Come troppo spesso accade, mi trovo ancora una volta a dover comunicare ai cittadini un episodio estremamente spiacevole e potenzialmente molto pericoloso.
Riesco a svolgere questo servizio di attenzione e segnalazione da molti anni, grazie ai "ragazzi" di Uniti per Cassina (una delle più belle realtà locali) e ai tanti cittadini che vedono in noi un megafono credibile, persone che raccolgono istanze e prova a dar loro una forma amministrativa, affinché non restino semplici lamentele ma diventino temi di intervento pubblico.
Preferiamo sempre documentare ciò che sosteniamo. Lo sapete.
È stata trovata aperta la porta della torretta all’interno dell’area Nokia Siemens e questo ha consentito a diversi ragazzi di entrare, salire fino in cima ed esporsi a rischi gravissimi.
Alcuni di loro sono stati visti urlare, cantare e festeggiare per l’altezza raggiunta, come se si trattasse di una sfida o di un gioco.
Uno di questi ragazzi si è addirittura seduto nel punto più alto con i piedi penzoloni nel vuoto, in una situazione che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia.
La porta lasciata aperta ha chiaramente indotto ragazzini in cerca di emozioni forti (sbagliate, perché estremamente rischiose) ad accedere alla struttura.
Le immagini facilmente reperibili su Google Earth dimostrano che la porta è aperta da molti mesi.
Ovviamente, nessuno si è accorto di niente.
Ritengo che la questione giovanile anche a Cassina de’ Pecchi stia assumendo i contorni di una vera e propria emergenza.
Anche chi nega é una forma di emergenza.
Le istituzioni devono tornare a intervenire con decisione, come è stato fatto in passato attraverso progetti strutturati di politiche giovanili ed educativa di strada, che hanno funzionato e che, sotto diverse amministrazioni di colore politico differente, sono stati progressivamente smantellati negli ultimi anni.
Aver ricoperto il ruolo di assessore alle Politiche Giovanili mi ha permesso di vivere anni straordinari, perché Cassina era capofila di Spazio giovani Martesana arrivó a coordinare iniziative prese come modello e replicate in molte altre realtà italiane, ottenendo diversi riconoscimenti.
Basti pensare che il progetto Spazio Giovani Martesana (SGM) partì con 8 Comuni, arrivò poi a 10 e infine a 24 Comuni, coinvolgendo anche la Città Metropolitana di Milano, sotto la guida dell’allora assessora Cristina Stancari, che scelse di sostenere il progetto e diventare partner, lasciando Cassina de’ Pecchi Comune capofila.
In quel ruolo NON ho “inventato” qualcosa da zero, ma ho rafforzato ed esteso un progetto già esistente, che non solo volli continuare ma venne esteso in territori piu vasti.
Progetti come educativa di strada permettono di:
- intercettare i ragazzi nei luoghi in cui si incontrano spontaneamente;
- creare relazioni di fiducia con educatori qualificati;
- ascoltare bisogni, difficoltà e segnali di disagio;
- prevenire comportamenti a rischio prima che diventino devianze gravi;
- promuovere protagonismo e cittadinanza attiva, attraverso laboratori, sport, cultura e attività creative.
Questo è esattamente ciò che oggi manca.
Alcune aree, Cassina de’ Pecchi compresa, risultano oggi scarsamente coperte da interventi educativi strutturati.
Rafforzare i servizi territoriali significa prevenire violenze, isolamento, consumo di sostanze, e offrire opportunità concrete di crescita sicura ai ragazzi, prima che il disagio esploda in episodi gravi o irreversibili.
I nostri ragazzi hanno bisogno di adulti presenti e attenti, di istituzioni responsabili e di famiglie che collaborino.
Quello che sta accadendo oggi non è casuale.
È il risultato di scelte politiche.
E proprio per questo può – e deve – essere corretto dalla politica.
_AM_