domenica 27 settembre 2026

POZZO, ALTRA PROPOSTA ACCOLTA: SINTOMO DELL’AVVICINARSI DELLE ELEZIONI

Si avvicinano le elezioni e, dopo anni in cui molte proposte sembravano finite nel dimenticatoio, rimaste inascoltate, vediamo finalmente riemergere alcune delle questioni che erano state sollevate nel tempo.

Tra queste, anche lo spostamento del mercato settimanale del martedì.

Non è una novità.

Il 21 ottobre 2024 pubblicavo un post dal titolo “Pozzo, una proposta per il mercato”, nel quale proponevo, in termini concreti e propositivi, di spostare le bancarelle da via Don Minzoni al piazzale Donatori del Sangue, già allora individuato come spazio più adeguato.

La motivazione era semplice: il mercato è un servizio importante per la comunità e va tutelato, ma deve essere collocato in un luogo che consenta di svolgersi senza creare disagi eccessivi ai residenti e problemi alla circolazione.

Scrivevo allora:

“Il mercato è importante e merita ubicazioni più confacenti al ruolo, bisogna evitare conflittualità (anche sociali) dovute alla presenza di bancherelle, soprattutto quando si hanno valide alternative in un’area parcheggio adiacente.”

E ancora:

“Pertanto ritengo importante che l’Amministrazione valuti la possibilità di spostare l’ubicazione dell’intero mercato […] in una zona più adeguata, poco distante dall’attuale, e sicuramente meno impattante dal punto di vista viabilistico.”


(Questo il link: https://www.blogger.com/blog/post/edit/6812565255560051241/3584671460673955388)

Oggi, 24 settembre 2026, arriva la Delibera di Giunta n. 64.

La Giunta comunale approva lo spostamento temporaneo del mercato da via Don Minzoni a Via Roma – Piazza Donatori del Sangue, con decorrenza dal 20 ottobre 2026 fino al 31 marzo 2027.

La stessa delibera riconosce che i residenti di via Don Minzoni lamentano da tempo le difficoltà di movimento degli automezzi e che gli spazi di manovra sono effettivamente ridotti al minimo.

Riconosce inoltre che il parcheggio di piazza Donatori del Sangue può essere utilizzato per il mercato, riducendo le interferenze con la circolazione.

Insomma, quello che nel 2024 era una proposta oggi è diventato un provvedimento amministrativo.

Ci sono voluti quasi due anni.

Ma va detto: meglio tardi che mai. 

E non lo dico per rivendicare una primogenitura personale.

Lo dico perché amministrare dovrebbe significare anche questo: ascoltare le proposte, valutarle, confrontarsi con i problemi quotidiani dei cittadini e, quando sono valide, trasformarle in atti concreti.

Ma c’è anche un’altra ragione per cui oggi scrivo queste cose.

In questi mesi, insieme ad alcuni amici con i quali condivido da tempo una sincera passione per Pozzo d’Adda, abbiamo intensificato il confronto sulla vita amministrativa del paese, stiamo costruendo qualcosa.

E sul tema avanzeremo - fra pochi giorni - la nostra proposta sullo spostamento definitivo. 

Un gruppo civico. Abbiamo una profonda VISIONE AMMINISTRATIVA 

Non abbiamo ancora deciso quale sarà esattamente la forma con cui ci presenteremo alla prossima tornata amministrativa. Sarà una scelta che faremo insieme, con calma e con responsabilità.

Io sono “vecchio” per certe esperienze ma una cosa credo sia già chiara. 

Ma i gruppi esistono in rappresentanza e ci saremo, perché Pozzo ha davvero bisogno di tutti e la voglia di migliorarlo è NECESSITÀ 

E penso sia giusto che tutto questo trovi una forma per potersi esprimere, come già successo su questo disagio per anni inascoltato e che oggi trova attenzione. 

Una ubicazione temporanea (gli atti parlano di “temporaneo”) e abbiamo già idee e proposte che vanno oltre il semplice spostamento temporaneo delle bancarelle.

Un passo alla volta. Una conquista dopo l’altra ..


AM 



domenica 20 settembre 2026

CASSINA, SI FESTEGGIA AL FESTIVAL DELLE OCCASIONI PERSE ?!?!

Possibile che le innumerevoli occasioni perse con il PNRR non abbiano insegnato nulla alla Giunta Balconi? 

Perché il punto è proprio questo: mentre in tutta Italia Comuni, Regioni e Governo hanno lavorato per intercettare risorse straordinarie destinate agli investimenti pubblici,non solo Cassina De’ Pecchi è rimasta a guardare, non solo vanta strutture pubbliche che  hanno terminato il naturale ciclo vita e sulle quali si sta concentrando un accanimento terapeutico spendendo milioni di euro (sottratti ad altre opere pubbliche ed investimenti necessari inizialmente programmati).

Ricordo quando l’ex presidente dell’ANCI Gaetano Manfredi ha definito il PNRR una grande occasione non soltanto per le opere realizzate, ma soprattutto per il metodo di governo: coinvolgimento delle comunità, collaborazione tra istituzioni, capacità progettuale, strategie condivise e una filiera amministrativa capace di trasformare le opportunità in opere concrete.

È esattamente ciò che a Cassina è mancato. 

In questi anni sono emersi quotidianamente elementi che hanno reso più evidente il fallimento pianificatorio e progettuale. 

Una Giunta senza prospettiva e visione si è trovata davanti a una stagione irripetibile di finanziamenti pubblici, tra risorse europee, nazionali, regionali e ministeriali, oltre a maggiori entrate comunali, non è riuscita a trasformare questa disponibilità economica in una strategia di investimento adeguata alle necessità del territorio.

I numeri iscritti a bilancio hanno raccontano una disponibilità di risorse impressionante ma avere risorse non significa automaticamente saperle trasformare in opere.

Mentre gli altri Comuni realizzavano strutture pubbliche nuove, a Cassina proseguiva (e prosegue) la politica delle toppe. 

La capacità amministrativa si misura anche nella capacità di progettare, partecipare ai bandi, ottenere finanziamenti e realizzare gli interventi e non solo spendere i soldi a bilancio (per opere sbagliate) o addirittura investire gli oneri generati dalla trasformazione urbanistica dell’area ex Nokia Siemens 

E sulle scuole questo fallimento (assenza di visione) ha assunto un significato ancora più grave.

La Giunta Balconi - a differenza di altri Comuni anche più scarsi e problematici ma che perlomeno hanno avuto idee e ottenuto finanziamenti - non ha presentato nemmeno progetti capaci di intercettare le grandi opportunità del PNRR (-destinate alla nuova edilizia scolastica e agli asili nido.

Parliamo di scuole, di servizi per le famiglie, di patrimonio pubblico e soprattutto del futuro del nostro paese.

Sono stato assessore ai Lavori pubblici e so bene cosa significhi amministrare quando le risorse sono limitate.

Gli anni 2014-2019 furono caratterizzati da vincoli di finanza pubblica che rendevano estremamente difficile programmare e realizzare investimenti.

Eppure furono realizzate un numero importante di opere pubbliche, mentre oggi l’Amministrazione vive e ha vissuto  condizioni completamente differenti, il PNRR ha rappresentato una disponibilità di risorse senza precedenti.

Chi ha il pane non ha i denti, chi ha i denti non ha il pane. Ecco.

Sarebbero servite idee al governo, massima capacità progettuale e coraggio: Cassina ha perso occasioni importanti.

Lo scrivevo già nel 2022.

Quando furono pubblicate le graduatorie dell’avviso PNRR per la costruzione di nuove scuole mediante sostituzione degli edifici esistenti, Cassina non c’era.

Nemmeno nei “ripescaggi”. Un disastro di gravi proporzioni e - lo dicevo allora (prima delle occasioni pnrr e lo ripeto oggi - sulla questione dell’edilizia scolastica sono rimasto coerente per vent’anni, non ho mai cambiato idea perché cambiava la moda politica del momento.

Per anni ho chiesto che il Comune fosse pronto a partecipare ai bandi, predisponendo progetti e studi di fattibilità, perché i bandi non si vincono quando vengono pubblicati, si vincono prima, preparando idee, progetti e strutture amministrative capaci di presentarli.

Ho chiesto fino alla noia si superare definitivamente la logica delle costosissime manutenzioni tampone e della politica delle toppe.

Almeno 4 sono i milioni di euro buttati (negli ultimi 15 anni)  sulla scuola elementare e se ci avessero ascoltato avremmo avuto una struttura nuova, adeguata ai tempi. 

Non possiamo continuare con i selfie, passerelle per le innumerevoli toppe sul tetto e qualche infisso sostituito in una catapecchia che (lo dico da 20 anni) è da abbattere, sostituire.

Come hanno fatto tutti i comuni con le scuole degli anni 70 (schifezze)

Non ci trovo nulla da festeggiare o fare passerelle, la politica delle emergenze sul patrimonio scolastico - dopo 7 anni di governo Balconi - ha bisogno di una visione completamente diversa.

E prima che mi “cacciassero” dal gruppo (l’arrivo della Balconi a Cassina mi ha - come dichiaro lei sulla stampa - “marginalizzato”) la pensavano esattamente come me e votavano insieme a me questa posizione.

Sarò marginalizzato ma ho la schiena dritta e non ho cambiato idea sulla trasformazione ex Nokia (operazione di 15 milioni di euro approvata un 03 agosto) e soprattutto continuo a pensare che un paese debba essere amministrato attraverso idee, programmazione e investimenti, non attraverso la semplice gestione dell’esistente.

Le elezioni si possono perdere, ma le idee non dovrebbero cambiare a seconda della convenienza.

Vent’anni fa sostenevo la necessità di uscire dalla “politica delle toppe”.

Oggi lo sostengo ancora, perché la coerenza ha un costo ma io l’ho sempre sostenuto (anche a costo di perdere le elezioni) 


AM




sabato 19 settembre 2026

SCUOLA: ORARI RIDOTTI E FAMIGLIE CHE ASPETTANO RISPOSTE

 #PozzodAdda


Sollecitato da alcuni genitori, mi stavo interessando dello stesso (quasi) problema accaduto presso altro Comune, che sono stato raggiunto da decine di messaggi che più o meno riportavano “ehi anche a Pozzo viviamo lo stesso disagio!!!” 


Di quale disagio parlano, all’inizio dell’anno scolastico, come ogni anno, le famiglie ? Ovvio, l’inizio a singhiotto delle attività didattiche 


In questi giorni, anche a Pozzo d’Adda e Vaprio d’Adda è arrivata la notizia che 

la scuola primaria continuerà con l’orario ridotto, dal 21 al 26 settembre, a causa dell’organico ancora incompleto.


A dire il vero sembra più contenuto il problema ma esiste ed è stato formalizzato dalla DS

La motivazione è la classica difesa d’ufficio del “sistema” identica e inflazionata (“si è ancora in attesa delle nomine da parte dell’UST di Milano”).

Ma quando inizia la scuola, le famiglie hanno bisogno di organizzarsi. 

Molti genitori lavorano, turni da modificare, nonni da coinvolgere, permessi da chiedere. 

Una tarantella impressionante. 

“Chiama la mamma della compagnetta, vedi se ci può aiutare e a dare a prendere…” 

Quindi, comprendo perfettamente la necessità di garantire la sicurezza e la corretta vigilanza dei bambini, ma 

nel 2026 ci troviamo ancora agli stessi identici problemi di sempre…ho 50 anni e la tarantella me la ricordo bene.

Forse - vado a memoria, posso sbagliami - i genitori di Pozzo hano subito meno questo disagio in passato ma quest’anno si ed è difficile liquidare la questione chiedendo alle famiglie “la consueta collaborazione e comprensione”: il disagio è enorme.


L’ITALIA LAVORA DURANTE LA SETTIMANA e la comprensione non può diventare la risposta automatica a un problema che, per le famiglie, significa organizzare il lavoro, i tempi di cura dei figli e gli impegni quotidiani.

E lo scrivo solo io, perché nessuno ha il coraggio di alzare la voce contro questo sistema scolastico malato.

Diciamo che i politici tremano al cospetto del “sistema”, per un pugno di voti fingono di non vedere il problema. 

 

Serve affrontare il problema in modo strutturale, anziché limitarsi a gestire ogni anno l’emergenza.


Inoltre, la decisione relativa alla settimana 21–25 settembre è stata comunicata con un margine di preavviso estremamente ridotto. 

Ma davvero pensano che tutte le famiglie hanno soluzioni immediate??!. 


Sicuramente avranno “…atteso fino all’ultimo un riscontro dagli uffici competenti nella speranza di poter completare l’organico” ma resta il problema concreto delle famiglie e non esiste un servizio suppletivo e un solo cervello che lo abbia ipotizzato.


Il problema della carenza di organico non dipende esclusivamente dalla scuola. Tuttavia, se una situazione si ripete, non basta prenderne atto: bisogna capire perché accade e cosa si può fare per evitarne il ripetersi.

Perché se da un lato il personale scolastico si trova a gestire una situazione complessa, qualcuno deve pensare ad una programmazione differente e attenzione alle esigenze delle famiglie.

Nel 2026. Ancora il nulla. 

Qualcuno mi odierà per quanto scrivo (ovvio) ma qualcuno doveva pur scriverlo. 

Nel 2026.

#Eddai

sabato 12 settembre 2026

POZZO, STAZIONE DI POMPAGGIO ANTINCENDIO: A SETTEMBRE SI INTERVIENE ANCORA


A volte è sufficiente avere un po’ di memoria e io, lo ammetto, amo togliermi i sassolini dalle scarpe. 


Perché quella sulla sicurezza delle scuole di Pozzo d’Adda non è stata una polemica di qualche giorno ed è durata quasi due mesi, ha fatto molto rumore, ha prodotto numerosi articoli sui giornali e ha alimentato un dibattito pubblico molto forte.


E non poteva essere diversamente.


Quando si parla di sicurezza nelle scuole, è normale che i genitori si sentano direttamente coinvolti.


Tutto è iniziato con la denuncia degli estintori - presso l’istituto Le ALI SPEZZATE DELLA LIBERTÀ - in parte scaduti, alcuni non funzionanti e tutti con verifiche non aggiornate.


Sono emersi elementi ancora più preoccupanti: il contratto di manutenzione risultava scaduto da tempo.


Ricordo con piacere chi - invece di chiedere scusa - pensò addirittura che quelle fotografie fossero “fake” e minacciava denunce (pensava fossi un comico, non mi conosce proprio)


Ad ogni modo, documentai personalmente, anche di notte, la situazione dei luoghi con un video.


Fu un modo per aprire gli occhi alla politica locale, evidenziando  di occuparsi della questione e di smettere, almeno per un momento, con le passerelle ipocrite nelle scuole senza prima avere piena contezza della situazione, della manutenzione e dei contratti.


La scuola è un luogo (quasi) sacro  nel quale entrano ogni giorno bambini, ragazzi, insegnanti, personale e famiglie e la sicurezza dovrebbe venire prima di qualsiasi passerella.

Dopo aver messo la toppa con intervento in somma urgenza, il 30 marzo 2026 venne affidato anche un intervento straordinario di ripristino della stazione di pompaggio antincendio presso il plesso “Le Ali della Libertà”. 

Quindi problemi su problemi. 


Il 9 aprile scrivevo pubblicamente proprio di questo.


“Oggi possiamo dirlo senza ambiguità: quella segnalazione ha prodotto risultati concreti.”


E aggiungevo che sulla sicurezza delle strutture pubbliche non esiste una sola responsabilità.


C’è chi deve segnalare, chi deve controllare, chi mantenere e chi intervenire.


Soprattutto c’è chi deve assumersi la responsabilità delle decisioni e deve avere lo stile di chiedere scusa per quanto accaduto. 

Perché siamo bravi a prenderci i meriti quando qualcosa può andare bene, dobbiamo avere il coraggio di assumerci le responsabilità quando qualcosa non ha funzionato.


In un Comune normale, davanti a una vicenda del genere, mi sarei aspettato una presa d’atto pubblica.


Mi sarei aspettato che chi ha responsabilità politiche sulla sicurezza del patrimonio comunale sentisse il dovere di spiegare.


Mi sarei aspettato, soprattutto, che il Sindaco avvertisse l’esigenza di chiedere scusa ai cittadini per le criticità importanti non adeguatamente gestite.


Il Sindaco sovrintende le attività comunali non è lì per i panzerotti o il parlando in mensa scolastica  


E le scuse sarebbero dovute arrivare dalle rispettive competenze, per chi ha responsabilità nella conduzione e nella gestione quotidiana degli edifici scolastici.


Perché la sicurezza non è una partita politica.


La sicurezza dei bambini viene prima della politica.


In altri Comuni, davanti a situazioni percepite come preoccupanti, ho visto genitori mobilitarsi, recarsi sotto i municipi e chiedere spiegazioni.

A giugno, tornavo sull’argomento perché emergevano ulteriori anomalie e ulteriori interventi straordinari, compresi quelli relativi alla stazione di pompaggio.


E oggi siamo a settembre,  viene ufficialmente disposto un nuovo affidamento ad una società per la revisione completa del motore della stazione di pompaggio antincendio della scuola “Le Ali della Libertà”.


Gli atti parlano della necessità di:


“procedere alla revisione completa del motore della stazione di pompaggio, al fine di ripristinarne la piena efficienza e garantirne il corretto funzionamento in caso di emergenza”.


Non sono parole mie. 


Sono atti comunali in cui si ammette che l’intervento comprende smontaggio, controlli meccanici, lavorazioni di rettifica, sostituzione dei componenti usurati, rimontaggio, collaudo a banco, prova di funzionamento e successiva reinstallazione.


E allora facciamo un passo indietro.


Estintori con verifiche scadute.


Estintori risultati non funzionanti.


Dubbi sui controlli periodici.


Un contratto di manutenzione scaduto.


Interventi straordinari.


Anomalie emerse nel corso delle verifiche.


Problemi alla stazione di pompaggio.


E oggi, ancora, un intervento per la revisione completa del motore della pompa antincendio, necessario — scrive il Comune — per ripristinarne la piena efficienza e garantirne il corretto funzionamento in caso di emergenza.


Quando un cittadino solleva una questione sulla sicurezza di una scuola, la risposta più utile non dovrebbe essere l’ironia, la delegittimazione o l’etichetta di “fake”.


Dovrebbe essere molto più semplice:


“Grazie della segnalazione, verifico e le faccio sapere”. 


Ogni altro commento è superfluo. 

Sono 30 anni che passo le serate (spesso notti per insonnia) a leggere gli atti di molti Comuni, ci manca solo che scrivo fake 🤣


Ritengo particolarmente importante capire come fosse possibile organizzare feste e iniziative frequentate da bambini e famiglie all’interno di una struttura scolastica mentre erano emerse criticità relative ai presidi antincendio e alla loro manutenzione. Piuttosto irresponsabile 


Mi interessava che le cose venissero controllate, che le anomalie venissero individuate e che gli interventi venissero  fatti prima che potesse accadere qualcosa. 


Questa è la vera vittoria

resto sono polemiche.


E a chi allora definiva “fake” ciò che veniva segnalato oggi dico semplicemente:


guardiamo insieme gli atti. 


Quelli di marzo, di aprile, di giugno e quello dell’8 settembre.

Poi ognuno faccia le proprie valutazioni.


Io, nel frattempo, continuerò a fare quello che ho sempre detto di voler fare:

leggere, controllare, documentare e raccontare.


#NoLikeMaOpereDiBene

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Consigliere Comunale "Uniti per Cassina"

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