giovedì 16 febbraio 2023

IL FONDO "DOPO DI NOI"

 Il Fondo “Dopo di noi” è un serbatoio di risorse nato per mettere in campo delle specifiche tutele per le persone con gravi disabilità quando viene meno il sostegno familiare.

Per l’annualità 2022, il 3 febbraio 2023 il Ministero del lavoro ha stanziato 76.100.000 euro del Fondo da destinare alle Regioni, per avviare misure di sostegno rivolte a persone con gravi disabilità.

In questo post vi spiego cos’è il Fondo Dopo di noi, a chi si rivolge e quali misure per disabili finanzia.

Il Fondo Dopo di noi è una riserva di risorse pubbliche stanziate per garantire specifiche tutele alle persone con gravi disabilità prive di sostegno familiare. Previsto dalla Legge 112 del 22 giugno 2016 “Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare” dal 2016 ha messo a disposizione sostegni e aiuti per le persone con gravi disabilità.

L’obiettivo del provvedimento è garantire la massima autonomia e indipendenza delle persone con disabilità, consentendogli di continuare a vivere – anche quando i genitori non possono più occuparsi di loro – in contesti il più possibile simili alla casa familiare o avviando processi di deistituzionalizzazione.


Il Fondo è disciplinato da un decreto che che fissa i requisiti per le prestazioni a carico del Fondo. 

Le Regioni riceveranno 76.100.000 euro per avviare, mediante i Comuni o gli ambiti territoriali, le misure per i disabili gravi. 

Il Fondo si rivolge, finanziando diverse misure che vedremo in seguito, a tutte le persone con disabilità grave prive del sostegno familiare, senza limite d’età.


I requisiti e le modalità di accesso alle risorse sono stabiliti dalle Regioni mediante indirizzi di programmazione e previa valutazione “multidimensionale” effettuata da un’equipe di professionisti, regolamentate da ciascuna Regione, 

L’analisi è “multidimensionale” perché analizza le diverse dimensioni del funzionamento della persona con disabilità interessata, in prospettiva della sua migliore qualità della vita, almeno nelle seguenti aree:

  • cura della propria persona inclusa la gestione di interventi terapeutici;
  • mobilità;
  • comunicazione ed altre attività cognitive;
  • attività strumentali e relazionali della vita quotidiana.

Questa valutazione serve a formulare un progetto personalizzato per la persona con disabilità che individui gli specifici sostegni a lei necessari, a partire dalle prestazioni sanitarie, sociali e sociosanitarie. Il progetto personalizzato contiene anche il budget, quale insieme di tutte le risorse economiche, umane e strumentali.


Il Fondo Dopo di noi, come anticipato, funziona mediante l’erogazione di risorse alle Regioni secondo le quote stabilite un allegato al  decreto interministeriale del 21 dicembre 2022

Il Ministero eroga i fondi alle Regioni che li useranno per attuare misure in tutela di persone con disabilità grave che non abbiano una famiglia che li possa supportare.

Infatti, dal punto di vista legislativo e di programmazione degli interventi la materia è di competenza esclusiva delle Regioni, tranne la definizione dei livelli essenziali che rimane in capo allo Stato. Una volta erogati i finanziamenti statali, gli step da seguire sono questi:

  • le Regioni definiscono gli indirizzi della programmazione, propedeutica all’erogazione delle risorse che consentono poi di realizzare gli interventi sul territorio;
  • i Comuni, organizzati a livello di Ambiti territoriali, sono responsabili dell’attuazione concreta degli interventi e dei servizi. Effettuano prima una valutazione multidimensionale della situazione del disabile e poi, realizzano un progetto personalizzato per garantirgli il giusto sostegno.

L’accesso al Fondo viene organizzato in base a determinate priorità che vediamo qui di seguito.


L’accesso alle misure a carico del Fondo deve essere prioritariamente garantito alle persone che necessitino con maggiore urgenza degli interventi. Per definire le priorità, gli Enti territoriali devono mettere in campo una “valutazione multidimensionale” (articolo 2, comma 2 del Decreto interministeriale del 23 novembre 2016) tenendo conto di vari fattori quali:

  • le limitazioni dell’autonomia;
  • i sostegni che la famiglia del disabile grave è in grado di fornire;
  • la condizione abitativa e ambientale;
  • le condizioni economiche della persona con disabilità e della sua famiglia.

In esito alla valutazione, è in ogni caso garantita una priorità di accesso alle seguenti:

  • persone con disabilità grave mancanti di entrambi i genitori, del tutto prive di risorse economiche reddituali e patrimoniali, che non siano i trattamenti percepiti in ragione della condizione di disabilità;

  • persone con disabilità grave i cui genitori, per ragioni connesse, in particolare, all’età ovvero alla propria situazione di disabilità, non sono più nella condizione di continuare a garantire loro nel futuro prossimo il sostegno genitoriale necessario ad una vita dignitosa;

  • persone con disabilità grave inserite in strutture residenziali dalle caratteristiche molto lontane da quelle che riproducono le condizioni abitative e relazionali della casa familiare.

Ma quali sono le misure che vengono finanziate? Con le risorse del Fondo Dopo di noi possono essere finanziati i seguenti interventi:

  • percorsi programmati di accompagnamento per l’uscita dal nucleo familiare di origine, ovvero per la deistituzionalizzazione in soluzioni alloggiative che riproducono le condizioni abitative quanto più possibile proprie dell’ambiente familiare;

  • interventi di supporto alla domiciliarità in soluzioni alloggiative di tipo familiare e di co-housing, che riproducono le condizioni abitative e relazionali della casa familiare;

  • programmi di accrescimento della consapevolezza, di abilitazione e di sviluppo delle competenze per la gestione della vita quotidiana e per il raggiungimento del maggior livello di autonomia possibile, e, in tale contesto, tirocini finalizzati all’inclusione sociale, all’autonomia delle persone e alla riabilitazione;

  • interventi di realizzazione di innovative soluzioni alloggiative, mediante il possibile pagamento degli oneri di acquisto, locazione, ristrutturazione e messa in opera di impianti e attrezzature necessarie per il funzionamento degli alloggi medesimi, anche sostenendo forme di mutuo aiuto tra persone con disabilità;

  • in via residuale, interventi di permanenza temporanea in una soluzione abitativa extra familiare.

Una «multa morale»

Ho proposto all’Amministrazione locale di Cassina d/P - con lettera indirizzata all’assessore DeSantis - di avviare una bella campagna educativa presso le scuole del nostro territorio 


L’idea è positiva e utile a costruire nobili sensibilità fra le nuove generazioni, oltre che a “redarguire” gli adulti che ancora non le hanno sviluppate 


Un progetto da introdurre nel PdS (Piano diritto allo Studio) ed è per questo che - attraverso la mia costante attività di proposta - ho provato attraverso una richiesta scritta a sensibilizzare l’assessorato.


Parcheggiare in doppia fila, sui marciapiedi o negli spazi riservati a disabili/donne incinte non saranno comportamento vietati dal solo Codice della Strada ma comporteranno una doppia sanzione.


Alla sanzione della Polizia locale dei vigili potrebbe sommarsi quella «virtuale»

degli alunni delle scuole locali.


Il progetto - che dovrà coinvolgere la parrocchia - potrà essere costruito all’interno delle scuole mediante il coinvolgimento della direzione ICS, docenti 

bambini e ragazzini che 

affiancheranno la polizia locale in modo da distribuire

«segnalazioni di civiltà» agli automobilisti indisciplinati.


Una campagna di informazione dovrà promuovere adeguatamente l’iniziativa, dalle locandine

informative in negozi, bar e spazi pubblici (biblioteca, oratorio e affissioni varie) 


Il coinvolgimento e la disponibilità del corpo docente (come sempre si è riscontrato su temi di educazione civica) favorirà   l'attività di educazione stradale nelle classi, con la valida collaborazione della polizia locale.


Il progetto, infine, potrebbe prevedere un coinvolgimento dei genitori degli alunni (oltre alla distribuzione dei volantini e locandine) con un momento di analisi finale delle “multe elevate” dai giovani protagonisti e delle circostanze che hanno portato alla sanzione. 


Spero che l’assessore voglia rispondere positivamente alla proposta, 



mercoledì 15 febbraio 2023

ALTRO DISASTRO: BUFERA SULLA NUOVA VIABILITÀ

 #cassinadepecchi


ALTRO DISASTRO: BUFERA SULLA NUOVA VIABILITÀ 


Seguo con grande interesse l’ennesima bufera che si è abbattuta sull’amministrazione Balconi.


Abbiamo imparato che sono sempre pronti a fare selfie e accreditarsi indebitamente meriti, mentre spariscono dai social quando si registrano flop 


Una gestione pessima, a poco più di un anno dal termine legislatura oramai lacerata da divisioni interne.


Una vittoria di misura li ha portati a governare, se andassimo a votare oggi non vincerebbero più.


Non ne azzeccano una neanche per dovere di “statistica”.


Eppure - ricordo bene - che quando esisteva la schedina del totocalcio era molto improbabile fare “13” ma sbagliarle tutte era ancora più difficile.


😂😂😂😂😂 


Al quarto anno possiamo dirlo: ci stanno riuscendo 😂 il record è alla portata della Balconi e i suoi assessori.


Oggi è entrato in vigore il nuovo senso unico a Sant'Agata e sto assistendo ad una vera sommossa popolare 


Continuo a ricevere messaggi Whatsapp (3357992244) contro la scelta viabilistica, contro gli assessori che “…hanno deluso la frazione che li ha votati in massa” 


Una scelta che ha sollevato una forte protesta, un senso unico in via XXV Aprile - nel tratto compreso tra via del camposanto e via IV Novembre - che presenta molti punti critici.


La direzione di marcia sarà verso sud, ossia verso Vignate, mentre chi proviene dalla Cassanese e percorre la via XXV aprile verso nord  dovrà imboccare via IV Novembre e poi via Don Vismara.


Ma non è finita:


l'inversione del senso unico di marcia in via Sandro Pertini da intersezione pista ciclabile ad intersezione via XXV Aprile con direzione da via Don Colombo verso via XXV Aprile.


La scelta è stata subito bocciata dai cittadini che sui social hanno scritto tutta la loro contrarietà (“Trovo che sia una grossa idiozia”, “Voglio vedere quando i mezzi pesanti o anche solo i trattori, dovranno deviare nelle strade residenziali, ci sono bambini e le fermate dello scuolabus”, “Speriamo che ci ripensino”, “avrei evitato il passaggio davanti a un asilo dove negli orari di punta c’è già abbastanza confusione”, “Ci mancavano i trattori e tir”, “Il traffico va diminuito, non aumentato, davanti alle scuole”, “Non vedo l'ora che finiscano questi cinque anni da incubo”, “ Vedremo a breve cosa accadrà a livello di incidenti a incrocio di via don Vismara”, “faranno finta di non aver sbagliato con questa genialata”, “Ufficio complicazioni cose semplici.

La motivazione? La sicurezza? Qualcuno ha fatto male i conti”) 


Centinaia di commenti sulle varie piattaforme social ed ecco che il Sindaco si sveglia dal torpore e con 

un frettoloso comunicato prova a mettere una pezza “…è una sperimentazione”.


Ora, non è la prima volta che in amministrazione imbalsamata prova a fare qualcosa e registra un flop 


Sulla “viabilità” sbagliano tuttora , qualsiasi cosa gli salti in mente 


Ma la questione più GRAVE è che persone senza alcuna competenza viabilistica so inventino “rivoluzioni viabilistiche” senza confrontarsi con nessuno. 


Si svegliano la mattina e istituiscono divieti, senza un briciolo di condivisione e confronto con il paese 


Con le attività commerciali che dal provvedimento risultano gravemente penalizzate.


Sbagliano tutto quello che fanno, perché sono scarsi

(Come tanti) ma più di altri non sentono la necessità di “parlarne con paese” di interpretare il sentimento 


Un Sindaco distante, poco empatico, che - dobbiamo sperare - faccia le valigie prima che termini la legislatura.


Mi auguro che all’interno della coalizione di governo vogliano staccare la spina (non solo a parole) per dare una possibilità a Cassina di avere un futuro diverso dal ritorno del PD 


_AM_

giovedì 9 febbraio 2023

Lombardia 20 ventitré: CON LUCIA LO PALO

 L’UDC non parteciperà alla competizione elettorale di tipo regionale, per questo ho deciso di sostenere la mia cara amica Lucia Lo Palo candidata al consiglio regionale nella lista di fratelli d’Italia


Contano le persone e la presenza sul territorio 


 Una scelta maturata all’interno di Lombardia 20Ventitre 


Realtà che nasce nel 2020 dal desiderio di persone, impegnate già nel politico e nel sociale, di aggregarsi per meglio portare avanti la tutela dei valori alla base delle loro scelte; 


nasce con un programma di iniziative di sensibilizzazione ed informazione, con il desiderio di mettersi al servizio - nelle varie realtà - Lombardia 20Ventitre nasce nel 2020 dal desiderio di persone, impegnate già nel politico e nel sociale, di aggregarsi per meglio portare avanti la tutela dei valori alla base delle loro scelte; 


nasce con un programma di iniziative di sensibilizzazione ed informazione, con il desiderio di mettersi al servizio - nelle varie realtà - del bene comune, in assonanza con la sede nazionale UDC.



Nasce anche con la speranza di poter dare una casa più ampia e partecipata ai valori in cui credono nella elezione del nuovo Consiglio Regionale della Lombardia.



Purtroppo questo obiettivo non ha potuto essere raggiunto, l'UDC - nonostante l'impegno profuso - si è visto respingere le liste insieme agli amici che avevano condiviso la presentazione dei Candidati della Lista e dopo avere fatto presente in ogni sede possibile le sue ragioni non ha potuto fare altro che accettare il giudizio, pur ritenendolo comunque viziato da una mancanza di chiarezza legislativa.



Ciò nonostante i candidati aderenti a Lombardia 20Ventitre nella stragrande maggioranza non hanno smesso un solo giorno il loro impegno con incontri di carattere territoriale a sostegno del Presidente - l'amico Attilio Fontana - che ha dimostrato, in ogni sua scelta, un grande impegno, un amore infinito per la nostra terra lombarda ed ha saputo gestire con capacità un periodo tragico, sempre con un atteggiamento di compostezza e consapevolezza facendo squadra.


A lui tutta la nostra stima ed il nostro impegno nella certezza che la Lombardia - che lui ha saputo incarnare in una difficile gestione - ha bisogno di persone come lui che sappiano amarla e mettersi al suo servizio intuendon le infinite potenzialità e quindi la necessità di dotarla di tutto quanto occorre perché la Lombardia continui ad essere il motore d'Italia e dell'Europa nel mondo.



Condividendo nella sua interezza il programma del Presidente Fontana abbiamo individuato le basi di ogni nostra scelta ed a lui quindi va la nostra incondizionata fiducia. 


Altrettanta attenzione abbiamo dedicato alla Lista di Fratelli d'Italia individuando e sostenendo al suo interno donne e uomini che hanno voglia di guardare in alto e di ritrovare la capacità di guardarsi negli occhi.



Tra questi un'amica che è anche tra i soci fondatori di Lombardia 20Ventitre, la candidata LUCIA LO PALO.



Vogliamo impegnarci infine - in qualunque ambito - a far tornare la " Politica", quella con la P maiuscola che si declina con formazione, attenzione alle persone, ambito di carità quanto mai difficile, faticoso e pieno di rischi : senza la Politica vera e donne e uomini veri - come l'amico FONTANA la nostra Lombardia, la nostra Italia ed anche la nostra Europa rischiano di diventare senz'anima.


LOMBARDIA 20 VENTITRE 


sabato 28 gennaio 2023

sulle ELEZIONI REGIONALI

Come molti di voi avranno saputo, la lista per la quale avevo accettato la candidatura - in sostegno del presidente Fontana (coalizione di centro destra) - non è stata ammessa alla competizione elettorale di tipo regionale (12/13 febbraio). 

Impossibile tradire l’amarezza per l’esclusione, come “…una chiara occasione da gol fermata sul più bello”.

Neanche il ricorso al TAR (VAR se vogliamo il paragone calcistico) ha invertito di esiti: confermato il fuorigioco 

Detto questo - fortunatamente - ho 

 sempre in mente il bicchiere mezzo pieno e da questa delusione ho riscontrato una certezza:  sono tanti i Cittadini attenti alla mia attività amministrativa, fra un anno e mezzo si torna al voto a Cassina e ci sarò ancora.

In che ruolo lo decideranno gli elettori

La tornata elettore del 12/13 febbraio è il primo test per la maggioranza di governo e per le opposizioni. 

Si vota per decidere chi governerà nelle due regioni (Lombardia e Lazio)

Una campagna elettorale inesistente racconta due cose: rassegnazione del PD (alleato con i 5 stelle) rafforzata dai sondaggi  (schiaccianti quello pubblicati oggi)

La certezza di vittoria di Fontana da una parte e dall’altra la speranza del PD che  il miracolo possa avvenire dall’astensionismo hanno abbassato i toni di una campagna elettorale che importa più ai singoli candidati in competizione per il seggio 

In Lombardia alle elezioni politiche il 25 settembre 2022 ha votato il 70 per cento, nel Lazio il 64,3.

Nel 2018, alle ultime regionali, lo 
stesso giorno delle politiche, in Lombardia votò il 73 per cento, nel Lazio il 66,4. 

Tra due settimane saranno molti di meno, ma la notizia non è il disinteresse degli elettori, è il 
disimpegno dei partiti.

Ripeto, una gara fra chi è certo di vincere con  minimo sforzo e chi - spera - che solo l’astensionismo possa cambiare le sorti della competizione elettorale 

I giornali di scuderia PD non danno alcun rilievo mediatico, poche iniziative sui territori dei partiti, un naturale dinamismo dei singoli candidati (che concorrono legittimamente ad un Seggio) 

La sfida lombarda è volutamente - dal punto di vista politico - addormentata. 

Priva di argomenti e contenuti. 

“Vota me perché gli altri sono cattivo, vota me perché sono bravi”

Al netto di qualche candidato più consapevole, chiunque chiede il voto senza spiegare per cosa.

La scelta del CSX di dividersi tra i candidati di Pd-5 Stelle (Majorino) e Terzo Polo (Moratti) rappresenta una strada in discesa per  centrodestra 

Fontana vincerà senza innestare una marcia tantomeno accelerare (con argomenti).

Le  due regioni al centrodestra senza grandi patemi mentre la disaffezione dal voto non può essere solo un dato politico di convenienza  o opportunità ma un dramma sociale, un vero allarme.

La campagna elettorale bianca, senza elettori, senza dibattito pubblico, produce un distacco della politica dal corpo sociale e dal suo ruolo (dovere) di rappresentare. 

Mi spiace davvero di esser stato escluso dalla competizione, perché sono decenni che parlo di temi reali e sarei stato attento alle (croniche) istanze territoriali 

E certamente una novità in un panorama blindato e cristallizzato. 

Pazienza.
 
Ad ogni modo GRAZIE A TUTTI VOI che avete stimolato il sogno e soprattutto - per un attimo -  reso credibile 

Mi fermo qui. 


_AM_

venerdì 20 gennaio 2023

REGIONALI: PRESENTATO IL RICORSO.

 Amici, come anticipato nel corso dei precedenti messaggi, siamo in attesa di conoscere le decisioni del TAR rispetto al riscorso presentato 


Il condivisibile intento della Legge - che prevede migliaia di sottoscrizioni a corredo della presentazione - è contenere “il proliferarsi di liste e listarelle organizzate da 4 amici al bar”e occorre precisare che non è alla nostra lista che è rivolto 


Pur avendo rappresentanti in Senato abbiamo dovuto raccogliere sottoscrizioni perché al simbOlo sono state effettuate alcune modifiche  

(Anche cromatiche, sfondo blu)


Ma è rappresentato in Parlamento e vanta lo scudo crociato la cui storia non ha certo ragioni da spiegare.


Sono state raccolte migliaia di sottoscrizioni in poche ore, un record, persone che hanno sottoscritto perché hanno scelto di offrire la  possibilità a partecipare a questa  competizione elettorale .


Il sistema - in considerazione del grande astensionismo registrato alle ultime tornate elettorali - ha bisogno di mostrarsi inclusivo, non esclusivo di parte del corpo elettorale.


Migliaia di aventi diritto al voto hanno sottoscritto il desiderio di non perdere "....la pluralità che il confronto democratico deve garantire".


Auspico che la questione si risolva al TAR e i motivi ostativi sollevati possano trovare soluzione per garantire AGLI ELETTORI più opzioni e maggiore pluralismo delle scelte, seppur nel rispetto delle procedure di legge e del ruolo della Pubblica Amministrazione.


Siamo fra le pochissime liste che ha dovuto superare questi “scogli normativi”(raccogliere le migliaia di sottoscrizioni in poche ore è davvero difficile) per esser presente alla competizione e serve uno Stato che voglia  aiutare la manifestazione di posizioni politiche reali (ripeto, siamo rappresentati in parlamento)  agevolando espressioni e praticabilità della partecipazione alla vita politica.


E' un atto dovuto non solo verso noi ricorrenti, sottoscrittori e per tutti i cittadini.


La burocrazia che incombe verso chi ha il dovere di raccogliere - in poche ore - migliaia di sottoscrizioni è volutamente complessa, impegnativa ma non può ostacolare l'esercizio democratico di chi sceglie di mettere se stesso a servizio delle istituzioni.


Grandi partiti e chi trova escamotage (apparentamenti o altro) non hanno incombenze e questi meccanismi burocratici sono soltanto un pezzo di quel muro tra la partecipazione popolare e il potere decisionale. 


Le firme sono state raccolte, non può essere un accento o una data di nascita sbagliata (nel modulo) a determinare esclusione.


Eventuali e presunti errori nella presentazione delle lista non dovrebbero fermare lo svolgimento democratico di una competizione.


Confido nel TAR, spero che i problemi che hanno portato all’esclusione della lista non siano ostativi e che sia garantito il pluralismo e la libertà di scelta di cui i lombardi hanno bisogno


AM

mercoledì 11 gennaio 2023

MISURA B2: ANCORA RITARDI DEL COMUNE

 


#cassinadepecchi


FONDO PER LE NON AUTOSUFFICIENZE: ANCORA RITARDI DA PARTE DEL COMUNE.

La Giunta regionale ha approvato lo stanziamento delle risorse di cui al Fondo per le Non Autosufficienze e il Programma operativo regionale FNA 2018 relativo alle Misure a sostegno delle persone con disabilità gravissima e con disabilità grave (o comunque in condizione di non autosufficienza) e il Comune di Cassina registra i SOLITI RITARDI nell’assegnare i fondi alle famiglie aventi diritto.

Perché il nostro Comune continui ad umiliare le attese delle famiglie resta un mistero e i ritardi non possono esser giustificabili con la classica versione “eccessivo carichi di lavoro degli Uffici sotto organico”  

Sono fondi regionali che finanziano un buono sociale per caregiver familiare erogato con liquidazioni trimestrali.

La sola prima erogazione infatti comprende l'importo pari a quattro mensilità ma in Comune si ammettono i ritardi ma non si riesce a superare l’affanno strutturale su temi delicati e importanti come la Misura B2

Il Fondo regionale che i Comuni devono solo assegnare ai beneficiari hanno come nobile 
obiettivo quello di mantenere a domicilio le persone con disabilità gravissima o grave e gli anziani non autosufficienti ai fini del miglioramento della qualità della vita.

Tocca rendere merito alla Regione Lombardia che - ogni anno - con Assestamenti di Bilancio offre un servizio economicamente calibrato alle realtà riscontrate e quindi attenzione alle situazioni delle categorie più fragili.

ECCO UN ESEMPIO CONCRETO DO COME I RITARDI DI UN COMUNE POSSONO INFICIARE AZIONI POSITIVE DI REGIONE  LOMBARDIA

martedì 3 gennaio 2023

PAPA BENEDETTO XVI: UN RICORDO

Con la morte del Papa emerito riaffiorano alcuni ricordi, uno di circa 15 anni fa.

A seguito dell’impossibilità del Santo Padre di far visita all'ateneo La Sapienza di Roma, per la protesta di studenti accompagnati da 67 professori (circa l’1,4% del corpo docente della Sapienza) patetici e nostalgici sessantottini, dichiaratosi contrari alla partecipazione del Papa all’inaugurazione dell’anno accademico presso l’Università, mi venne spontaneo predisporre una Mozione da proporre al Consiglio (fui il primo firmatario nonché relatore)

Il testo della Mozione ”Per una laicità meno esasperata”aveva un forte messsggio e valore simbolico, tra i suoi obiettivi quello di “far pervenire al Santo Padre, il più sincero rammarico per gli episodi di intolleranza accaduti all’Università La Sapienza”.

Seppur proposta dallo scrivente consigliere democristiano di opposizione (UDC) il testo fu approvato in aula grazie all’allora Sindaco di Cassina Simona Ginzaglio, sostenuta  da una variopinta coalizione di centro-sinistra, assai eterogenea e fatalmente litigiosa (che di lì a dopo sarebbe capitolata a causa dei contrasti interni per ragioni urbanistiche)

La contestazione preventiva al Papa fu certamente il punto più basso del  fronte laici-cattolici, la minaccia di una clamorosa contestazione - un sit-in antipapalino - fu la manifestazione di un “Fascismo rosso” strisciante  nelle scuole, al quale serviva inoltrare condanna morale.

"Non vogliamo Ratzinger nel tempio della conoscenza perché troppo reazionario” scritto dagli studenti - supportato dai 67 docenti - non piacque comunque al mondo politico.

Ad ogni modo, a seguito delle vergognose proteste, la Santa Sede decise di declinare l'invito e la solidarietà politica nazionale verso Benedetto XVI  ( “…il Papa non deve entrare all'Università “La Sapienza") fu unanime

Al netto -ovviamente - di comunisti (vetero, post e neo) che rimasero isolati nel loro odio viscerale alle prese con le solite funamboliche e   filosofeggianti in difesa delle contestazioni.

nella nostra piccola Cassina furono 3 ad astenersi dal votare favorevole alla Mozione, di votare favorevole all’espressione di solidarietà nei confronti del Papa e della netta condanna nei confronti di fascisti rossi e della vigliaccata senza rispetto di una guida spirituale, di un capo di Stato.

Peraltro tre assessori.

La verità, è che c’era poco da filosofare e chi fu (ed è ancora, forse) disposto a tollerare le preclusioni al confronto avvenute all’Università, si rende (come si rese allora) incoerente difronte  alle giuste condanne nei confronti degli studenti fascisti, che nel 23/24 impedirono di parlare a due storici fiorentini del calibro di Salvemini e Calamandrei. 

Oggi ricordo con orgoglio quella “…solidarietà forte e convinta a Benedetto XVI, perché nessuna voce deve tacere nel nostro Paese, a maggior ragione quella del Papa”.

Ricordo con piacere la compattezza della politica nazionale, di quasi tutto l’arco costituzionale, le parole dell’allora Presidente della Repubblica Napolitano (“esprimo viva condanna per inammissibili manifestazioni di intolleranza e preannunci offensivi che hanno determinato un clima incompatibile con le ragioni di un libero e sereno confronto”) 

Un post 

_AM_



PNRR: SEMPLIFICARE e ADEGUARE

 #PNRR 


Di PNRR (il Piano nazionale di ripresa e resilienza, approvato nel 2021 per rilanciare l'economia del nostro Paese) ne parlano tutti i giornali, ma - a mio modesto parere - nessun ha colto un aspetto importante.


Perché se da un lato è vero che la Corte dei conti - nel corso della propra attività di controllo monitoraggio - ha dato una sonora stilettata ai Comuni Lombardi in relazione alla gestione dei fondi del PNRR è altrettanto vero che - se vogliamo davvero rispettare i tempi di attuazione - occorre adeguare le norme e semplificare procedure  


La delibera dei magistrati contabili, che consiglio di leggere solo agli addetti ai lavori e che “traduco e semplifico la comprensione” racconta dell’esistenza di un problema nella carente delibera “copi-incolla” approvata dai Comuni.


Premesso che questo rilevo appare inopinabile, credo che per migliorare i tempi di  gestione delle risorse PNRR manchi - più di ogni altra cosa - l’intervento governativo per snellire normative 

varate per accedere ai fondi del Prrr


Per comprendere quanto il “ginepraio di norme” sia 

estremamente complesso e particolarmente difficoltoso, basti pensare che anche Comuni strutturati come Milano stanno mostrando alcune difficoltà e speriamo non vadano in affanno con i Centinaia di milioni di euro andranno a gara quest’anno per i progetti cittadini, i cui frutti si dovranno vedere, salvo intoppi, entro il 2026


E coniugare la ripresa economica, favorita dalle ingenti risorse dei fondi comunitari, con il rispetto di un impianto legislativo  farraginoso e non rispondente ad un’esigenza di rapidità di spesa pubblica  dovuta ai tempi di assolvimento dei dettami di regolamenti comunitari.


Giusto avere valido sistemi di verifica, ispirati al controllo dei fondi strutturali europei e orientato alla prevenzione, individuazione e contrasto di gravi irregolarità ma coniugato con un approccio volto alle 3 E

(efficiente, efficace ed economico)

giovedì 29 dicembre 2022

BANDO INCLUSIONE. POZZO, CHE PECCATO

Ci sono occasioni da sfruttare, sicuramente meglio del passato, ma bisogna farlo senza continuare a perdere occasioni.

I Comuni - mai come in questo periodo storico - sono inondati di opportunità, contributi ministeriali , finanziamenti regionali per concretizzare programmi elettorali e dar vita a strutture e infrastrutture.

Mai come in questo periodo - iniziato con la politica espansiva post periodo pandemico e per aiutare la ripresa - è sufficiente avere un’idea per farsela finanziare da Governo, ministero o Regione Lombardia 

A patto che un’idea esista 

Pozzo d’Adda resta al palo sul BANDO INCLUSIONE mentre vengono finanziati da Regione 412 parchi gioco inclusivi, 32 percorsi naturalistici accessibili, 2 progetti di ristrutturazione di strutture semiresidenziali per persone con disabilità e 4 servizi in ambito sportivo. 

Questa infatti la declinazione dei 450 progetti, per un totale di 13 milioni di euro.

Il bando inclusione promuove l’accessibilità universale partendo dai territori, interventi in grado di favorire processi di socializzazione e di inclusione delle persone, comprese quelle con disabilità motorie, sensoriali, intellettive, e con altre fragilità.

Nel corso della scorsa legislatura fu finanziato un piccolo parco giochi inclusivo in via Taviani, un autentico pasticcio della precedente gestione, ancora oggi incompleto e con grandi difficoltà di rendicontazioni all’ente finanziatore (Regione) 

Ma il fatto di aver avuto precedenti gestioni sciagurate non deve distruggere il “sogno resiliente” di mettere a disposizione dei bambini lombardi parchi gioco senza barriere architettoniche e sicuri.

La Regione ha già finanziato 343 parchi inclusivi, per un totale di 9,5 milioni di euro a favore dei Comuni lombardi e non tutti avranno avuto la sfortuna di essere amministrati così male come lo è stato Pozzo in passato 

A differenza di altre occasioni, l’attuale Giunta ha perso l’occasione di marcare con più forza la differenza dal (e con il) passato.

L’accessibilità universale come punto fermo per le azioni di questo assessorato e soprattutto mettendo sempre al centro le persone, i bambini e le famiglie e il loro diritto di poter vivere una vita serena e inclusiva anche nei momenti ricreativi e di divertimento, in particolare per i più piccoli.

Di seguito ecco quindi i dettagli dei 450 interventi finanziati per 12.994.167 euro, per province e tipologia di azione (parchi inclusivi, percorso naturalistico accessibile e ristrutturazione o riqualificazione di strutture semiresidenziali per disabili).

Linea 1 – Parchi inclusivi
  • Bergamo 71 progetti per 2.046.659,92 euro;
  • Brescia 64 progetti per 1.896.351,20 euro;
  • Como 33 progetti per 939.760,16 euro;
  • Cremona 40 progetti per 1.121.661,17 euro;
  • Lecco 34 progetti per 992.191,32 euro;
  • Lodi 16 progetti per 992.191,32 euro;
  • Monza e Brianza 9 progetti per 256.605,69 euro;
  • Milano 33 progetti per 947.431,29 euro;
  • Mantova 21 progetti per 614.861,50 euro;
  • Pavia 48 progetti per 1.370.708,87 euro;
  • Sondrio 12 progetti per 345.307,05 euro;
  • Varese 31 progetti per 904.094,47 euro.
TOTALE 412 progetti per 11.900.740,65 euro.
Linea 2 – Percorso naturalistico accessibile
  • Bergamo 7 progetti per 198.047,01 euro;
  • Brescia 6 progetti per 174.641,87 euro;
  • Como 2 progetti per 53.853,43 euro;
  • Lodi 1 progetto per 29.845 euro;
  • Monza e Brianza 1 progetto per 29.228 euro;
  • Milano 4 progetti per 113.063,35 euro;
  • Mantova 4 progetti per 113.814,92 euro;
  • Pavia 1 progetto per 28.500 euro;
  • Sondrio 2 progetti per 58.182,70 euro;
  • Varese 4 progetti per 112.441,97 euro.
TOTALE 32 per 911.618,25 euro
Linea 3 – Ristrutturazione o riqualificazione di strutture semiresidenziali per disabili
  • Monza e Brianza 1 progetto per 31.634,11 euro;
  • Lodi 1 progetto per 63.949,08 euro.
TOTALE 2 progetti per 95.583,19 euro.
Linea 4 – Servizi in ambito sportivo
  • Mantova 1 progetto per 10.000 euro;
  • Brescia 1 progetto per 30.000 euro;
  • Cremona 1 progetto per 18.568,85 euro;
  • Bergamo 1 progetto per 27.656,26 euro.
TOTALE 4 progetti per 86.225,11 euro.

Fra i Comuni che hanno ricevuto il finanziamento  troviamo Masate Carugate Cassano  Trezzo Inzago Cambiago Inzago Melzo Cassinetta Arese Pero GAGGIANO Sedriano Vizzolo Binasco a Cormano Mediaglia Cassima  nerviano arconate Motta visconti e tanti altri … 

Pozzo assente ingiustificato visto che su bandi economicamente più  significativi si sono attivati 

Strano



martedì 27 dicembre 2022

REDDITO ALIMENTARE

 #leggebilancio2023

#redditoalimentare


Durante l’esame in commissione bilancio è stata approvata una norma che istituisce, nello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali un Fondo, con una dotazione pari a 1,5 milioni di euro per il 2023 e 2 milioni di euro a decorrere dal 2024, destinato a finanziare, nelle città metropolitane, la sperimentazione del Reddito alimentare, quale misura per combattere lo spreco e la povertà alimentare. 


Il beneficio è finalizzato all’erogazione ai soggetti in condizioni di povertà assoluta, di pacchi alimentari realizzati con l’invenduto della distribuzione alimentare, da prenotare mediante una applicazione e ritirare presso uno dei centri di distribuzione ovvero ricevere nel caso di categorie fragili. 


Le modalità attuative della disposizione, la platea dei beneficiari, le forme di coinvolgimento dei soggetti del terzo settore sono definite con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del provvedimento in esame.

Da quanto si legge dalla proposta il reddito alimentare costituisce una sperimentazione contro lo spreco e la povertà alimentare che partirà dalle Città metropolitane, con l’intenzione di essere estesa via via anche alle altre realtà territoriali, magari attraverso il coinvolgimento dei Comuni (e terzo settore) per progetti di politiche sociali da attuare insieme per il territorio 

Al momento ci sono solo ipotesi - alcune accreditate perché provenienti da fonti credibili - ossia che i pacchi alimentari potranno essere prenotati mediante un’applicazione smartphone (app online da cellulare) e ritirati presso uno dei centri di distribuzione. 

I soggetti fragili, i pensionati e i non autosufficienti, probabilmente, riceveranno questo aiuto direttamente a casa


#StayTuned



giovedì 22 dicembre 2022

POZZO D’ADDA, IL DRAMMA RACCONTATO IN UN DATO

 #PozzodAdda 

La situazione a Pozzo d’Adda è grave, lo sappiamo tutti e - più o meno - siamo consapevoli che non sarà l’attuale amministrazione a condurre “fuori dal guado” il Comune.

E questo lo dico al netto della buona volontà dei Singoli  e della capacità di alcuni rappresentanti.

Per il momento mancano elementi per commentare la   “visione complessiva” di chi governa, servirà ancora un po’ di tempo perché si possa cominciare ad esprimere giudizi sull’operato do questa giunta.

Oggi l’esecutivo è ancora alle prese con la “sistemazione di una macchina pubblica” (ossia il Comune) che presenta annosi deficit strutturali e che auguro al Sindaco di poter riuscire nell’impresa  

 Oggi però scriverò di un altro problema, grave, che merita qualche riga sul blog  

La deliberazione del Consiglio Comunale n. 17 del 31/05/2022 - con la quale è stato approvato il rendiconto di gestione per l'esercizio finanziario 2021 - rappresenta la misura di un dramma, che Pozzo d’Adda sta vivendo a causa dell’incapacità amministrativa dei precedenti amministratori.


Una situazione davvero imbarazzante maturata in un Consiglio comunale (scorsa legislatura) incapace di esprimere posizioni di indirizzo e - soprattutto - “raccontarsi” ai cittadini.


Evidenzio un dato su tutti, l’Avanzo di amministrazione 2021 di €

3.607.204.94 e questo basta a “bocciare senza margini di perdono” passata gestione amministrativa e tutti i rappresentanti. 


Per comprendere la gravità di quanto scrivo, servirà qualche minuto di tempo.

A me per scrivere e a voi per leggere 


Per ovvie ragioni non posso ripercorrere il lungo percorso del Patto di Stabilità, tema che conosco bene per aver subito - da assessore ai lavori pubblici (2009-2014) - la “stupidità” di uno strumento che vietava agli enti locali di soldi giacenti in cassa 


Chi segue il blog (aperto nel 2007) conosce le mie proteste sul tema dei vincoli imposti sulla finanza pubblica di quegli anni. 

Il 2012 fu drammatico.


Immaginate cosa può voler dire per un amministratore “chiedere ai cittadini la compartecipazione alla spesa pubblica attraverso la tassazione generale e non poter spendere i soldi in cassa a causa di un debito pubblico nazionale da dover risanare” 


Alle proteste inascoltate dei singoli (anche mie, molte e frequenti) dei primi anni, seguirono quelle più strutturate a regia ANCI 


La fine del tunnel di incomincio ad intravedere con la presidente de consiglio a guida Renzi, non a caso ex amministratore locale (Sindaco) ebbe chiaro il passaggio 


Con la legge di bilancio del 2019 si è definitivamente chiusa la triste pagina di limiti alla finanza locale  (generalizzata, quindi stupida perchd incapace di affrontare la differenza fra Comuni e Comuni)  


Fu l’anno che la revisione della regola del pareggio di bilancio degli Enti consenti, sul piano pratico, la possibilità di un ampio utilizzo degli avanzi di amministrazione


La regola del pareggio per gli Enti territoriali, precedentemente stabilita dalla L. 243/2012 sulla base di un saldo contabile costruito escludendo alcune poste sia dal lato delle entrate che da quello delle uscite era definitivamente superata e il 2019 fu l’anno nel quale tutti i Comuni tirarono  fuori i progetti giacenti nei cassetti degli uffici tecnici comunali e mandarono a gara opere pubbliche milionarie


E mentre i Comuni finanziavano - con i fondi giacenti in tesoreria bloccati da regole di attuazione di uno strumento di finanza pubblica che ne impedivano la spesa - POZZO dormiva sogni tranquilli 


Oggi qualcuno deve delle scuse al paese per non aver amministrato il Comune



_AM_


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Consigliere Comunale "Uniti per Cassina"

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