Dirò subito che uno dei veri problemi con il quale ci confrontiamo è la carente comunicazione da parte del dirigente scolastico e del Sindaco.
Il Sindaco - al netto dei panzerotti e di qualche distribuzione sacchi rifiuti - non riesce a parlare con i Cittadini.
La Dirigente scolastica deve ancora realizzare che non gestisce l’orticello, ma una scuola piena di minori.
Nessuno ha fatto sapere nulla del sopralluogo dei Vigili del Fuoco di mercoledì presso l’Istituto Comprensivo di Pozzo d’Adda - che ovviamente dal Comune hanno tacitato - merita di essere approfondito con grande attenzione.
Di questa situazione ho già parlato in numerosi altri post e più volte anche sul blog: chiunque lo desideri può andare a ritroso e verificare come il tema delle criticità della scuola sia stato sollevato da tempo, ben prima degli ultimi sviluppi.
Da quanto emerso, già dal giorno successivo la dirigente scolastica è intervenuta limitando l’utilizzo di alcuni spazi e riorganizzando le attività motorie: alcune svolte in classe, altre con la possibilità di trasferimento al campo sportivo (qualora ciò venga autorizzato).
È evidente che le criticità rilevate non siano state considerate secondarie.
I Vigili del Fuoco, com’è noto, hanno il compito di effettuare verifiche e segnalare eventuali situazioni di rischio, lasciando poi agli enti competenti (ATS e “compagnia cantando”)le decisioni conseguenti.
Per chiarezza, preciso anche un aspetto importante: non ho letto il verbale del sopralluogo e non ero presente all’intervento.
Di conseguenza, non è possibile affermare con certezza quali siano le prescrizioni indicate né se queste comportino necessariamente la chiusura degli spazi scolastici.
È plausibile che non sia indispensabile una chiusura totale della palestra, ma che la preside abbia ragionevolmente agito in via precauzionale (in attesa di conoscere le conseguenze dei rilievi tecnici dei VVFF)
Ma senza dire nulla a nessuno, senza comunicare del “perché” della scelta.
Quello che invece sirene necessario e non più prorogabile è una seria programmazione (in tempi rapidi tutti) di tutti gli interventi di adeguamento e ripristino che sono stati segnalati, per quanto riguarda la sicurezza e la salubrità degli ambienti.
Resta però un dato politico e amministrativo che non può essere ignorato: molte delle problematiche oggi emerse erano già state segnalate più volte dai cittadini nel corso del tempo, senza che si arrivasse prima a una soluzione strutturale.
In questo quadro si inserisce anche la scelta del sindaco di non emettere al momento un’ordinanza.
Una decisione delicata, che rappresenta comunque un’assunzione di responsabilità, ma che al tempo stesso inevitabilmente accende i riflettori sull’urgenza degli interventi.
Ed è proprio qui il punto centrale: questa situazione potrebbe diventare una spinta decisiva per interventi attesi da anni, a cui finora non è stato dato seguito concreto.
Su sicurezza, scuole e tutela dei bambini non possono esserci ritardi né sottovalutazioni. Anche le soluzioni organizzative adottate nell’immediato servono a gestire l’emergenza, ma non risolvono il problema alla radice.
Se c’è un elemento positivo dentro una vicenda che resta seria, è che probabilmente da oggi cambierà l’agenda politica dell’amministrazione comunale. La scuola, che finora non ha mai rappresentato una priorità concreta e stabile, dovrà necessariamente salire ai primi posti delle urgenze da affrontare.
E questo significa una cosa semplice: servono trasparenza, responsabilità e soprattutto tempi certi per gli interventi.
I cittadini, le famiglie e il personale scolastico hanno il diritto di sapere cosa è stato rilevato, cosa verrà fatto e quando verrà fatto.
