martedì 18 marzo 2025

POZZO, UN APPELLO IN DIFESA DEL TERRITORIO

E' ARRIVATO IL MOMENTO DI DIRE BASTA. 

INSIEME. 

Nel Comune limitrofo - Inzago - la politica mostra un'altra reattività rispetto a quella storicamente mostrata a Pozzo su temi di una certa rilevanza sociale e ambientale.


Basti pensare le "violenze" subite negli ultimi decenni, con previsioni urbanistiche devastanti concretizzatesi sempre a ridosso dei confini comunali, una volta il Biogas (Masate), altra volta cava, altra volta centri logistici (Vaprio).

Nel migliore dei casi, i rappresentanti del popolo pozzese - maggioranza e opposizione - sono stati distratti (come sempre)

Nel peggiore hanno girato la testa dall'altra parte

Nel mio umile ruolo di Cittadino (un semi-appassionato osservatore piuttosto disilluso) spero che il Consiglio comunale possa esprimere una posizione chiara e di contrasto rispetto al nuovo impianto di trattamento rifiuti Systema previsto a Inzago.

A dimostrazione del fatto, che nei paesi limitrofi alberga un'altra (strutturata) coscienza politica rispetto al nostro Comune, vi sono i sistematici interventi in materia ambientale, sovracomunale, per una difesa del territorio sincera

E la sincerità l'ho trovata nelle parole di chi ha organizzato l'assemblea pubblica promossa da partiti (che non ho mai votato e mai voterei) per chiedere a Città Metropolitana un NO chiaro al rilascio dell'autorizzazione.

Gli organizzatori hanno palesato la sincera posizione di contrarietà quando hanno dichiarato «la nostra non è un'azione contro l'amministrazione comunale, semmai a supporto. Questa battaglia va combattuta insieme, per i nostri figli e nipoti». 

Con coraggio, vista la consapevolezza di promuovere una petizione contro la decisione di un Ente - Città Metropolitana - governata dai loro stessi partiti. 

Il nuovo impianto proposto oggi da System tratterà, su carta, 60 mila tonnellate l'anno di rifiuti speciali non pericolosi. 

La gran parte 'uscirà' dall'impianto trasformata: combustibili, granuli, polipropilene, pellets e pvc, metallo da recupero. 

 La Regione fissa un tetto a 145mila metri cubi di rifiuti per km quadrato. 
A Inzago siamo già a 291mila, più del doppio. 

La Petizione promossa ad Inzago sarà indirizzata a Città Metropolitana e chiederà di "....non autorizzare l'impianto di trattamento e recupero" e i Comuni come Pozzo d'Adda DEVONO poter esprimere una posizione possibilmente "condivisa e unitaria"

Il mio umile appello è quello di costruire una Mozione consiliare - da approvare ad unanimità -  che possa dare un mandato forte al nostro Sindaco per esprimere una ferma contrarietà sull'ennesima violenza del nostro territorio.

Un tema sul quale mi aspetto unità di tutti i rappresentanti consiliari.


_AM_


martedì 4 febbraio 2025

POZZO: CI ERAVAMO DIMENTICATI DEL PARCHEGGIO!!!




L’Amministrazione di Pozzo d'Adda ha avviato l’iter di progettazione per realizzare un parcheggio a servizio della nuova area polifunzionale di Bettola, finanziata con i fondi PNRR, la cui fase di realizzazione - come la Mensa scolastica presso l'Istituto “Ali della Libertà” - procede a rilento.


Per garantire una più facile accessibilità alla futura nuova area polifunzionale, entro la quale sorgerà il Nuovo asilo nido e un nuovo edificio polifunzionale (incluso bar ristoro), l’Amministrazione ha deciso - in leggero ritardo - di realizzare un parcheggio per autovetture con “…accesso a questi edifici dalla via Leonardo da Vinci “alleggerendo” l’accesso attuale da Via Kennedy, stretto e non adatto al posteggio attuale”.

E su questo, non ci sono dubbi.

Il nuovo parcheggio a servizio del nuovo comparto sarà realizzato all’interno della grande area verde compresa fra la Palestra e via Leonardo da Vinci perché, fanno sapere dalla Giunta: “…garantirebbe una migliore fruibilità di accesso alle strutture, dividendo la zona di sosta da quella di verde pertinenziale destinati alla collettività, diventando un'opera pertinenziale e complementare agli interventi edilizi previsti in questa area polifunzionale”.

La scelta di consumare altra area a verde – nonostante le promesse del consumo di suolo zero - è stata presa a malincuore e forse inevitabilmente, ma questo è un aspetto che spinge una riflessione che lascio in chiusura del post.

L’estensione dell’area è piuttosto importante e – per questo – vi è al momento un problema di copertura finanziaria, dal Comune si affrettano a “mettere le mani avanti” sostenendo che la realizzazione del parcheggio pubblico pertinenziale alla nuova area polifunzionale sarà finanziato progressivamente (al crescere delle necessità dell’area di pertinenza) e compatibilmente alle disponibilità di Bilancio. 

A conferma dell’importante estensione dell’area a verde - occupata dal futuro parcheggio – vi è il costo complessivo dell’opera (pari a € 250.000,00) che al momento non sono previsti in bilancio.

Mi sembra eccessivo, ma è presto per dirlo. 

L’Amministrazione comunale fa sapere che l’area a verde tardivamente individuata per questo importante sfogo pertinenziale “…è l’unica possibile” e probabilmente è vero, accessibile dalla Via Leonardo da Vinci sgraverebbe di molto un tratto di strada oggi sofferente.

Da un lato è vero che le Amministrazioni devono sforzarsi di incrementare le qualità ecologiche, sociali e strutturali degli spazi pubblici (parchi, giardini e aree alberate), dall’altro ci si confronta – come non perdo occasione di ricordare ad ogni post – con un paese da riassettare, confusionario, urbanisticamente devastato.

Quindi, non solo sono deboli le speranze di ottenere impegni concreti sulla riconversione di alcune aree grigie impermeabili ma sicuramente una progettazione più attenta potrebbe favorire la realizzazione di opere (in questo caso la colata di asfalto su area verde) che tengano conto dell’ambiente, fornendo allo spazio un aspetto compatibile con la contestuale messa a dimora di essenze all’interno delle aiuole del futuro piazzale e perimetralmente allo stesso.

Il mio suggerimento è sempre lo stesso, non cambia da 20 anni: mai gestire un’opera pubblica senza un'adeguata interpretazione urbanistica.

L’occasione dev’essere colta per incentivare soluzioni in grado di ridurre l’esposizione all’inquinamento di prossimità, al risollevamento delle polveri generato dal transito dei veicoli di via Leonardo Da Vinci (i residenti - con i quali ho parlato - vivono un grande disagio).

Quindi va bene l’asilo e il centro polifunzionale, ma la vera occasione è data dalla rigenerazione dell’ambiente urbano, grazie a soluzioni progettuali di adattamento e mitigazione. 

Ci sono bandi regionali che finanziano interventi infrastrutturali per ridisegnare lo spazio pubblico adiacente a edifici pubblici attrattori di utenza vulnerabile ed è questo il caso.

Quindi, il nuovo parcheggio elimina un’altra area verde ma – ripeto – è forse l’unica soluzione possibile ma occorre una progettazione che tenga conto dell’aspetto ambientale per evitare che sia una distesa di asfalto “nuda e cruda”.

_AM_

domenica 12 gennaio 2025

UNA PROPOSTA PER GABRIELE REBUZZINI

 La proposta della nostra lista UNITI PER CASSINA, anticipata dall’amico Luca Gagliardoni dalle colonne della Gazzetta della Martesana, è seria.


Uniti per Cassina ritiene che sia giunto il momento di colmare questo deficit e - in ritardo di molti anni - intitolare la scuola materna al grande Sindaco Gabriele Rebuzzini.


Un uomo benvoluto e che - nel ruolo di primo Cittadino - ha scritto la storia di Cassina de’ Pecchi, prendendo per mano il paese e aiutando la costruzione di una coscienza comunitaria.


Un Democristiano atipico per quei tempi (non esistevano leader ma strutture di partito molto forti) che oggi servirebbe.


Fu in grado di trasformare un piccolo Comune anonimo di poche anime, in quel riferimento a cui tutti i Comuni dell’est della Provincia di Milano  

guardavano.


Grazie al Democristiano  Rebuzzini - Sindaco più votato di sempre - e la sua giunta (di cui anche mio padre ebbe l'onore di farne parte) abbiamo ereditato negli anni ‘80 un paese a misura d’uomo, che sapeva  guardare allo sviluppo sostenibile conservando tradizioni e preservando la qualità della vita e dei servizi ai Cittadini.


Un paese bello, molto più di quanto non sia oggi.

Chi ha vissuto quel paese sa a cosa mi riferisco.


Era il Sindaco del paese, il primo Cittadino a cui tutti si rivolgevano per qualsiasi cosa.


Da Democristiano (forse l’ultimo per ovvie ragioni anagrafiche) non posso che emozionarmi e condividere la proposta avanzata dalla lista UNITI PER CASSINA. 


Spero che la proposta possa essere accolta, come riconoscimento alla Storia locale.  


_AM_

venerdì 20 dicembre 2024

POZZO, MAGGIORI COSTI...

Sabato scorso è apparso - fra le colonne dedicate a Pozzo d'Adda di un noto periodico locale - un importante articolo, che merita di essere sottolineato evidenziandone alcuni aspetti. 

Esattamente 2 mesi dopo aver vinto le elezioni del 4 ottobre 2021, l’attuale Amministrazione è stata investita dall’occasione storica del PNRR.

La vagonata di soldi sono stati catapultati in Italia hanno generato importanti responsabilità - a tutti i livelli di Governo - e i singoli Ministeri hanno cominciato, con una certa urgenza dettata da esigenze e scadenze europee, ad approvare bandi ed elargire ingenti risorse ai Comuni.

 

Il 2 dicembre 2021 – con Avviso pubblico n° 48038 emanato dal Ministero dell’Istruzione – si è dato ai Comuni tempo fino al 28 febbraio per la presentazione di proposte per la messa in sicurezza e/o realizzazione di Asili Nido e Scuole dell’Infanzia.

 

L’esigenza di rispettare il serrato “calendario” e dei relativi impegni assunti in Europa, l’assegnazione dei fondi ai Comuni è avvenuta molto velocemente interessando la quasi totalità delle proposte presentate dai Comuni, anche quando avanzate con “scarabocchi” messi su carta intestata comunale.

Alcuni Comuni - come Pozzo d’Adda – sono stati ammessi al bando “con riserva” in considerazione dello scarso punteggio (22,527) e ripescati in seguito come tutti.

 

Una nota positiva è rappresentata dalla reattiva della Giunta ad approvare un documento di fattibilità (anzidetto “scarabocchio”, quindi non un progetto!) relativo alla “ SCUOLA PRIMARIA I.C. LE ALI DELLA LIBERTA’ DI POZZO D’ADDA – PRIMO LOTTO FUNZIONALE LAVORI DI AMPLIAMENTO PER LA REALIZZAZIONE DI MENSA SCOLASTICA “ (delibera n. 26 del 25/02/2022)

 

Con riferimento alla graduatoria del decreto direttoriale n. 19 del 08.06.2022, il Ministero della Pubblica Istruzione (comunicazione n. 0071255/2022 del 25.08.2022) ha ammesso seppur con riserva il Comune di Pozzo d’Adda al finanziamento di €. 1.350.616,00

 

In seguito, anche Pozzo è stato ripescato ed è entrato fra le 1.088 candidature totali e finanziate.

Diciamo che Pozzo d’Adda ha ottenuto il finanziamento non grazie alla qualità della proposta di finanziamento (un documento di fattibilità non consente valutazioni di merito) ma unicamente come premio alla reattività, da parte di giunta comunale e staff tecnico, che nei diversi ruoli e competenze hanno fatto il loro lavoro.

 

Non appena ricevuta informazione del finanziamento assegnato, il Sindaco di Pozzo d’Adda ha provveduto a sottoscrivere la convenzione n. 4613/2022 R.S.P. per l’esercizio della funzione di Centrale Unica di Committenza con il Comune di Cassano d’Adda.

Una convenzione di durata di 3 anni (fino al 06/06/2025) un aiuto indispensabile per un Comune come Pozzo, per la gestione di procedimenti di complessità superiore.

Uno Studio con sede a Caravaggio ( BG)  è stato incaricato della redazione del progetto definitivo-esecutivo dell’ampliamento della Mensa scolastica e l’importo complessivo dei lavori è stato preventivato per un totale di € 1.485.667,60

A seguito di regolare procedura di gara – gestita dalla Centrale Unica di Committenza del Comune di Cassano d’Adda – i lavori sono stati aggiudicati definitivamente il 30/06/2023 da Impresa con sede in Parma (PR).

Curiosamente i lavori sono stati consegnati il 28 Novembre 2023 e la conduzione dei lavori ha riscontrato sin da subito – “…problematiche iniziali mai risolte” (queste sono le parole riportate nei documenti ufficiali)

Da quel giorno, il Sindaco non ha dato al paese alcuna spiegazione.

i pochi interventi sul tema sono sempre stati incerti, aleatori, fumosi, ambigui: avrei preferito che da primo Cittadino avesse riferito dei fatti in modo chiaro ed esaustivo.

 

A chi passa – come me – molte delle sue serate a leggere di PA non è sfuggito il pessimo clima che si registra all’interno degli uffici comunali, le pesanti accuse rivolte al vecchio responsabile del procedimento dell’appalto in questione (dipendente comunale, citato nome e cognome) da parte del nuovo responsabile del procedimento (anch’esso dipendente comunale e attuale responsabile del Settore servizi tecnici territoriali) restituiscono la misura di quanto pesante sia il clima in Comune.

 

Il nuovo RUPfacendo qualcosa che non avevo mai visto in precedenza nella mia lunga attività Amministrativa – probabilmente esponendosi ad interventi a tutela della dignità professionale dei colleghi, ha scelto di scaricare con violenza le responsabilità dei ritardi delle lavorazioni presso la Scuola a “…problematiche iniziali mai risolte, nate soprattutto da una costante sottovalutazione di queste ultime” da parte dell’ormai ex RUP).

 

In particolare, si legge nei documenti firmati dal nuovo RUP, si tratta di problematiche relative a “… lavorazioni di cantiere, principalmente realizzazione delle fondazioni, che hanno comportato un precontenzioso tra la Direzione Lavori nonché progettisti dell’intervento e la stessa Impresa”.

 

E prosegue “il fermo dell’opera ha comportato pertanto, oltre a una lungaggine per una redazione di un a perizia suppletiva e di variante, anche una presentazione formale dell’impresa affidataria dei lavori di una serie di maggiori costi che la Direzione Lavori non riconosce”.

Sorprende leggere all'intrerno di atti pubblici frasi - prima di tutto - inopportune nel merito in questa fase, poi perché inappropriate nel metodo.

Addossare le responsabilità ad un dipendente comunale per il “...forte ritardo nella realizzazione dell’intervento rispetto al cronoprogramma iniziale sottoscritto a suo tempo con il Ministero” che potrebbe comportare “….eventuale perdita del finanziamento relativo a questo intervento” è un tema delicato, ostico, da provare prima da inserirlo (senza omissis) all'interno di atto pubblico e pubblicato.

Ho letto "sentenze" che onestamente mi sarei atteso - eventualmente - da organi preposti.

Tutto questo, peraltro, mentre la Direzione Lavori (esterna) chiude la porta alla richiesta di riconoscimento maggiori costi avanzata dall’impresa affidataria dei lavori e il nuovo RUP (anch’esso dipendente comunale) nomina un avvocato “….al fine di avere certezze, in questa prima fase, in merito alla corretta valutazione della consistenza delle contestazioni e sulla corretta realizzazione delle opere eseguite…”.

 

Quindi la DL non ha riconosciuto maggiori costi richiesti dall’impresa e il RUP determina il pagamento di un avvocato ( €. 6.082,56) per “…una corretta valutazione della consistenza delle contestazioni”.

Non la sussistenza delle ragioni, ma la consistenza, ossia l’ammontare dei maggiori costi che riconoscerà all’impresa.

Soldi che la Direzione lavori – e probabilmente il vecchio RUP - non avevano riconosciuto.


Ma lo sappiamo: a Natale siamo tutti più buoni


 

giovedì 19 dicembre 2024

POZZO D'ADDA, SARA' UNA LEGISLATURA PIU' LUNGA (per legge)

Oggi un post insolito.


Siccome alcuni cittadini mi chiedono  con gentile insistenza "quando finiscela legislatura", preferisco scrivere un post perché esiste una novità che è bene trasferire e diffondere. 


Con la Circolare n. 83/2024, il Dipartimento Affari Interni e Territoriali – Direzione per i servizi elettorali del Ministero dell’Interno, ha fornito chiarimenti in merito al rinnovo delle Amministrazioni comunali che sono andate al voto negli anni 2020 e 2021.

La Circolare, nel richiamare la legge n. 182/1991 quale normativa di riferimento per la materia elettorale di settore, rileva che, a causa dell’emergenza sanitaria da COVID-19 del 2020 e 2021, i termini elettorali ordinari (una domenica compresa tra il 15 aprile ed il 15 giugno) erano stati differiti, per entrambe le annualità, al periodo autunnale.

Pertanto, in deroga alla normativa vigente, le elezioni dei consigli comunali e circoscrizionali previste per il turno annuale ordinario si sono svolte, rispettivamente, nel mese di settembre per il 2020 e nel mese di ottobre per il 2021.

Anche le Amministrative di Pozzo d'Adda - ricorderete - si tennero il 3/4 ottobre del 2021.

La  Circolare evidenzia come tale differimento si era reso necessario a causa dell’emergenza epidemiologica e mentre nulla era stato disposto, invece, in merito ai termini del rinnovo elettorale degli enti interessati al differimento del voto. 

A tali Amministrazioni, Pozzo d'Adda fra queste, continua ad applicarsi la disciplina ordinaria contenuta nella L. n. 182/1991, secondo la quale se il mandato elettorale scade nel secondo semestre dell’anno, si va al rinnovo tra il 15 aprile ed il 15 giugno dell’anno successivo al compimento del quinquennio.

Pertanto, gli elettori di Pozzo d'Adda - avendo votato nel secondo semestre del 2021 - saranno chiamati all'lezione del Sindaco e conseguente rinnovo del consiglio comunale nella primavera del 2027.

Quindi fra 2 anni e mezzo.
Salvo colpi di scena oggi non immaginabili 

_AM_

martedì 10 dicembre 2024

PER QUELLA BRUTTA ALLERGIA AL CONFRONTO


Sono argomenti che non mi affascinano, mi riempie di tristezza parlarne nel 2024, ma due parole su quanto sta accadendo a Cassina d/P sono doverose in quanto rappresenta un vulnus preoccupante su cui tutti devono riflettere.

 

Il Sindaco Balconi e la “sua” Maggioranza consiliare sta procedendo alla modifica di due importanti documenti quali Statuto Comunale e Regolamento del Consiglio Comunale, in quanto i realmente superati e meritevoli d’esser rivisitati.

 

Si tratta di documenti fondamentali per il mantenimento di alcuni strumenti di partecipazione democratica (ad esempio, il consiglio comunale aperto) e l’organizzazione futura dei lavori consiliari attribuendo ai rappresentanti eletti capacità di interagire con poteri ispettivi, su temi particolari che interessano la vita politica, sociale, economica e culturale della comunità.

 

Nessun documento – presentato da una maggioranza consiliare - dovrebbe servire e limitare il diritto di parola e di iniziativa dei Consiglieri e comprimere le prerogative di chi è eletto democraticamente e rappresenta il 70% degli elettori (il 68,2 % degli elettori non hanno votato la Lista Balconi!)

 

Per questo, vien difficile pensare che nessuno in maggioranza abbia avuto perplessità sul METODO e sul MERITO utilizzati per portare in approvazione alcune pesanti modifiche con lo scopo di eliminare spazi di confronto democratico.


Queste sono decisioni che devono maturare all'interno  di piattaforme comuni per stabilire regole - il più possibile condivise - dai perimetri certi e definiti. 

Il potere politico deve avere congegni atti a rendere democratico, cioè controllato, limitato, l’esercizio dei poteri.

Rimuoverli compromette il sistema di equilibri, di pesi e contrappesi che producono democrazia (rappresentativa in questo caso).


Chi vince le elezioni ha il dovere di portare in approvazione documenti politici per realizzare le promesse elettorali che diano vita all’idea di paese (per cui si è stati votati ed eletti) e non c’era nulla con l’approvazione di Regolamenti che limitino il ruolo e lavoro di chi – invece – è stato eletto per esercitare attività di controllo amministrativo.


Chi soffre i controllo in democrazia è un problema. 

Serio.

E peggio di chi trae giovamento da questo sistema, vi è solo chi ingoia senza proferire parola.

Per questo i gruppi consiliari di minoranza hanno espresso - congiuntamente e giustamente - un fermo dissenso perché quanto sta accadendo è molto grave

 

Per la prima volta nella storia cassinese, chi governa intende restringere i campi di azione e controllo delle minoranze per quella brutta allergia al confronto del Sindaco e dei suoi delegati.

lunedì 2 dicembre 2024

POZZO, DOPO TRE ANNI AUMENTA IL DEGRADO IN PALESTRA

 

Da quel 4 ottobre 2021 quando i residenti di Pozzo d'Adda - o perlomeno quel 35,6% dei pochi che votarono - hanno scelto l'attuale Amministrazione nella speranza di incontrare un "cambiamento".

 

Sono passati più di 3 anni da quando - votati da 834 persone dei 6.472 residenti – ha preso vita un mandato debole di un’Amministrazione poco rappresentativa.

 

Poco più di un pozzese su 10 (12,88%) si è recato alle urne per votare la lista del Sindaco.

 

Un po' poco, perché se è vero che fra quel 88% vi è una fetta di popolazione che non poteva votare, è anche vero che rientra nella grande maggioranza di residenti che non possono dirsi coinvolti e affezionati al processo amministrativo.


le gestioni votate da una piccola quota di elettori della minoranza degli aventi diritto al voto iniziano il mandato con gravi deficit rappresentativi. 

Non è una critica, ma un dato inconfutabile.

 

La legislatura prosegue fra (poche) luci e (molte) ombre, anche se – prima di lasciarmi andare in considerazioni prematuramente lapidarie - penso sia giusto aspettare.

 

Siamo ad un bivio, i prossimi 10-12 mesi saranno decisivi per la formulazione di un giudizio su cosa sia stata l’attuale gestione Villa: 


o legislatura di riscatto 

o il consueto fallimento amministrativo, a cui siamo stati abituati in questi ultimi decenni.


L’opinione dei Pozzesi – e quindi la possibilità del Sindaco di ambire ad un secondo mandatosarà caratterizzata dall’esito di alcuni passaggi strategici ambiziosi e delicati e dalla capacità dell’attuale giunta di “mettere a terra la speranza di cambiamento di un paese".

 

Compito difficile, il silente lassismo su alcuni temi desta preoccupazione, un silenzio sfiduciato dei collaboratori del Sindaco sono l’espressione di una preoccupazione razionale e delle difficoltà incontrate in questi 3 anni, non risolte e non superate.

 

Due settimane dopo aver conseguito la vittoria elettorale ed essersi insediati alla guida del paese, il 21 ottobre 2021 venne approvata una deliberazione consiliare (n. 46) con cui furono approvate le linee programmatiche di mandato.

 

Si trattò della delibera rappresentativa delle politiche da sviluppare nel corso del primo triennio, declinate in programmi, che costituirono la base di quella che sarebbe dovuta diventare attività amministrativa.

 

Ricordo di aver letto impegni e promesse che hanno acceso la speranza nei Cittadini, fra queste:

 

“L’amministrazione deve (...) rispondere alle esigenze di una comunità in continua trasformazione che chiede al risposte rapide, efficaci, efficienti ed economiche (…) È necessario ristrutturare alcuni impianti e adeguare le strutture esistenti in funzione delle esigenze dello sport agonistico e amatoriale”.

 

Oggi possiamo affermare con assoluta certezza che “…nel corso del primo triennio”  la condizione di alcune strutture sportive è addirittura peggiorata e vive una condizione di degrado avanzato.

 

Situazione addirittura peggiorata rispetto al passato, degrado delle pareti in costante aumento, senza illuminazione negli spogliatoi e bagni (da settembre almeno fino a ieri)?

 

Da un lato, bisogna ammettere che il Sindaco – insieme alla sua Giunta – ha iniziato la legislatura in una condizione drammatica, un paese violentato per anni e “saccheggiato da devastanti scorribande politico amministrative nel tacito assenso di un “mastodontico consorzio politico” che ha investito tutta la politica locale.

 

In un paese che ha visto la residenza raddoppiare in pochi anni e che ha registrato un consumo di suolo irrazionale e senza le necessarie urbanizzazioni, i residenti hanno subito la pantomima di una politica locale imbalsamata (“tu fai finta di governare, io faccio finta di fare opposizione consiliare, poi tanto governerò io e tu – mi raccomando – non criticarmi troppo”)


Nel corso di questo triennio si sono registrate timide migliorie – perlopiù di "impostazione" rispetto al passato – ma resta l’insufficienza amministrativa e gestionale di alcuni comparti del Comune: ingolfati, deficitari e talvolta assenti.







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Consigliere Comunale "Uniti per Cassina"

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