sabato 28 marzo 2026

POZZO, AMAREZZA e DELUSIONE

Oggi vi parlerò di sicurezza e isolamento di Pozzo d’Adda: il prezzo della mancata collaborazione, dell’incapacità dei nostri amministratori di uscire da logiche microscopiche dettate da politiche da orticello.


Un segnale di allarme era già evidente da tempo. Da osservatore (quale sono) lo avevo percepito e condiviso – anche pubblicamente – quando il Comune di Pozzo d’Adda ha scelto di acquistare, con risorse proprie di bilancio, un’autovettura da 30.000 euro per l’unico agente di Polizia Locale in servizio.


Sì, perché a Pozzo d’Adda c’è un solo agente.

Un dato che rappresenta non solo un record negativo, ma anche una criticità strutturale nota da anni. Recentemente, in un commento su Facebook, avevo evidenziato la necessità di arrivare in campagna elettorale per affrontare questi temi, ma ho scelto di anticipare queste considerazioni.


La difficoltà del Comune nel relazionarsi con un sistema sovracomunale è una condizione che ha progressivamente portato a una marginalizzazione evidente.


Alla base di questa situazione c’è una precisa impostazione amministrativa. La logica dell’“orticello”, fatta di chiusura e autosufficienza, ha caratterizzato anche questa legislatura, in piena continuità con il passato. 

Rispetto agli anni precedenti, oggi si percepiscono anche maggiore arroganza e presunzione.


Un dato su cui chi governa dovrebbe interrogarsi è semplice: nessuno vuole collaborare con Pozzo.


Questo approccio ha escluso Pozzo d’Adda dai principali tavoli di collaborazione tra Comuni.


Oggi, dopo 53 mesi di mandato, è inevitabile iniziare a fare un bilancio. E sulle politiche della sicurezza il giudizio appare chiaro: il risultato è un fallimento.

Dall’esclusione alla marginalità il passo è stato breve.

All’inizio della legislatura, il Comune è stato escluso dall’Ufficio unico di Polizia Locale di Vaprio. I successivi tentativi di collaborazione con Masate, Basiano, Grezzago e Inzago non hanno prodotto risultati concreti.


Nel frattempo, altri Comuni del territorio hanno scelto una strada diversa: fare rete, costruire convenzioni, collaborare per accedere a opportunità e finanziamenti.

A Pozzo d’Adda, invece, ci si autoescludeva mentre si inseguivano operazioni di immagine – tra panzerotti e iniziative di facciata.

Questa scelta di autosufficienza oggi presenta il conto.


Regione Lombardia ha recentemente stanziato oltre 4,3 milioni di euro per sostenere i Comuni nell’acquisto di dotazioni tecnologiche, sistemi di videosorveglianza e veicoli per la Polizia Locale.

Il bando ha finanziato 183 progetti, coinvolgendo oltre 370 enti locali in tutta la Lombardia, spesso in forma associata.

Pozzo d’Adda non compare tra i beneficiari. 

E non si tratta di una casualità, ma della conseguenza diretta di scelte amministrative, lo scrissi già a novembre 2025, non perché avessi una sfera di cristallo, ma perché i requisiti erano chiari: potevano partecipare i Comuni con almeno tre operatori di Polizia Locale a tempo indeterminato oppure aggregati in forme associative.


Una condizione che escludeva automaticamente Pozzo d’Adda.


E mentre molti territori hanno saputo cogliere l’opportunità, numerosi Comuni hanno ottenuto contributi significativi grazie alla capacità di fare sistema. Tra questi:


- Brembate e Capriate San Gervasio: 39.988 € finanziati  

- Carugate e Pessano con Bornago: 50.000 €  

- Cassano d’Adda: 20.000 €  

- Cernusco sul Naviglio: 20.000 €  

- Gorgonzola: 19.367 €  

- Melzo: 20.000 €  

- Pioltello: 20.000 €  

- Segrate: 20.000 €  

- Sesto San Giovanni: 18.018 €  

- Trezzo sull’Adda: 19.758 €  

- Unione Comuni Adda Martesana: 39.842 €  

Questi finanziamenti hanno permesso di investire in strumenti fondamentali per la sicurezza urbana: veicoli, tecnologie, sistemi di controllo e dotazioni operative avanzate.

E i 30.000 euro di risorse proprie per l’acquisto dell’auto, senza alcun cofinanziamento, ne sono la conseguenza diretta.

Il tema non è l’acquisto del veicolo in sé. È evidente.


Il punto centrale è l’assenza di una visione strategica.

Pozzo deve uscire dalla logica del “paesello dei parenti e amici dei parenti” e iniziare a ragionare in termini di sistema.

Investire nella sicurezza oggi significa costruire un modello integrato: collaborare con altri enti, condividere risorse, accedere a finanziamenti esterni e pianificare interventi strutturali.

Aver scelto l’isolamento ha significato rinunciare a tutto questo.

Dopo oltre quattro anni di legislatura, il quadro che emerge è chiaro: un progressivo indebolimento del sistema locale di sicurezza.

Non è solo una questione amministrativa, ma il risultato di scelte politiche precise.

Scelte che oggi presentano il conto.


PS - mi dicono che - essendoci solo un agente in paese - l’auto da 30.000 euro viene usata per uscite di rappresentanza 

Hai capito il Grillino… 😂

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