A volte è sufficiente avere un po’ di memoria e io, lo ammetto, amo togliermi i sassolini dalle scarpe.
Perché quella sulla sicurezza delle scuole di Pozzo d’Adda non è stata una polemica di qualche giorno ed è durata quasi due mesi, ha fatto molto rumore, ha prodotto numerosi articoli sui giornali e ha alimentato un dibattito pubblico molto forte.
E non poteva essere diversamente.
Quando si parla di sicurezza nelle scuole, è normale che i genitori si sentano direttamente coinvolti.
Tutto è iniziato con la denuncia degli estintori - presso l’istituto Le ALI SPEZZATE DELLA LIBERTÀ - in parte scaduti, alcuni non funzionanti e tutti con verifiche non aggiornate.
Sono emersi elementi ancora più preoccupanti: il contratto di manutenzione risultava scaduto da tempo.
Ricordo con piacere chi - invece di chiedere scusa - pensò addirittura che quelle fotografie fossero “fake” e minacciava denunce (pensava fossi un comico, non mi conosce proprio)
Ad ogni modo, documentai personalmente, anche di notte, la situazione dei luoghi con un video.
Fu un modo per aprire gli occhi alla politica locale, evidenziando di occuparsi della questione e di smettere, almeno per un momento, con le passerelle ipocrite nelle scuole senza prima avere piena contezza della situazione, della manutenzione e dei contratti.
La scuola è un luogo (quasi) sacro nel quale entrano ogni giorno bambini, ragazzi, insegnanti, personale e famiglie e la sicurezza dovrebbe venire prima di qualsiasi passerella.
Dopo aver messo la toppa con intervento in somma urgenza, il 30 marzo 2026 venne affidato anche un intervento straordinario di ripristino della stazione di pompaggio antincendio presso il plesso “Le Ali della Libertà”.
Quindi problemi su problemi.
Il 9 aprile scrivevo pubblicamente proprio di questo.
“Oggi possiamo dirlo senza ambiguità: quella segnalazione ha prodotto risultati concreti.”
E aggiungevo che sulla sicurezza delle strutture pubbliche non esiste una sola responsabilità.
C’è chi deve segnalare, chi deve controllare, chi mantenere e chi intervenire.
Soprattutto c’è chi deve assumersi la responsabilità delle decisioni e deve avere lo stile di chiedere scusa per quanto accaduto.
Perché siamo bravi a prenderci i meriti quando qualcosa può andare bene, dobbiamo avere il coraggio di assumerci le responsabilità quando qualcosa non ha funzionato.
In un Comune normale, davanti a una vicenda del genere, mi sarei aspettato una presa d’atto pubblica.
Mi sarei aspettato che chi ha responsabilità politiche sulla sicurezza del patrimonio comunale sentisse il dovere di spiegare.
Mi sarei aspettato, soprattutto, che il Sindaco avvertisse l’esigenza di chiedere scusa ai cittadini per le criticità importanti non adeguatamente gestite.
Il Sindaco sovrintende le attività comunali non è lì per i panzerotti o il parlando in mensa scolastica
E le scuse sarebbero dovute arrivare dalle rispettive competenze, per chi ha responsabilità nella conduzione e nella gestione quotidiana degli edifici scolastici.
Perché la sicurezza non è una partita politica.
La sicurezza dei bambini viene prima della politica.
In altri Comuni, davanti a situazioni percepite come preoccupanti, ho visto genitori mobilitarsi, recarsi sotto i municipi e chiedere spiegazioni.
A giugno, tornavo sull’argomento perché emergevano ulteriori anomalie e ulteriori interventi straordinari, compresi quelli relativi alla stazione di pompaggio.
E oggi siamo a settembre, viene ufficialmente disposto un nuovo affidamento ad una società per la revisione completa del motore della stazione di pompaggio antincendio della scuola “Le Ali della Libertà”.
Gli atti parlano della necessità di:
“procedere alla revisione completa del motore della stazione di pompaggio, al fine di ripristinarne la piena efficienza e garantirne il corretto funzionamento in caso di emergenza”.
Non sono parole mie.
Sono atti comunali in cui si ammette che l’intervento comprende smontaggio, controlli meccanici, lavorazioni di rettifica, sostituzione dei componenti usurati, rimontaggio, collaudo a banco, prova di funzionamento e successiva reinstallazione.
E allora facciamo un passo indietro.
Estintori con verifiche scadute.
Estintori risultati non funzionanti.
Dubbi sui controlli periodici.
Un contratto di manutenzione scaduto.
Interventi straordinari.
Anomalie emerse nel corso delle verifiche.
Problemi alla stazione di pompaggio.
E oggi, ancora, un intervento per la revisione completa del motore della pompa antincendio, necessario — scrive il Comune — per ripristinarne la piena efficienza e garantirne il corretto funzionamento in caso di emergenza.
Quando un cittadino solleva una questione sulla sicurezza di una scuola, la risposta più utile non dovrebbe essere l’ironia, la delegittimazione o l’etichetta di “fake”.
Dovrebbe essere molto più semplice:
“Grazie della segnalazione, verifico e le faccio sapere”.
Ogni altro commento è superfluo.
Sono 30 anni che passo le serate (spesso notti per insonnia) a leggere gli atti di molti Comuni, ci manca solo che scrivo fake 🤣
Ritengo particolarmente importante capire come fosse possibile organizzare feste e iniziative frequentate da bambini e famiglie all’interno di una struttura scolastica mentre erano emerse criticità relative ai presidi antincendio e alla loro manutenzione. Piuttosto irresponsabile
Mi interessava che le cose venissero controllate, che le anomalie venissero individuate e che gli interventi venissero fatti prima che potesse accadere qualcosa.
Questa è la vera vittoria
resto sono polemiche.
E a chi allora definiva “fake” ciò che veniva segnalato oggi dico semplicemente:
guardiamo insieme gli atti.
Quelli di marzo, di aprile, di giugno e quello dell’8 settembre.
Poi ognuno faccia le proprie valutazioni.
Io, nel frattempo, continuerò a fare quello che ho sempre detto di voler fare:
leggere, controllare, documentare e raccontare.
#NoLikeMaOpereDiBene
