giovedì 4 novembre 2021

ALTRO GRAN RISULTATO: UN'ALTRA PETIZIONE IN PORTO (VIA ROMA 71)



ALTRO GRAN RISULTATO ottenuto insieme ai residenti di via Roma 71 che nella tenacia della sig.ra Elvira Bertacchi hanno trovato il loro coordinamento 

Dopo lo spostamento dell'UTA della piscina (ottenuto dopo una petizione formulata con i Residenti delle abitazioni limitrofe) ancora una petizione ha portato a risultati.

SONO FELICE, STRAFELICE di farmi strumento dei Cittadini per il superamento dei loro disagi.

Questo vuol dire, che insieme possiamo farcela a smuovere le acque e condizionare le scelte amministrative.

Ho appena saputo che l'Amministrazione ha dato finalmente corso all'istanza - di cui mi sono fatto carico in passato -  relativa alla necessità di procedere alla Disinfestazione/Disinfezione/Pulizia dell’edificio presente in Via Roma – ex sede del Comando di Polizia Locale.

Una "battaglia" che ho avviato con i residenti in via Roma n. 71 molto determinati - attraverso una petizione richiamata dalla carta stampata - perchè lo stato di incuria e abbandono dei confinanti edifici comunali esistenti fra via Matteotti e via Roma è UNA VERGOGNA INDESCRIVIBILE

Una VITTORIA che dimostra che solo insieme a Cittadini "partecipativi" e mai rassegnati SI POSSONO RAGGIUNGERE RISULTATI 

Coinvolgendo l'opinione pubblica.


Avevamo chiesto di investire sul territorio le copiose risorse governative, ministeriali e regionali per risolvere gravi disagi.

Gli immobili in questione sono la ex Villetta ubicata all'incrocio fra via Matteotti e via Roma, la ex Caserma della Polizia Locale e la ex scuola elementare.

Le foto - pubblicate dalla stampa locale - hanno raccontato solo in parte il degrado diffuso nell'area e non più sostenibile per i residenti limitrofe al patrimonio pubblico fatiscente, invaso da carcasse di animali, topi, piccioni, con i loro escrementi sommati a foglie, sporcizia varia, calcinacci e - addirittura - lastre di eternit depositato all'interno del recinto

L'Amministrazione ha deciso di ascoltarci, sono felice. 

Le tapparelle delle citate strutture pubbliche sono rotte, altre mangiucchiate dalla presenza di roditori, vetri per terra, tombini pieni di terra, davanzali che rilasciano materiale, muri fessurati con vistose crepe, penne di piccioni ovunque dislocate nel piccolo corsello che conduce alle abitazioni.


L'erba è solitamente altissima (all'interno del cortile di pertinenza degli immobili pubblici) diventato luogo ideale per animaletti vari, moscerini e zanzare.

Al di là di quale possa essere il futuro sviluppo e mutazione subirà l'area in futuro, nella petizione che ho predisposto ed è stata sottoscritta dai residenti abbiamo chiesto di liberare da questo degrado

Vi è un problema igienico sanitario ed è normale la preoccupazione per le conseguenze negative che sta subendo il valore immobiliare del patrimonio dei confinanti.

Per questo SONO FELICE perché si sia deciso finalmente di determinare l'intervento sull'area e  ristabilito nell'area delle minime condizioni di decoro procedendo con "...una disinfestazione e pulizia al fine di garantire degli ottimi livelli di igiene in tutto il territorio comunale tutelando anche le abitazione adiacenti"




mercoledì 3 novembre 2021

UNDICESIMO COMANDAMENTO: AMARE IL PATRIMONIO PUBBLICO

AMARE IL PATRIMONIO PUBBLICO 
Fosse per me sarebbe l’undicesimo comandamento. 

I recenti fatti di vandalismo registrato nei Comuni, impone alcune riflessioni e scelte educative.

Troppo spesso assistiamo alla “cosa” pubblica martoriata da vandali, per motivi ignoti compiono azioni profondamente incivili

“Vandali” non si nasce, si diventa. 

In tutto questi anni, ho capito alcune cose fondamentali: che i giovani (o bambini) hanno bisogno di adulti che parlino con loro di tutto ciò che li riguarda.

NON  per imporre “modelli” ma per renderli consapevoli del fatto che - prima di tutto - sono cittadini.

Non serve applicare modelli preconfezionati, per attuare lavaggi di cervello, ma favorire la comprensione del loro essere e - soprattutto - accompagnarli all!utilizzo di strumenti cognitivi a disposizione, le regole di una civile convivenza.

Credo molto nell’EDUCAZIONE CIVICA nelle scuole, penso sia materia importante, utile  ausilio all’indispensabile ruolo delle famiglie 

I ragazzi devono partecipare al dibattito pubblico, essere inclusi nelle riflessioni, essere messi nelle condizioni di porsi e porre domande.

I periodici danni al patrimonio pubblico (segnaletica, muri, cestini, panchine) riscontrati in giro per i paesi raccontano di un disagio (talvolta noia) a cui  le istituzioni devono  far fronte con UNA BATTAGLIA CULTURALE 

L'insegnamento dell’Educazione civica - passaggio da non sottovalutare - è stato introdotto dalla Legge 20 agosto 2019, n. 92.

In tutti questi anni, sono riuscito a capire alcune cose fondamentali: una di queste, che i bambini hanno bisogno di adulti che parlino con loro di tutto ciò che li riguarda non per imporre  “modelli” ma per renderli consapevoli del fatto che - prima di tutto - sono cittadini.


Non serve applicare modelli preconfezionati ai più giovani, a meno che non si voglia ottenere una reazione “uguale e contraria”.

Sono un autentico amante della libertà, regalità è disciplinata, contrario ai “lavaggi di cervello”.


Noi adulti abbiamo il dovere di  favorire la comprensione dei più giovani, del loro essere e - soprattutto -  accompagnarli all’utilizzo di “strumenti cognitivi” a disposizione.

Senza forzature, stimolare riflessioni  su alcuni temi, per formare alunni in grado di porsi e porre domande.


Per questo credo in quel lungo processo dell’inserimento dell’EDUCAZIONE CIVICA nelle scuole, come materia importante, come ausilio all’indispensabile ruolo delle famiglie 


Sorvolo sul pasticcio di quei giorni, perché aver scritto  nella legge del 20 agosto 2019, n. 92, che “…l’insegnamento inizierà dal 5 settembre successivo all’entrata in vigore della legge” voleva semplicemente ammettere di non conoscere quanto complesso sia modificare gli ingranaggi della macchina scolastica, non avere nemmeno idea delle tempistiche necessarie.


Parti in modo sperimentale (in Lombardia, vi era Bussetti che fece il possibile) inviando al Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (Cspi, organo consultivo del MIUR) un decreto che consentiva di principiare (sperimentale) fin dall'anno scolastico 2019/2020, lo studio obbligatorio dell'Educazione Civica. 


L’introduzione definitiva fu posticipata all’anno successivo - per il primo e  secondo  ciclo  di  istruzione - per “….sviluppare  la conoscenza e la comprensione delle strutture e dei  profili  sociali, economici, giuridici, civici e ambientali della società. Iniziative di sensibilizzazione  alla  cittadinanza  responsabile  sono  avviate dalla scuola dell'infanzia”. 


Ho condivido sin da subito la proposta e - siccome bisogna essere seri e riconoscerne la paternità  - bisogna dire la “partita” iniziò già nel 2013 anno in cui i rappresentanti del PD 

raccoglievano firme per proposta di legge 


Depositata nel 2013 dal primo firmatario Alberto Siccardi, il testo aveva raccolto 10.462 firme 


Sono sempre stato FAVOREVOLE all’insegnamento  scolastico dell’educazione civica nelle scuole (primaria e secondaria) per accompagnare i giovani cittadini a comprendere la relazione di reciprocità tra diritti e doveri, che implica un rapporto di parità e di scambio.


Una delle 3 macro categorie (Costituzione e Cittadinanza digitale ) è infatti relativa alla grossa materia “Tutela del territorio” ed è questa la sessione sulla quale bisognerebbe soffermarci per valorizzare il patrimonio pubblico, al suo profondo rispetto.


Le “ragazzate” ci sono sempre state, dirà qualcuno, ma impressionante vandalismo registrato in questo ultimo anno in molti Comuni dell’area, va oltre la fisiologica presenza di un disagio che ogni epoca ha vissuto in forme e intensità differenti 

ANDREA MAGGIO 












martedì 2 novembre 2021

FRA "MAGIE" e MALEDUCAZIONE DA VINCERE. INSIEME


La lotta alla pandemia di Covid-19 ha generato una quantità incredibile di rifiuti costituiti da dispositivi di protezione individuali ed in particolare mascherine e guanti monouso, molti dei quali oggetto di abbandono, per questo il legislatore si è preoccupato del problema PROVANDOdare adeguata risposta con un apposito provvedimento normativo .



Con  Legge 17 luglio 2020, n. 77, in vigore dal 19 luglio 2020, il Parlamento ha convertito il c.d. Decreto Rilancio (D.L. 19 maggio 2020, n. 34) introducendo alcune significative modifiche anche in materia ambientale.


Una delle novità approvate riguarda l’introduzione di  specifiche sanzioni in caso di abbandono di mascherine e guanti monouso (oltre le importanti disposizioni per lo smaltimento dei dispositivi di protezione individuale) 

Prima dell'intervento del legislatore, diversi Sindaci erano già intervenuti con propria " ordinanza". 


A dire il vero lo strumento (adeguato) non fu quello che proposi io (a Cassina chiesi di emendare il Regolamento PU) per far fronte ai continui abbandoni.


Ordinanza o emendamento al Regolamento, sicuramente meglio dell'intervento nazionale.

A mio modesto parere sarebbe stato sicuramente meglio tenere "scollegata" la violazione dal sistema sanzionatorio nazionale e lasciare la possibilità ai comuni di prevedere, per gli abbandoni delle mascherine e dei guanti monouso, le relative sanzioni in appositi dispositivi locali.


In questo modo, l’entità degli introiti riscossi sarebbe stata maggiore per le casse del Comune riguardo a quanto oggi stabilito nel Decreto Rilancio. 


Ma lo Stato prende ovunque ci sia da prendere, aggravando il lavoro dei Comuni.

La previsione sanzionatoria  è stata infatti, stabilita dall’art 255 comma 1 bis  venne introdotta nel Testo Unico Ambientale dall’art 40 L.221/2016 e riguarda il divieto di abbandoni, sul suolo, nelle acque, nelle caditoie e negli scarichi, dei rifiuti di piccolissime dimensioni, quali anche scontrini, fazzoletti di carta e gomme da masticare.


Sanzioni che vanno da un minimo di euro 30 a euro 150, (in caso di prodotti da fumo la sanzione è aumentata fino al doppio). 


Pertanto, chi abbandona mascherine e guanti monouso sarà sottoposto alla stessa sanzione di chi abbandona piccoli rifiuti e trattato alla stessa stregua 


Ma chi lavora al Governo non fa nulla per nulla ed ecco la MAGIA: gli introiti sanzionatori, previsti per le violazioni di cui all’art 255 c. 1 bis (e quindi anche nel caso dei DPI), sono divisi in parti uguali tra lo Stato e i Comuni, così come previsto dal comma 2 bis all’articolo 263 T.U.A., il quale  stabilisce che il 50% dei proventi sia devoluto allo Stato, per essere riassegnato ad un apposito Fondo e il restante 50 % ai Comuni con destinazione vincolata. 


Quindi a fronte di una sanzione elevata dalla polizia municipale di euro 50,00 nei confronti di chi si è reso responsabile di aver abbandonato rifiuti costituiti da mascherine e guanti monouso solo il 50% verrà introitato dal Comune ovvero euro 25,00, la restante parte riscossa dovrà poi essere devoluta dal Comune nel bilancio dello Stato con una aggravio procedurale da parte degli uffici finanziari dell’Ente.


Mi fermo qui, perché l'argomento è troppo tecnico (fondi compensati o assorbiti FRS e FSC)


Ecco svelato perchè la Ragioneria dello Stato "storceva il naso" davanti ad ordinanze o emendamenti regolamenti comunali.


In molti non hanno compreso il GIOCO DI PRESTIGIO, ma da queste parti "non pettiniamo bambole" e mangio pubblica amministrazione da qualche decennio.


Ad ogni modo, fermo restando la questione politico-amministrativa, chiudo con un passaggio che spero tutti possano condividere:

SERVE MAGGIORE ATTENZIONE E SEVERITA' RISPETTO ALL'ABBANDONO DI GUANTI E MASCHERINE chirurgiche ABBANDONATE in giro per il paese.

 

Queste sono modalità che non si addicono ad un paese civile, quale il nostro.


I dispositivi vanno conferiti nei contenitori dell'indifferenziata e non per terra, perché abbandonati rappresentano un grave danno ambientale e un potenziale rischio per la salute umana, nonché un irrispettoso segno di inciviltà. 

 

Ripeto, sarebbe stato meglio lasciare in capo ai Comuni la fase di valutazione e il potere di ordinanza, determinazione della sanzione.


Ma lo Stato, si sa...

 

_AM_






lunedì 1 novembre 2021

INPS e LA DISCUTIBILE DECISIONE SUI DISABILI

Mi ha lasciato senza molte parole, la discutibile decisione di non consentire l’erogazione dell’ assegno mensile di assistenza per persone disabili (con una invalidità importante, dal 74% al 99%), pari a 287 euro mensili, se la persona disabile ha una qualsiasi attività lavorativa. 

Una scelta - comunicata con nota n .3495 del 14 ottobre 2021 l’ INPS  - che è caduta come un fulmine a ciel sereno e che riguarda tutti i disabili - che pur avendo un lavoro - registrano un reddito personale era inferiore a 4.931 euro all’ anno.

Una scelta discutibile  ed è normale che realtà associative impegnate nella tutela delle persone disabili abbiano già criticato la decisione è fatto sentire la propria voce 

Non posso definire che la scelta sia “immotivata” perché assunta sulla base di sentenze della Cassazione, che in più di un’occasione si è espressa rispetto al principio.

Ma ciononostante sarebbe sbagliato non considerare l’importanza di un lavoro per chi vive difficoltà personali, con invalidità almeno del 74%!.

Cosa è successo allora? Solamente è cambiata interpretazione precedente dell’ INPS, che erogava comunque l’ assegno anche in presenza di piccoli redditi.

La nuova presidenza INPS - a fronte di una Cassazione che non lascia margini di interpretazione - ha modificato l’orientamento senza considerare differenti realtà, i differenti progetti, le fatiche e i sogni delle persone disabili e delle loro famiglie.

L’impiego lavorativo di persone disabili, più che al suo valore economico (meno di 5.000 euro in un anno) trova la sua grande portata valoriate nell’apporto sociLe, NELL’INCLUSIONE

Quale migliore testimonianza di amore al bene comun può prestare la Politica se non quella di favorire e agevolare l’ impegno di una persona disabile, che vuol vivere, lavorare, contribuire il più possibile autonomamente ?

Voglio vivere in una società che aiuti concretamente i disabili ad impegnare le proprie capacità.

Il rischio è che nei prossimi anni - a causa di questa nuova interpretazione - si assisterà ad un una progressiva azione disincentivate.

Dobbiamo puntare al protagonismo attivo di tutti, disabili prima di tutti, senza che diventi più comodo incassare assegno di 287 euro mensili senza lavorare.

Perché il lavoro è prima di tutto opportunità sottovalutate socializzare, vero  strumento per sviluppare mantenere competenze fisiche e mentali.

Serve un Parlamento che modifichi alcuni articoli della Legge, in modo che nessun Presidente di Inps debba uniformarsi ad un’interpretazione rigida e dia speranza ad un sogno dei tanti che di questa legge di sono avvalsi per il bene dei disabili   

sabato 30 ottobre 2021

CASSINA, ATTIVITÀ AGRICOLE DA INFORMARE

 Nelle prossime ore, protocollerò un’istanza, nella quale chiederò di affrontare un  argomento importante e capire cosa il Comune vorrà fare nel merito di una questione rilevante per tutte le attività agricole del territorio. 

Con  solito tono minatorio di una pubblica amministrazione (cassinese) per nulla empatica rispetto al momento, sono state inviate lettere con le quali - senza dare ulteriori spiegazioni - viene confermato che sono stati esclusi dall’ambito dei rifiuti urbani, a partire dal 1° gennaio 2021, i rifiuti delle attività agricole e di quelle connesse (agriturismi ecc) 

Una previsione intervenuta con le modifiche apportate al codice dell’ambiente dal decreto legislativo n. 116/2020 e che ha creato forte apprensione e incertezza in particolare agli esercenti, proprietari e conduttori di agriturismi e negozi di vendita di prodotti agricoli e le aziende orticole.

Ricevere un lettera così tecnica e scevra di una narrazione ha confermato la “…pessima qualità di un assessore all’ambiente inesistente”, che avrà bisogno - come sempre - di leggere questo post per arrivare a comprendere che I CITTADINI NON VANNO LASCIATI SOLO NELLA CONFUSIONE DI NOVITÀ NORMATIVE.

Le persone che hanno letto l’annuncio di questa “… sospensione del servizio di ritiro dei rifiuti” hanno bisogno di un Comune: meno selfie e passerelle inutili con la paletta in mano e più servizio pubblico.

 In questo momento serve il Comune, occorre concordare con gli enti di raccolta la possibilità di proseguire con il mantenimento del servizio di raccolta rifiuti assimilabili al domestico 

Serve  interessamento del Consorzio (CEM) a cui il nostro Comune ha aderito. 


Chiederò ufficialmente che il Comune si faccia parte attiva per verificare ed eventualmente predisporre accordi da proporre su base volontaria  alle aziende del territorio.

Ripeto, serve interessamento di CEM, di cui siamo parte 

Soprattutto serve un Sindaco è una Giunta meno intrappolati dalla baruffa (leggo di denunce, querele, distribuite a destra e manca) è più propensa ad affrontare temi e offrire supporto ai cittadini 

Cercherò di consigliare l’Amministrazione più spesata che si ricordi 

Inadeguata 

ANDREA MAGGIO  

POZZO D’ADDA: ATTIVITÀ AGRICOLE e IL RISCHIO SOSPENSIONE RITIRO RIFIUTI.

 #PozzodAdda 


Il Comune di Pozzo d’Adda è tenuto a promuovere e tutelare la partecipazione dei cittadini, singoli od associati, all’amministrazione

dell’Ente.


Questo al fine di assicurarne il buon andamento, l’imparzialità e la trasparenza.


La partecipazione popolare si esprime anche attraverso la valorizzazione del diritto dei singoli cittadini ad intervenire nel procedimento amministrativo.


Non sono stato eletto, ma intendo “partecipare”  attraverso le azioni popolari nei modi e nei termini stabiliti dalla legge, per restituire - con gratitudine - la grande considerazione incassata nella tornata elettorale del 03/04 ottobre con numerose preferenze incontrate e a cui intendo dare “risposta amministrativa” .


Il mio impegno -nei prossimi anni - è sempre quello: non deludere chi ha scelto di attribuirmi fiducia.

Peraltro, in questo caso di Pozzo, una fiducia assegnatami preventivamente non sulla base di meriti e risultati conseguiti  (come a Cassina è sempre successo) 


Lo farò presentando istanze, segnalazioni, interrogazioni, tutto ciò che leggi e Regolamenti locali mi consentiranno.


Nelle prossime ore, protocollerò un’istanza - diritto confermato dall’art 30 dello Statuto comunale - nella quale chiederò di affrontare un  argomento importante e capire cosa il Comune vorrà fare (o abbia fatto) nel merito. 

Con una circolare del 12 aprile il Ministero della Transizione Ecologica – MiTE chiarisce alcune questioni relative allo “smaltimento dei rifiuti agricoli non pericolosi prodotti dalle imprese agricole”. 


Dopo le modifiche apportate al codice dell’ambiente dal decreto legislativo n. 116/2020 infatti sono stati esclusi dall’ambito dei rifiuti urbani, a partire dal 1° gennaio 2021, i rifiuti delle attività agricole e di quelle connesse, creando numerose difficoltà in particolare per gli agriturismi, i negozi di vendita di prodotti agricoli e le aziende orticole che hanno visto sospeso il servizio di ritiro dei rifiuti da parte di alcuni enti di raccolta.


Questo ha creato non poca confusione, differenti interpretazioni che hanno costretto il Ministero ad emanare  

la circolare esplicativa per chiarire le diverse criticità emerse in fase di applicazione della nuova norma. 


Nulla di nuovo sotto il sole, in Italia non esiste legge che non abbia bisogno di chiarimento.


In attesa di eventuali sviluppi normativi in sede di conversione del Decreto-Legge Sostegni, la circolare del MiTE affronta alcune novità introdotte dal decreto legislativo116/20 è da alcuni indirizzi che parzialmente tranquillizza la discreta presenza agricola di Pozzo 


La circolare infatti evidenzia alcuni aspetti importanti e chiarisce che rispetto ai rifiuti delle attività agricola che presentano le medesime caratteristiche dell’allegato L-quinquies (ad esempio le attività alberghiere o di ristorazione, ecc…) viene data “la possibilità, in ogni caso, di concordare a titolo volontario con il servizio pubblico di raccolta modalità di adesione al servizio stesso per le tipologie di rifiuti …” (simili per natura e composizione ai rifiuti domestici) 


Questo chiarimento stabilisce un‘opportunità per i titolari delle aziende agricole, ma occorre concordare con gli enti di raccolta la possibilità di proseguire con il mantenimento del servizio di raccolta rifiuti con il Comune.


Mediante interessamento del Consorzio (CEM) a cui il nostro Comune ha aderito 


Chiederemo che il Comune si faccia parte attiva per verificare ed eventualmente predisporre accordi da proporre su base volontaria  alle aziende del territorio.

Ripeto, serve interessamento di CEM, di cui siamo parte 

 

Chiederò all’attuale Amministrazione di colmare i ritardi registrati a Pozzo d’Adda e la totale assenza in proposito da parte del Comune per tutti questi mesi 


ANDREA MAGGIO

LEGISLATURA INUTILE

Chi conosce la Politica è perfettamente consapevole che l’attuale Amministrazione - qualsiasi cosa faccia da qui alla fine della legislatura - non sarà mai più vincente.

Ragioni tecniche che albergano in una legge elettorale (maggioritario) che non lascia scampo. 

Se non fosse per la valanga di soldi che investirà i Comuni (PNRR) avremmo già assistito alle inevitabili frizioni in una coalizione - quella governativa - composta da realtà poco affini e nata dall’opportunità del momento elettorale.


Momento preso al volo appena in tempo, che ha consentito di vincere le elezioni comunali del 2019 nonostante 1600 voti lasciati sul campo (raffronto con dato “proporzionale” ottenuto alle europee l, lo stesso giorno, stessi seggi, stessi elettori).

Le elezioni del 2019 hanno consegnato a Cassina il Sindaco “meno votato di sempre”: dai 4400 voti ottenuti dal Sindaco Ginzaglio siamo passati ai 3300 del Sindaco D’Amico, passando per i 3100 di Mandelli. 

Il Sindaco in carica, con 2200 voti, è il meno rappresentativo che ci sia mai stato e - qualsiasi cosa accadrà con i milioni di euro che gestiranno - non potrà mai più esser confermata.

Nemmeno candidata per la medesima coalizione, che dubito possa esser uguale fra qualche anno.


Al di là delle definizioni, la politica in senso generale - riguardante "tutti" i soggetti facenti parte di una società, e non esclusivamente chi fa politica attiva (ossia solo chi opera nelle strutture deputate a determinarla) - è l'occuparsi in qualche modo di come viene gestito lo stato..." e le proprie substrutture territoriali come i Comuni 


Quello che il legislatore non è riuscito ad evitare è che la politica non restasse - il più delle volte - "il mestiere di chi non ha mestiere" al di là delle qulità e competenze. 


Ecco, l'aspetto più drammatico di una qulsiasi Amministrazione è l'assenza di competenze interne, l'impossibilità di essere rappresentata da soggetti idonei a determinati ruoli.


Non è colpa dei singoli, che hanno l'umana ambizione di "apparire", ma i problemi restano e le risposte mancano.

Abbiamo visto - tutti i livelli - come sia sempre più difficile avere ruoli ricoperti da soggetti competenti della materia assegnata


Mi viene in mente la delega della viabilità (non esiste nemmeno un assessore) oppure la delega dell’ urbanistica seguita da un cittadino non eletto e nemmeno nominato assessore

Aspetto con ansia le elezioni, perché Cassina possa avere un governo diverso da quello attuale, che nonostante abbia maggiori entrate (aumento tassazione locale) e innumerevoli fondi nazionali e regionali destinati ai Comuni non ha qualità e visione per dare risposte al paese.

Legislatura nata morta

(Oggi pomeriggio, proverò a riproporre altro “argomento dimenticato” da questa giunta inutile)

_AM_   



giovedì 28 ottobre 2021

NEL FANGO GALLEGGIANO I “MIGLIORI”

#MaggioAvoceAlta


Nei post evito di inserirmi  nel dibattito delle “tifoserie dei pro e contro” su FB quindi insultatori di professione stiano sereni perché di altra natura vuol esser il testo.


Mi piace individuare aspetti inesplorati, perché offrano un punto di vista differente per “vederci altro”.


Ieri è stato affossato il DDL ZAN e immagino che nelle prossime ore si scatenerà una “guerra fra opposte fazioni” (alla quale non intendo partecipare).


Mi limiterò a dire, che sul decreto Zan si è fatta - dall’inizio - una campagna ideologica (non “di merito”) e la conclusione non mi ha sorpreso affatto.


Pertanto non vuole esser questo il punto del post, ma vorrei ribadire i contenuti già espressi e riportati in passato.


La capacità di un politico (Renzi) - in forza di un micro partito del “poco per cento” - di determinare la posizione di un Parlamento su scelte importanti e strategico-culturali.


Quando Italia viva (Renzi) aprì alle modifiche al testo ZAN era inevitabile che il fronte giallorosso si sgretolasse, fino ad arrivare al “fallimento” di ieri a Palazzo Madama. 


A luglio scorso avevo già capito, che a decidere “…ciò che doveva essere e ciò che non sarebbe potuto diventare” sarebbe stato ancora Renzi.


Come fece con D’Alema, come archiviò Bersani, come fece in occasione del cambio con Letta ( “Stai sereno…” gli disse il giorno prima) e addirittura con il cambio Conte-Draghi.


Non ho mai votato Renzi, ma - come scrissi qualche anno fa appunto - oggi ribadisco che la Politica oramai è diventata un mare di fango senza regole.


Una grossa pozzanghera, nella quale uno - come me - che segue regole vecchie di schemi e valori consolidati è sempre sott’acqua (tradito a 30 ore dalla presentazione delle liste) mentre uno come Renzi non solo “…sa come restare a galla, ma ci riesce nelle intemperie e nuotando con disinvoltura”


Dietro il fallimento  del dll Zan - oltre alle legittime e attese differenti interpretazioni e sensibilità rispetto al tema - ci sono le strategie per il Quirinale e le prossime politiche.


L’abilità mostrata da Renzi a rigenerarsi in quell’ambiente torbido e senza regole (la politica moderna) è qualcosa che conferma quanto sia superato il modello di politica fatta di regole certe e quanto io fossi risultato inadeguato in quel fango.

mercoledì 27 ottobre 2021

CASSINA D/P - VERIFICHE SULLE ALBERATURE: FINALMENTE ACCOLTA LA RICHIESTA



#cassinadepecchi 

#Alberature 


VERIFICHE SULLE ALBERATURE: FINALMENTE ACCOLTA LA RICHIESTA   


A seguito delle numerose richieste di verifica di alcune alberature nel 

Comune di Cassina de’ Pecchi - protocollate in passato - finalmente è stata determinata la  necessità di acquisire un servizio che comprende indagini fitostatiche visive e strumentali con prove diagnostiche su alberature di proprietà comunale.


Lenti come le tartarughe, serve “fare pressioni ogni giorno”, ma ogni tanto riesco a portare a casa un po’ di attenzione.


La richiesta è sempre stata quella - è spesso a nome e per conto di alcuni residenti preoccupati della condizione di alcune alberature nei pressi delle residenze - di verificare la loro stabilità, determinare il grado di pericolosità e garantire la pubblica incolumità.


All’interno dell’ente non esiste una figura professionale idonea allo svolgimento di queste analisi e pertanto per le specifiche competenze, è stato opportuno individuare un professionista esterno (dottore agronomo).


Adesso a lavoro.





AM

POZZO d’ADDA, Via UNITÀ D’ITALIA: UNA QUESTIONE PRIORITARIA E DELICATA

#PozzodAdda 

#MaggioNews


POZZO d’ADDA, 

Via UNITÀ D’ITALIA: UNA QUESTIONE PRIORITARIA E DELICATA  


Ore 18.50 - la situazione ancora invariata: numerose famiglie residenti in via Unità d’Italia ancora senza acqua calda e riscaldamento spento a casa di una rottura dell’impianto di “teleriscaldamento” realizzato in forza di una convenzione sottoscritto ad inizio gennaio del 2011 fra Comune di Pozzo d’Adda  e la Soc. ECO ENERGIA srl 


Questo fatto mette in EVIDENZA una questione in questi anni dimenticata, sempre affrontata solo per ragioni elettorali a ridosso del voto 

Io che non sono stato eletto, a distanza di 5 anni dalle prossime elezioni, comincio a parlarne perché non sia argomento strumentale ed elettorale.

Al di là del valore ambientale che possano rappresentare le energie rinnovabili, la CONVENZIONE presenta alcune  visibili storture (quanto meno “curiose”per taluni aspetti) che meritano approfondimenti da parte della nuova amministrazione.


Il Comune NON può girare la testa dall’altra parte rispetto ad GRAVE DISAGIO vissuto da una parte della cittadinanza, in quanto è parte  contraente di una convenzione che sta generando ciclici disservizi alle famiglie su un servizio primario.


Spero che il nuovo Sindaco voglia - prioritariamente - inserire l’importante questione nell’AGENDA POLITICA perché il disagio vissuto  di via Unità d’Italia NON È UN FATTO PRIVATO.


Fra “cessioni”, “diritti” e “doveri” accolti e accettati, vi è quello di garantire la piena funzione di un impianto che produce energia.








#staytuned

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Consigliere Comunale "Uniti per Cassina"

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