venerdì 10 luglio 2026

DATA CENTER VIGNATE, GOVERNARE LO SVILUPPO. NON SUBIRLO.

Il via libera alla Valutazione di Impatto Ambientale per il nuovo data center di Vignate rappresenta un passaggio importante e conferma come la Martesana sia diventata un territorio sempre più attrattivo per grandi investimenti tecnologici e infrastrutturali.

Un aspetto che non mi esalta, ma lo sviluppo tecnologico è una realtà con cui dobbiamo confrontarci e non avrebbe senso affrontare questo tema con posizioni pregiudiziali. 

Sono notoriamente pragmatico e ho approcci poco ideologici 

I data center sono infrastrutture fondamentali per l’economia digitale, per i servizi che utilizziamo quotidianamente e per la trasformazione tecnologica della nostra società. 

Quindi, la vera questione non è essere favorevoli o contrari alla loro presenza: sarebbe follia dire NO  a tutto.

Ma dobbiamo essere seri, la domanda è come questi interventi vengano pianificati, governati e quale equilibrio riescano a garantire con il territorio che li ospita.

Negli ultimi anni il dibattito sui data center ha fatto emergere alcune criticità che non possono essere ignorate

La prima riguarda il consumo di suolo

Anche infrastrutture che appartengono al mondo digitale hanno infatti una dimensione fisica molto concreta: occupano grandi superfici, modificano il paesaggio e possono interessare aree libere che rappresentano una risorsa sempre più preziosa per le nostre comunità.

C’è poi il tema dell’energia

E' legittimo chiedersi cosa succederà in futuro, visto che ogni grande data center richiede quantità significative di energia elettrica e pone interrogativi sulla capacità delle reti di sostenere nuovi e importanti carichi. 

Non mi sembra che i Comuni stiano registrando grande stabilità della rete elettrica, innumerevoli sono i black out improvvisi. 

(ANDREA MAGGIO : CONTINUI BLACKOUT...)

Questo richiama la necessità di una strategia energetica complessiva, che accompagni questi investimenti con una valutazione attenta delle infrastrutture necessarie e della sostenibilità complessiva dell’intervento.

Allo stesso modo, il tema dell’acqua merita attenzione. I sistemi di raffreddamento e la gestione delle risorse idriche devono essere valutati con grande responsabilità, soprattutto in una fase storica nella quale la disponibilità delle risorse naturali non può più essere considerata un elemento scontato.

Un ulteriore elemento di riflessione riguarda il rapporto tra dimensione dell’investimento e ricadute occupazionali

I data center generano certamente attività economiche e indotto, ma non hanno le caratteristiche occupazionali di una grande realtà produttiva tradizionale. Scatole vuote.

Per questo è legittimo chiedersi quale valore complessivo lascino alle comunità che ne accolgono la presenza e come garantire che il territorio ottenga benefici proporzionati agli impatti sostenuti. Lavoro zero!

Ed è proprio qui che entra il tema delle compensazioni ambientali e territoriali. 

Le compensazioni non devono essere considerate un semplice risarcimento o una contropartita amministrativa. 

Devono essere un’occasione per lasciare il territorio migliore di come lo si è trovato, trasformando un investimento privato in un beneficio pubblico concreto e duraturo.

Anche Cassina de’ Pecchi è chiamata a partecipare a questa riflessione e non può limitarsi ad attendere le decisioni altrui

Serve arrivare ai tavoli istituzionali con una visione chiara e con proposte capaci di guardare al futuro

Le compensazioni dovrebbero tradursi in interventi strutturali: più verde, mobilità sostenibile, connessioni ecologiche, opere pubbliche, efficientamento energetico e azioni capaci di migliorare realmente la qualità della vita dei cittadini.

Sarebbe un errore accontentarsi di interventi simbolici, magari limitati a qualche alberello piantato lungo la strada del cimitero di Sant’Agata per poter dire che qualcosa è stato fatto. 

Ok, le telecamere non hanno individuato il "vandalo con la motosega" (ne ero certo) che ha tagliato tutti gli alberi a margine destro e sinistro di via Camposanto, ma non può essere la compensazione di un’opera di queste dimensioni a colmare l'inefficienza locale.

Le compensazioni sono qualcosa di più importante, richiedono risposte più ambiziose, capace di trasformare un impatto territoriale significativo in un’opportunità concreta per la comunità.

Altro che qualche alberello lungo la strada, da piantare perchè non si è trovato l'anonimo che li ha abbattuti.

C’è poi una questione più ampia che riguarda il metodo con cui queste trasformazioni vengono affrontate. 

Gli effetti di un’infrastruttura come un data center non si fermano al confine del Comune che la ospita: riguardano la mobilità, le reti energetiche, il consumo di suolo, il paesaggio e l’equilibrio complessivo di un’intera area. 

Per questo motivo non è sufficiente una logica esclusivamente comunale. Serve una regia sovracomunale, con criteri condivisi e una visione di insieme.

Un ruolo importante spetta anche a Regione Lombardia. 

Negli ultimi mesi la Regione ha iniziato ad affrontare il tema dei data center, riconoscendo la necessità di fornire strumenti e indirizzi per accompagnare le amministrazioni locali nella valutazione di questi interventi. 

Le linee guida regionali rappresentano un primo passo nella direzione di una maggiore consapevolezza rispetto agli aspetti ambientali, territoriali e infrastrutturali legati alla crescita di queste strutture.

Ora, però, la sfida è trasformare questi indirizzi in una strategia più ampia e concreta. 

Il caso di Vignate non riguarda soltanto Vignate. Oggi parliamo di un data center, domani potremmo parlare di un’altra infrastruttura in un altro Comune della Martesana. Senza regole condivise ogni progetto rischia di diventare una trattativa isolata, mentre sarebbe necessario costruire un modello territoriale capace di governare il cambiamento.

La vera sfida non è scegliere tra sviluppo e tutela dell’ambiente. Ovvio.

La sfida è costruire uno sviluppo che lasci valore al territorio e alle generazioni future. 

E non parliamo di 4 alberelli in via Camposanto.

Il progresso non si misura soltanto dagli investimenti attratti, ma dalla capacità delle istituzioni di governarli. 

Se non saremo noi a guidare questi processi, saranno inevitabilmente i processi a guidare il futuro della nostra comunità.

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Consigliere Comunale "Uniti per Cassina"

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