Le temperature record di questi giorni non rappresentano più un evento eccezionale. Sono ormai una realtà con cui dovremo fare i conti ogni estate.
Per questo la questione del caldo nelle scuole non può essere liquidata come un semplice disagio stagionale. È un tema che riguarda la salute dei bambini, la qualità dell’apprendimento, le condizioni di lavoro del personale scolastico e, più in generale, il modo in cui immaginiamo le scuole del futuro.
In queste ore molti genitori stanno scrivendo al Comune per segnalare il caldo insopportabile nelle aule.
Riteniamo sia giusto farlo.
Le istituzioni hanno il dovere di ascoltare queste segnalazioni e di valutare tutti gli strumenti disponibili per tutelare bambini e lavoratori. La normativa attribuisce infatti ai sindaci la possibilità di adottare provvedimenti straordinari in presenza di situazioni che possono mettere a rischio la salute pubblica, come la rimodulazione degli orari, la sospensione delle attività o altri interventi organizzativi nei casi più critici.
Ma non basta gestire l’emergenza.
Occorre iniziare a progettare le scuole tenendo conto del clima di oggi e di quello che avremo nei prossimi decenni.
Da questo punto di vista accogliamo con favore la scelta dell’Amministrazione di procedere con la progettazione della nuova scuola dell’infanzia di via Gramsci.
Ci auguriamo che questo progetto tenga pienamente conto della nuova realtà climatica: edifici energeticamente efficienti, ben isolati, dotati di adeguati sistemi di raffrescamento e ventilazione, spazi esterni ombreggiati e soluzioni costruttive capaci di garantire ambienti salubri anche durante le ondate di calore.
Sarebbe un errore progettare oggi una scuola con i criteri di venti o trent’anni fa.
Il cambiamento climatico impone un cambio di paradigma anche nell’edilizia scolastica.
Allo stesso tempo, però, non possiamo dimenticare che la nuova scuola non sarà pronta domani.
Nel frattempo centinaia di bambini continueranno a frequentare edifici esistenti che, proprio in questi giorni, stanno dimostrando tutti i loro limiti.
Per questo chiediamo all’Amministrazione di valutare fin da subito interventi concreti e temporanei.
Molti Comuni stanno installando ventilatori e climatizzatori dove possibile, spostando le attività negli spazi più freschi, modificando gli orari delle attività educative durante le giornate più critiche e predisponendo piani specifici per affrontare le ondate di calore.
Sono misure che non sostituiscono gli investimenti strutturali, ma possono migliorare sensibilmente la qualità della permanenza nelle scuole durante i mesi estivi.
C’è poi un aspetto che spesso passa in secondo piano.
Le scuole sono anche luoghi di lavoro.
Insegnanti, educatrici, collaboratori scolastici e personale amministrativo hanno diritto a svolgere il proprio lavoro in condizioni dignitose e sicure, esattamente come qualsiasi altro lavoratore.
Ci domandiamo: lasceremmo gli uffici comunali aperti per giornate intere con temperature di 35 o 36 gradi senza adottare alcun provvedimento?
Se la risposta è no, allora lo stesso principio deve valere anche per le scuole.
Come Uniti per Cassina, abbiamo sempre sostenuto che la progettazione delle nuove scuole fosse una scelta necessaria e siamo soddisfatti che oggi questa strada sia stata intrapresa.
Ora chiediamo che quella progettazione guardi davvero al futuro e che, contemporaneamente, si intervenga subito per rendere più vivibili gli edifici esistenti.
Perché il benessere dei bambini e di chi ogni giorno lavora nelle nostre scuole non può aspettare i tempi della burocrazia.
E non è un post contro qualcuno, ma pone il Sindaco e la sua Giunta davanti a una responsabilità concreta.
Continuate a mandare e-mail per sensibilizzare il “decisore pubblico”
AM
