lunedì 10 agosto 2026

MENSA SCOLASTICA: ALTRI 40.000 € BUTTATI!

A questo punto, al di là delle singole fasi tecniche, alcuni dati sulla vicenda della nuova mensa scolastica dovrebbero essere chiari a tutti.

Come dire: inconfutabili.


Il primo è che sulla vicenda — mentre altri preferivano restare MUTI COME I PESCI — dicevo la verità.

Ed è già importante.


Il secondo dato è che questa vicenda è diventata complessa non per un singolo evento imprevisto, ma per una serie di errori amministrativi impressionanti.


Una storia diventata lunga, costosa e ancora non conclusa per un problema di metodo amministrativo, sul quale nessuno ha mai voluto rispondere seriamente: perché non è stata fatta, o non è stata fatta in maniera adeguata, la caratterizzazione preventiva delle terre prima dell’avvio dei lavori?



Un’opera pubblica su un’area scolastica, finanziata con risorse PNRR, avrebbe richiesto il massimo livello di approfondimento e di prudenza prima di mandare il progetto a gara e prima di aprire il cantiere.


Invece le criticità emergono a lavori già avviati.


Un disastro.


Il rinvenimento confuso e incerto di materiale critico nella parte superficiale, la curiosa e impropria sospensione dei lavori “dettata” dall’impresa, l’insufficiente attivazione delle procedure di messa in sicurezza, la cialtronesca gestione dei cumuli in sito, la necessità di ulteriori verifiche e controverifiche, l’imbarazzante e lunga fase di stallo, il recesso dal contratto con l’impresa esecutrice, il riconoscimento di un indennizzo di circa 150.000 euro, un contenzioso giudiziario in corso con circa 750.000 euro che gravano sul bilancio della prossima legislatura, il nuovo affidamento dell’opera ad Ates con affidamento diretto — sul quale ho già scritto molto, anche rispetto ai rischi di comprimere la concorrenza — ulteriori interventi, il riallineamento alle scadenze PNRR e l’incremento dei costi determinato dai ritardi.


Una gestione scandalosa.


“Per tirare su quattro pareti in prefabbricato”.


Lavori che, nelle condizioni normali, si sarebbero potuti completare in pochi mesi e che invece sono rimasti sospesi per anni, con lavori fermi, area non pienamente restituita e una gestione frammentata delle attività residue.


Nel corso di questi anni sono state poste numerose domande, tutte legittime.


Domande alle quali, però, nessuno ha ritenuto di dare risposte chiare:


1. Perché la caratterizzazione dei terreni non è stata adeguata prima dell’avvio dei lavori?

2. Perché le criticità sono emerse solo in fase esecutiva?

3. Quali verifiche sono state effettuate e con quali criteri?

4. Come è stata gestita la comunicazione con gli enti di controllo?

5. Chi ha deciso la gestione dei materiali presenti in cantiere?

6. Perché i tempi di rimozione e gestione dei cumuli si sono allungati così tanto?

7. Quali sono i costi complessivi sostenuti e quelli ancora previsti?

8. Chi risponderà degli eventuali effetti economici del contenzioso in corso?

9. Perché il Consiglio comunale non ha mai affrontato in modo organico la vicenda?

10. Perché il cantiere ha attraversato una così lunga fase di incertezza operativa?


Dopo tutte le polemiche, solo il 14 marzo 2026 la minoranza ha finalmente presentato una mozione per chiedere “la rimozione del materiale presente in cantiere”.


E solo oggi è possibile capire quanto fosse difficile l’attività di controllo di una minoranza che aveva il proprio capogruppo politicamente INCIUCIATO con il Sindaco e la sua maggioranza, 

Poche settimane fa, è uscito allo scoperto votando a favore del Documento strategico della Giunta.

Imbarazzante.


Ed eccoci arrivati all’ultimo (spero) capitolo di questa squallida vicenda.


Quattro giorni fa, il 6 agosto, il Comune ha affidato ulteriori lavori per la preparazione del cantiere finalizzati alla gestione e allo smaltimento delle terre e rocce da scavo.


Importo: 40.353,94 euro.


Quarantamila euro in più che certificano, ancora una volta, come se la caratterizzazione delle terre fosse stata effettuata correttamente e preventivamente prima di mandare il progetto a gara, così come scrissi subito, questi 40.000 euro non sarebbero stati a carico dei Cittadini ma 

individuati e ricompresi nel quadro economico dell’opera (soldi PNRR)


Non solo i 150.000 euro (buonuscita per riottenere il cantiere da parte dell’impresa) 

Non solo la causa con 750.000 euro che prendono - come spada di Damocle - sulla testa del nostro comune

Non solo tutti i soldi di Avv. che stiamo spendendo per le cause in corso


Ma pure questi 40.000 €, frutto dell’incapacità politico amministrativa.


Con i vostri soldi, pagano anche il consulente della comunicazione che ovviamente non vi dice nulla di tutto ciò 


Lo faccio io. Gratis. 


AM 

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Consigliere Comunale "Uniti per Cassina"

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