cresce più rapidamente, dentro i centri abitati bisogna intervenire subito, senza accumulare ritardi incredibili.

Quello che stupisce è che anche sulle piccole cose questa amministrazione non sia riuscita a migliorarsi rispetto al passato.

Le criticità sul verde pubblico che avevamo denunciato nella scorsa legislatura si stanno ripresentando identiche, nonostante siano trascorsi cinque anni di governo amministrativo.

Sui social cresce il malcontento dei cittadini e la sensazione diffusa è che la situazione sia addirittura peggiorata rispetto agli anni precedenti.

Un clima di lassismo e abbandono che preoccupa sempre di più.

Eppure il Comune oggi dispone di condizioni economiche molto migliori rispetto al passato, grazie anche agli strumenti straordinari arrivati negli ultimi anni: fondi COVID, PNRR, svincoli di cassa e maggiori possibilità di spesa per gli Enti locali consentite da una legislazione nazionale favorevole 

Nonostante questo, i disservizi continuano.

Anzi, peggiorano.

Fa impressione vedere amministratori scaricare continuamente le responsabilità sui dipendenti comunali. Una situazione sconcertante e anche brutta da vedere.

Non entro nelle dinamiche interne della maggioranza, ma è evidente che il malumore dentro l’amministrazione sia forte.

E mentre i cittadini chiedono servizi efficienti, Pozzo d’Adda continua ad andare indietro, come i gamberi.

Sul verde pubblico, ad esempio, si parla anche della possibilità di utilizzare il “mulching”, cioè il taglio dell’erba senza raccolta del materiale sfalciato.

Ma il mulching funziona soltanto quando il prato viene tagliato frequentemente e con erba bassa.

Con l’erba alta e secca di queste settimane, il risultato è l’effetto opposto: residui grossolani, forasacchi ovunque e maggiore pericolo per gli animali domestici.

Perché il mulching sia efficace esistono due regole fondamentali: non tagliare mai oltre il 30% dell’altezza del prato  e aumentare la frequenza degli sfalci.

Con l’erba lasciata crescere troppo, tutto questo diventa impossibile.

Per questo condivido pienamente la protesta di tanti cittadini preoccupati per i propri cani e per il degrado crescente del paese.

E lo scrivo anche con un certo imbarazzo.

Per anni ho criticato duramente le amministrazioni precedenti, sostenendo che peggio sarebbe stato difficile fare.

E invece oggi, per onestà intellettuale verso le tante persone che seguono da anni il mio percorso amministrativo, devo ammettere una cosa:

amministrativamente parlando, Pozzo d’Adda è peggiorata.

Forse è arrivato il momento di staccare la spina e dare finalmente a Pozzo d’Adda le elezioni che merita.




venerdì 22 maggio 2026

FORESTAMI, SERVONO CHIARIMENTI

Il progetto Forestami rappresenta senza dubbio un’opportunità importante per il territorio e per l’ambiente. 

Piantare milioni di alberi (3 mln) significa investire nella qualità dell’aria, nel contrasto al cambiamento climatico e nella vivibilità delle nostre comunità.


Tuttavia, accanto all’entusiasmo iniziale, è doveroso aprire una riflessione seria sul futuro della gestione di queste aree verdi. 


Oggi la manutenzione è garantita per i primi cinque anni dal progetto stesso, ma cosa accadrà successivamente?


Molti piccoli comuni, che hanno messo a disposizione aree anche molto estese, già oggi affrontano difficoltà di bilancio e costi sempre più elevati per la manutenzione ordinaria del verde pubblico. 

È evidente che, senza una prospettiva chiara e sostenibile, il rischio è quello di scaricare interamente sui comuni un peso economico difficilmente sostenibile.


Per questo ritengo necessario aprire subito un tavolo tra i sindaci dei comuni coinvolti, affinché si possa chiedere a Regione Lombardia e agli enti promotori del progetto quali garanzie e quali strumenti intendano mettere in campo per il periodo successivo ai primi cinque anni.


La sostenibilità ambientale deve andare di pari passo con la sostenibilità economica. Non possiamo permettere che un progetto nato con obiettivi condivisibili si trasformi, nel tempo, in un problema per le amministrazioni locali e quindi per i cittadini.


giovedì 7 maggio 2026

CASSINA, NUOVA STRADA CON “PISCINA” ANNESSA 😂

La nuova strada di collegamento dell’area ex Nokia tra via Roma e via Mazzini fu presentata dall’Amministrazione come un’opera strategica per la viabilità di Cassina de’ Pecchi.

E va detto: strategica lo è stata davvero.  

Ha eliminato il fondo cieco di via Mazzini, reso finalmente utilizzabile il parcheggio vicino allo stadio e alleggerito parte del traffico verso la Padana, soprattutto su via Donatori del Sangue.


Personalmente ho sempre sostenuto e votato tutti i provvedimenti utili a portare a termine quella pianificazione viabilistica.


Certo, il percorso è stato tutt’altro che lineare: ritardi tecnico-amministrativi, collaudi, atti notarili, passaggi burocratici e comunicazioni spesso più intricate di una puntata di “Chi l’ha visto?”.


D’altronde, tutta la trasformazione urbanistica dell’area ex Nokia è sempre apparsa piuttosto confusa.


E come già accaduto sulla vicenda della piscina comunale — dove oggi ci sono perfino 5 rinvii a giudizio — il blog, nel tempo, aveva già sollevato dubbi, anticipato riflessioni e acceso qualche campanello d’allarme.  

Basta rileggere gli articoli.

Ma veniamo a oggi, che parlare del passato serve a poco.

Dopo l’ultima giornata di pioggia, la nuova strada si è trasformata — letteralmente — in una piscina comunale a corsia unica.

Ampie pozzanghere, ristagni evidenti e carreggiata allagata in diversi punti.  

Più che smaltimento delle acque meteoriche, sembra una prova generale per il canottaggio.


Battute a parte, la questione è seria.


Perché una strada appena collaudata e acquisita dal patrimonio comunale dovrebbe garantire un corretto drenaggio delle acque piovane, soprattutto in condizioni meteorologiche assolutamente normali.


E quindi la domanda è semplice, ma doverosa:  

il collaudo ha verificato in modo approfondito il funzionamento del sistema di raccolta e smaltimento delle acque?


Perché se oggi emergono criticità così evidenti, è necessario capire se vi siano difetti progettuali o realizzativi, se tutti i controlli previsti siano stati realmente effettuati e soprattutto come e quando l’Amministrazione intenda intervenire.

I cittadini meritano opere funzionali, sicure e realizzate a regola d’arte.  

Soprattutto dopo anni di attese, annunci e inaugurazioni.

UNITI PER CASSINA, storico gruppo civico di cui faccio parte da tempo immemore, resta in attesa di risposte chiare e puntuali.


AM

Powered By Blogger

Consigliere Comunale "Uniti per Cassina"

Chiunque è benvenuto e invitato ad esprimere opinioni...nel rispetto di chi scrive e di chi legge

Archivio blog