venerdì 28 agosto 2026

POZZO, SI CHIEDE RESPONSABILITÁ AI CITTADINI MA IL COMUNE DEVE FARE LA SUA PARTE

Da mesi sostengo un principio molto semplice: la cura del territorio è una responsabilità di tutti.

Ai cittadini si è chiesto, giustamente, di provvedere alla manutenzione delle siepi e della vegetazione privata quando questa invade i marciapiedi, ostacola il passaggio o crea situazioni di disagio e potenziale pericolo.

E molti cittadini hanno risposto con senso di responsabilità, giusto.

Proprio per questo, però, è necessario chiedere altrettanta attenzione a chi amministra la cosa pubblica.

Non può essere il Comune a richiamare puntualmente i cittadini ai propri doveri e, allo stesso tempo, lasciare senza risposta le segnalazioni relative alla manutenzione del verde pubblico.

La vicenda che mi è stata segnalata è molto concreta: si tratta di richieste urgenti per la potatura di alberi presenti su aree pubbliche, i cui rami insistono pericolosamente su abitazioni private, con il rischio di provocare danni.

Sono passati mesi e diverse segnalazioni non hanno ancora ricevuto risposta né hanno avuto seguito con gli interventi richiesti.

Nel frattempo, il maltempo ci ha ricordato quanto queste situazioni non possano essere sottovalutate. I rami che cadono possono danneggiare finestre, recinzioni, arredi e, soprattutto, mettere a rischio le persone.

Recentemente mi sono recato personalmente a verificare la situazione e la domanda viene spontanea: che senso ha chiedere ai cittadini di essere responsabili e di intervenire sulla propria vegetazione, se poi una segnalazione relativa al verde pubblico rimane inevasa per mesi?

Quest’estate, per esempio, il Comune ha emanato un’ordinanza per regolamentare l’utilizzo dell’acqua pubblica, così da evitare ristagni e il conseguente proliferare di insetti e zanzare.

Un provvedimento che può anche essere comprensibile, ma che lascia perplessi se, allo stesso tempo, il Comune non comunica con chiarezza quali interventi di disinfestazione e di derattizzazione siano stati effettuati o siano programmati sul territorio.

Non si chiedono trattamenti di favore per nessuno, ma un atteggiamento equo da parte di chi ha il compito di regolare la vita della nostra comunità.

Penso sia normale chiedere al Comune parità di responsabilità, attenzione e rispetto nei confronti dei cittadini.

Una segnalazione può richiedere una verifica tecnica, può non essere accolta oppure può richiedere tempi e modalità di intervento specifici. Ma ciò che non può accadere è che un cittadino segnali una possibile situazione di pericolo e non riceva nemmeno una risposta.

Dopo 5 anni di legislatura, il Comune ha dimostrato di non riuscire a gestire adeguatamente situazioni che dovrebbero essere affrontate con maggiore tempestività.

Se il numero dei dipendenti è raddoppiato, è evidente che qualcosa continua a non funzionare. E sia chiaro: la responsabilità non è dei lavoratori, che svolgono il proprio compito con gravi limiti organizzativi, ma piuttosto di chi ha l’onere e l’onore di far funzionare la macchina comunale.

Il pesce, purtroppo, puzza sempre dalla testa.

Amministrare significa anche questo: ascoltare, verificare e intervenire quando necessario. Significa garantire che il rispetto delle regole valga per tutti, cittadini e istituzioni.

E quando chiediamo ai cittadini di fare la propria parte, dobbiamo essere certi che il Comune sia il primo a dare l’esempio.


#StayTuned


POZZO, ODORI MOLESTI: ARPA RISPONDE. IL COMUNE NO.


Il 7 agosto avevo scritto un post dopo aver ricevuto diverse segnalazioni da parte di cittadini che abitano nella zona est di Pozzo d’Adda.

Il problema era, ed è, sempre lo stesso: odori forti e persistenti, soprattutto alla sera e durante la notte, che in alcuni momenti rendono davvero difficile tenere le finestre aperte.

In questi giorni ho continuato a sentire alcuni residenti. Sono rimasto in contatto con alcune “sentinelle” per capire se il problema fosse superato.

Alcuni residenti si sono rivolti ad ARPA Lombardia, che ha risposto.

Devo essere sincero: sono deluso non tanto per la risposta ricevuta da un sistema automatico, ma perché, questo sostiene ARPA, quando si tratta di fenomeni cronici o ciclici, non è normalmente previsto un intervento di tipo emergenziale e bisogna presentare una segnalazione scritta al Comune, che poi valuterà l’attivazione di ARPA.

E qui, secondo me, c’è il problema vero.

E' evidente che ARPA non conosca il nostro Comune, un deserto dei tartari, una casa dei fantasmi, nella quale raddoppiano le presenze (dipendenti) ma ha visto dimezzarsi la capacità di rispondere alle istanze sociali. 

Praticamente un Record inversamente proporzionale all’efficienza dimostrata sulla carta.

Arpa non può immaginare che segnalazioni al Comune ne sono state fatte, più di una, ma non risponde nessuno e i cittadini provano maggiore soddisfazione a parlare allo specchio.

E, per quanto in mio possesso, almeno due non hanno ancora ricevuto neppure una risposta e questa cosa, sinceramente, faccio fatica a comprenderla.

I cittadini segnalano un problema, il problema riguarda una zona precisa del paese, ARPA dice che deve essere il Comune a valutare l’attivazione e il Comune non risponde.

Oooyeahhhh



Non spetta ai cittadini individuare il responsabile. Spetta agli enti competenti verificare.

Ma qualcuno deve pur cominciare a farlo.

Qualcuno deve raccogliere le segnalazioni, metterle insieme, capire se esiste un collegamento, coinvolgere ARPA, ATS e gli altri enti che possono essere utili e, soprattutto, dare una risposta alle persone che stanno segnalando il problema. 

Invece - come ogni volta che il sindaco grillino deve prendere una posizione - sparisce. 

Se avesse utilizzato - anche in queste situazioni - lo stesso coraggio mostrato nel minacciare le denunce ai genitori (ad esempio, a chi pubblicava le foto di locali pubblici Fatiscenti che ai genitori rei Di aver acceso fuochi d’artificio alla fine dell’anno scolastico) sarebbe stato più credibile.

La solita politica del FORTE CON I DEBOLI E DEBOLE CON I FORTI.

E perché i forti che emanano cattivi odori spaventano chi governa Pozzo...?

Invece il cittadino scrive al Comune.

Il Comune rimanda ad un altro ente.

L’altro ente rimanda al Comune.

Mentre il simpatico Ping pong istituzionale mostra un’efficienza del sistema l’odore rimane lì.

E spiace dirlo, ma questa vicenda mi lascia ancora una volta con una brutta sensazione, una profonda distanza dai problemi reali delle persone.

Perché amministrare un Comune non significa soltanto occuparsi di Pubblicizzare sui social eventi  manifestazioni, fotografie o inaugurazioni.

Amministrare significa anche occuparsi di quello che magari comporta il confronto con controparti forti, attività che richiede tempo e che magari non si risolve con un post sui social.

È proprio lì che si vede un’Amministrazione.

Chi ha la responsabilità di amministrare questo paese si assuma fino in fondo le proprie responsabilità, questa legislatura ha rappresentato un grosso fallimento gestionale.


A breve cominceremo a parlare di cosa ha rappresentato questa legislatura (per non farci trovare impreparati - prossima primavera - quando dovremo scegliere e votare il nuovo Sindaco).

AM



venerdì 21 agosto 2026

LEGGE ELETTORALE: SI ALLE PREFERENZE…!

L’iter di approvazione della nuova legge elettorale mi spinge ad alcune riflessioni che sento di dover palesare e, soprattutto, lasciare scritte su questo strumento che dal 2007 mi accompagna in questo percorso e sul quale lascio scritte alcune riflessioni.

Posso farlo da questo Blog con orgoglio, certo che - coerentemente - non cambio idea facilmente e nemmeno per convenienze, come tanti in politica, anche locale, amano fare. 

Beati loro, avranno molta fortuna in politica, a differenza mia che 

Morirò di coerenza”.

Ecco, ho trovato il titolo del libro che prima o poi mi accingerò a scrivere 🤣

Battute a parte, non ho mai cancellato un post, da decenni, perché credo che le proprie idee vadano sostenute e difese con coerenza, anche quando non sono convenienti per la carriera politica, anche quando si è in minoranza e anche quando il risultato a cui portano non è quello che si sperava.

La COERENZA (insieme alla LEALTÀ e alla COSTANZA) è il mio punto di forza e con questo spirito voglio ribadire con chiarezza quanto creda nel voto di PREFERENZA, nel principio della “delega”: un cittadino sceglie una persona e quella persona riceve un mandato che deve rispettare e onorare in qualsiasi ruolo sia chiamata a rivestire.

Non è una cosa da poco.

Quando un elettore prende una matita e scrive un nome sulla scheda, sta esprimendo un sentimento nobile, dicendo: “Io mi fido di Te, non deludermi. Ti affido l’importante responsabilità di rappresentarmi”.

E quella scelta si trasforma immediatamente nella grande assunzione di una responsabilità.

Sapete tutti quanto le mie candidature abbiano - in questi decenni - raccolto un grande consenso personale.

E questo, per me, ha un significato preciso.

Vivo ogni giorno dell’anno nell’intento di risarcire l’elettore attraverso l’impegno, dimostrare di essermi meritato quel voto e impegnarmi per non avere alcun problema a chiedere conferma in futuro.

Mi votano le persone. In carne e ossa.

Nel paese ove esercito l’attività amministrativa non troverete mai un’associazione sportiva o culturale, una corporazione, una cooperativa, una struttura locale o un apparato che si dichiari pubblicamente vicino alle mie candidature o che abbia anche solo una parola gentile per me. MAI.

Non vivo “La Speranza” che qualche cooperativa mi porti qualche voto alle spalle, non faccio passerelle opportunistiche in Chiesa, non ho grandi partiti alle spalle, non uso il palio per accreditarmi e cercare consenso.

Eppure il consenso elettorale di carattere personale che mi consente di registrare sempre record provinciali non l’ho mai considerato un punto di arrivo, ma un punto di partenza.

Parlo alle persone e sono sempre le persone a scrivere il mio nome sulla scheda e decidere se affidarmi la loro fiducia.

Essere votati significa assumersi l’onere di continuare a fare un servizio alla propria comunità.

E questo vale anche quando - per partitocrazia e giochini politici - non si venga eletti nonostante si sia sempre il candidato al consiglio più votato.

Nel mio caso, essere fuori dal Consiglio comunale non ha cambiato di una virgola l’approccio, la passione, l’intensità e la mia idea di politica.

In pratica non è mai cambiato il mio modo di intendere il servizio alla comunità.

Certo, cambia il modo in cui posso svolgerlo, ma continuo a fare la mia parte anche da esterno, con la stessa presenza, la stessa costanza e la stessa attenzione ai problemi delle persone.

Credo molto nel mandato comunque ricevuto, nel principio di una “repubblica rappresentativa” e per questo guardo con grande attenzione alla nuova legge elettorale in discussione in Parlamento e continuo a sostenere la necessità di reintrodurre le preferenze e di superare i capilista bloccati.

Una legge elettorale può certamente preoccuparsi della governabilità e della stabilità delle istituzioni, ma non può dimenticare la rappresentanza.

Perché governabilità e democrazia non sono valori contrapposti.

Si può avere un sistema capace di garantire stabilità e, nello stesso tempo, restituire ai cittadini il diritto di scegliere direttamente le persone che li rappresenteranno.

Oggi tanti cittadini si sentono lontani dalla politica proprio perché non hanno più la sensazione di poter incidere sulla scelta dei propri rappresentanti.

E infatti - nei sistemi di voto ove esiste il voto di preferenza (comunali e regionali) - la percentuale di affluenza al voto è sempre maggiore.

La Politica ha bisogno - anche attraverso la legge elettorale - di ricostruire un rapporto virtuoso e trasparente fra eletto ed elettore.

Perché quando un nome viene scritto sulla scheda, tra elettore ed eletto nasce un impegno, nasce la responsabilizzazione, il dovere di continuare a meritare quella fiducia.

Esattamente quello che sento io, ogni mattina: fare bene per meritarmi la fiducia.

Io voglio continuare a votare una persona e voglio continuare a essere votato da persone, in carne e ossa.

Perché credo che una democrazia sia più forte quando dietro un voto non ci sia soltanto un simbolo, ma una scelta consapevole.

E quando chi riceve quella delega deve sapere che quel giorno parte l’impegno per dimostrare di essersela meritata.

L’affluenza al voto scelta sa che quel nome scritto con una matita sulla scheda non è un semplice voto.

È una delega. È una responsabilità. È un impegno a servire.

Spero che il testo in discussione in Parlamento tenga conto della necessità di ripristinare il voto di preferenza.


lunedì 10 agosto 2026

MENSA SCOLASTICA: ALTRI 40.000 € BUTTATI!

A questo punto, al di là delle singole fasi tecniche, alcuni dati sulla vicenda della nuova mensa scolastica dovrebbero essere chiari a tutti.

Come dire: inconfutabili.


Il primo è che sulla vicenda — mentre altri preferivano restare MUTI COME I PESCI — dicevo la verità.

Ed è già importante.


Il secondo dato è che questa vicenda è diventata complessa non per un singolo evento imprevisto, ma per una serie di errori amministrativi impressionanti.


Una storia diventata lunga, costosa e ancora non conclusa per un problema di metodo amministrativo, sul quale nessuno ha mai voluto rispondere seriamente: perché non è stata fatta, o non è stata fatta in maniera adeguata, la caratterizzazione preventiva delle terre prima dell’avvio dei lavori?



Un’opera pubblica su un’area scolastica, finanziata con risorse PNRR, avrebbe richiesto il massimo livello di approfondimento e di prudenza prima di mandare il progetto a gara e prima di aprire il cantiere.


Invece le criticità emergono a lavori già avviati.


Un disastro.


Il rinvenimento confuso e incerto di materiale critico nella parte superficiale, la curiosa e impropria sospensione dei lavori “dettata” dall’impresa, l’insufficiente attivazione delle procedure di messa in sicurezza, la cialtronesca gestione dei cumuli in sito, la necessità di ulteriori verifiche e controverifiche, l’imbarazzante e lunga fase di stallo, il recesso dal contratto con l’impresa esecutrice, il riconoscimento di un indennizzo di circa 150.000 euro, un contenzioso giudiziario in corso con circa 750.000 euro che gravano sul bilancio della prossima legislatura, il nuovo affidamento dell’opera ad Ates con affidamento diretto — sul quale ho già scritto molto, anche rispetto ai rischi di comprimere la concorrenza — ulteriori interventi, il riallineamento alle scadenze PNRR e l’incremento dei costi determinato dai ritardi.


Una gestione scandalosa.


“Per tirare su quattro pareti in prefabbricato”.


Lavori che, nelle condizioni normali, si sarebbero potuti completare in pochi mesi e che invece sono rimasti sospesi per anni, con lavori fermi, area non pienamente restituita e una gestione frammentata delle attività residue.


Nel corso di questi anni sono state poste numerose domande, tutte legittime.


Domande alle quali, però, nessuno ha ritenuto di dare risposte chiare:


1. Perché la caratterizzazione dei terreni non è stata adeguata prima dell’avvio dei lavori?

2. Perché le criticità sono emerse solo in fase esecutiva?

3. Quali verifiche sono state effettuate e con quali criteri?

4. Come è stata gestita la comunicazione con gli enti di controllo?

5. Chi ha deciso la gestione dei materiali presenti in cantiere?

6. Perché i tempi di rimozione e gestione dei cumuli si sono allungati così tanto?

7. Quali sono i costi complessivi sostenuti e quelli ancora previsti?

8. Chi risponderà degli eventuali effetti economici del contenzioso in corso?

9. Perché il Consiglio comunale non ha mai affrontato in modo organico la vicenda?

10. Perché il cantiere ha attraversato una così lunga fase di incertezza operativa?


Dopo tutte le polemiche, solo il 14 marzo 2026 la minoranza ha finalmente presentato una mozione per chiedere “la rimozione del materiale presente in cantiere”.


E solo oggi è possibile capire quanto fosse difficile l’attività di controllo di una minoranza che aveva il proprio capogruppo politicamente INCIUCIATO con il Sindaco e la sua maggioranza, 

Poche settimane fa, è uscito allo scoperto votando a favore del Documento strategico della Giunta.

Imbarazzante.


Ed eccoci arrivati all’ultimo (spero) capitolo di questa squallida vicenda.


Quattro giorni fa, il 6 agosto, il Comune ha affidato ulteriori lavori per la preparazione del cantiere finalizzati alla gestione e allo smaltimento delle terre e rocce da scavo.


Importo: 40.353,94 euro.


Quarantamila euro in più che certificano, ancora una volta, come se la caratterizzazione delle terre fosse stata effettuata correttamente e preventivamente prima di mandare il progetto a gara, così come scrissi subito, questi 40.000 euro non sarebbero stati a carico dei Cittadini ma 

individuati e ricompresi nel quadro economico dell’opera (soldi PNRR)


Non solo i 150.000 euro (buonuscita per riottenere il cantiere da parte dell’impresa) 

Non solo la causa con 750.000 euro che prendono - come spada di Damocle - sulla testa del nostro comune

Non solo tutti i soldi di Avv. che stiamo spendendo per le cause in corso


Ma pure questi 40.000 €, frutto dell’incapacità politico amministrativa.


Con i vostri soldi, pagano anche il consulente della comunicazione che ovviamente non vi dice nulla di tutto ciò 


Lo faccio io. Gratis. 


AM 

venerdì 7 agosto 2026

POZZO, ODORI NAUSEABONDI

Da giorni sto ricevendo un numero sempre crescente di segnalazioni da parte di cittadini che vivono nella zona est di Pozzo d’Adda. 


Tutti mi descrivono lo stesso disagio: odori persistenti e particolarmente molesti che, soprattutto nelle ore serali e notturne, rendono difficile tenere aperte le finestre e vivere serenamente la propria casa.


Nel mio piccolo cerco di dare voce a questi problemi. L’ho fatto anche recentemente con una delle mie “Pillole” (https://www.facebook.com/share/v/1BekPdYgaQ/?mibextid=wwXIfr)

il numero significativo di visualizzazioni è indice di quanto questo tema sia sentito dalla nostra comunità.


Le segnalazioni sono di residenti di via Unità d’Italia, via Trattati di Roma, via Leopardi, via Carducci e le zone limitrofe. 

Molti cittadini riferiscono non solo il forte disagio causato dagli odori, ma anche episodi di tosse, irritazione delle vie respiratorie e, in alcuni casi, prurito.


Sarebbe facile indicare un responsabile, ma non è questo il compito dei cittadini. Individuare con certezza l’origine delle emissioni spetta alle istituzioni competenti attraverso verifiche e controlli. 


Ed è proprio questo il punto: diciamo che i cittadini non devono sostituirsi agli organi di controllo, ma hanno il diritto di pretendere che chi ha responsabilità amministrative eserciti fino in fondo il proprio ruolo.


L’articolo 50 del Testo Unico degli Enti Locali (D.Lgs. 267/2000) attribuisce al Sindaco il ruolo di autorità sanitaria locale, con il compito di adottare i provvedimenti necessari per tutelare la salute pubblica quando si manifestano situazioni che possono arrecare pregiudizio alla collettività.


Per questo ritengo indispensabile che il Comune si attivi immediatamente, coinvolgendo ARPA, ATS e tutti gli enti competenti.


Amministrare un Comune significa certamente valorizzare la cultura, promuovere gli eventi e comunicare i risultati raggiunti. Ma il Sindaco non può limitarsi a pubblicare la rassegna teatrale o presenziare alla di distribuzione del sacco rosso (spazzatura)



Così come è giusto ringraziare Regione Lombardia per il contributo straordinario di 100.000 euro concesso per consentire il completamento di un’opera pubblica i cui costi sono aumentati nel tempo a causa dei ritardi (incremento costo Materiali)

ma il compito principale di un’Amministrazione resta quello di tutelare la salute e la qualità della vita dei propri cittadini.


Su questo tema, personalmente, avverto un’inaccettabile sensazione di inerzia. Sono molto deluso.

Mi sono confrontato col presidente

del “Comitato via Taviani” Paola losi e mi è stato confermato che - anche su via Taviani - nulla è stato fatto rispetto ai rumori generati dagli abusi riscontrati 


 Ho l’impressione che troppo spesso i problemi vengano affrontati con un approccio che appartiene a un’altra epoca, la gestione approssimativa, superficiale, sicuramente poco lungimirante.


I cittadini chiedono trasparenza, tempestività e responsabilità.


Con loro avanzerò richiesta formale al Sindaco e all’Amministrazione comunale affinché vengano avviate tutte le verifiche necessarie e, se emergeranno responsabilità, siano adottati tutti i provvedimenti previsti dalla legge.


Invito chi sta vivendo lo stesso disagio a scrivermi in privato al 335 799224, indicando la zona interessata, gli orari in cui il fenomeno si manifesta e gli eventuali effetti riscontrati. Più segnalazioni saranno documentate, più sarà possibile rappresentare con precisione la situazione agli enti competenti.



#StayTuned






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Consigliere Comunale "Uniti per Cassina"

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