#PozzodAdda
Sollecitato da alcuni genitori, mi stavo interessando dello stesso (quasi) problema accaduto presso altro Comune, che sono stato raggiunto da decine di messaggi che più o meno riportavano “ehi anche a Pozzo viviamo lo stesso disagio!!!”
Di quale disagio parlano, all’inizio dell’anno scolastico, come ogni anno, le famiglie ? Ovvio, l’inizio a singhiotto delle attività didattiche
In questi giorni, anche a Pozzo d’Adda e Vaprio d’Adda è arrivata la notizia che
la scuola primaria continuerà con l’orario ridotto, dal 21 al 26 settembre, a causa dell’organico ancora incompleto.
A dire il vero sembra più contenuto il problema ma esiste ed è stato formalizzato dalla DS
La motivazione è la classica difesa d’ufficio del “sistema” identica e inflazionata (“si è ancora in attesa delle nomine da parte dell’UST di Milano”).
Ma quando inizia la scuola, le famiglie hanno bisogno di organizzarsi.
Molti genitori lavorano, turni da modificare, nonni da coinvolgere, permessi da chiedere.
Una tarantella impressionante.
“Chiama la mamma della compagnetta, vedi se ci può aiutare e a dare a prendere…”
Quindi, comprendo perfettamente la necessità di garantire la sicurezza e la corretta vigilanza dei bambini, ma
nel 2026 ci troviamo ancora agli stessi identici problemi di sempre…ho 50 anni e la tarantella me la ricordo bene.
Forse - vado a memoria, posso sbagliami - i genitori di Pozzo hano subito meno questo disagio in passato ma quest’anno si ed è difficile liquidare la questione chiedendo alle famiglie “la consueta collaborazione e comprensione”: il disagio è enorme.
L’ITALIA LAVORA DURANTE LA SETTIMANA e la comprensione non può diventare la risposta automatica a un problema che, per le famiglie, significa organizzare il lavoro, i tempi di cura dei figli e gli impegni quotidiani.
E lo scrivo solo io, perché nessuno ha il coraggio di alzare la voce contro questo sistema scolastico malato.
Diciamo che i politici tremano al cospetto del “sistema”, per un pugno di voti fingono di non vedere il problema.
Serve affrontare il problema in modo strutturale, anziché limitarsi a gestire ogni anno l’emergenza.
Inoltre, la decisione relativa alla settimana 21–25 settembre è stata comunicata con un margine di preavviso estremamente ridotto.
Ma davvero pensano che tutte le famiglie hanno soluzioni immediate??!.
Sicuramente avranno “…atteso fino all’ultimo un riscontro dagli uffici competenti nella speranza di poter completare l’organico” ma resta il problema concreto delle famiglie e non esiste un servizio suppletivo e un solo cervello che lo abbia ipotizzato.
Il problema della carenza di organico non dipende esclusivamente dalla scuola. Tuttavia, se una situazione si ripete, non basta prenderne atto: bisogna capire perché accade e cosa si può fare per evitarne il ripetersi.
Perché se da un lato il personale scolastico si trova a gestire una situazione complessa, qualcuno deve pensare ad una programmazione differente e attenzione alle esigenze delle famiglie.
Nel 2026. Ancora il nulla.
Qualcuno mi odierà per quanto scrivo (ovvio) ma qualcuno doveva pur scriverlo.
Nel 2026.
#Eddai
