La questione del verde pubblico, purtroppo, non è affatto finita.
Anche quest’anno a Pozzo d’Adda si stanno registrando ritardi incomprensibili nell’affidamento di un servizio di primaria importanza: lo sfalcio dell’erba.
E il risultato è sotto gli occhi di tutti.
Erba alta ovunque, aree pubbliche trascurate, una situazione indecorosa per il paese e per i cittadini che ogni giorno vivono parchi, marciapiedi e spazi pubblici.
Ma il problema non è soltanto estetico.
Chi possiede un cane sa bene quanto i forasacchi possano essere pericolosi.
In passato, in un altro Comune, si verificarono casi drammatici di animali portati urgentemente dal veterinario per estrarre forasacchi entrati nel naso e nelle orecchie.
Quando si parla dei cani si parla di affetti, di membri della famiglia che meritano rispetto e tutela.
E siccome sappiamo benissimo che maggio è il mese in cui l’erba cresce più rapidamente, dentro i centri abitati bisogna intervenire subito, senza accumulare ritardi incredibili.
Quello che stupisce è che anche sulle piccole cose questa amministrazione non sia riuscita a migliorarsi rispetto al passato.
Le criticità sul verde pubblico che avevamo denunciato nella scorsa legislatura si stanno ripresentando identiche, nonostante siano trascorsi cinque anni di governo amministrativo.
Sui social cresce il malcontento dei cittadini e la sensazione diffusa è che la situazione sia addirittura peggiorata rispetto agli anni precedenti.
Un clima di lassismo e abbandono che preoccupa sempre di più.
Eppure il Comune oggi dispone di condizioni economiche molto migliori rispetto al passato, grazie anche agli strumenti straordinari arrivati negli ultimi anni: fondi COVID, PNRR, svincoli di cassa e maggiori possibilità di spesa per gli Enti locali consentite da una legislazione nazionale favorevole
Nonostante questo, i disservizi continuano.
Anzi, peggiorano.
Fa impressione vedere amministratori scaricare continuamente le responsabilità sui dipendenti comunali. Una situazione sconcertante e anche brutta da vedere.
Non entro nelle dinamiche interne della maggioranza, ma è evidente che il malumore dentro l’amministrazione sia forte.
E mentre i cittadini chiedono servizi efficienti, Pozzo d’Adda continua ad andare indietro, come i gamberi.
Sul verde pubblico, ad esempio, si parla anche della possibilità di utilizzare il “mulching”, cioè il taglio dell’erba senza raccolta del materiale sfalciato.
Ma il mulching funziona soltanto quando il prato viene tagliato frequentemente e con erba bassa.
Con l’erba alta e secca di queste settimane, il risultato è l’effetto opposto: residui grossolani, forasacchi ovunque e maggiore pericolo per gli animali domestici.
Perché il mulching sia efficace esistono due regole fondamentali: non tagliare mai oltre il 30% dell’altezza del prato e aumentare la frequenza degli sfalci.
Con l’erba lasciata crescere troppo, tutto questo diventa impossibile.
Per questo condivido pienamente la protesta di tanti cittadini preoccupati per i propri cani e per il degrado crescente del paese.
E lo scrivo anche con un certo imbarazzo.
Per anni ho criticato duramente le amministrazioni precedenti, sostenendo che peggio sarebbe stato difficile fare.
E invece oggi, per onestà intellettuale verso le tante persone che seguono da anni il mio percorso amministrativo, devo ammettere una cosa:
amministrativamente parlando, Pozzo d’Adda è peggiorata.
Forse è arrivato il momento di staccare la spina e dare finalmente a Pozzo d’Adda le elezioni che merita.
