Da mesi sostengo un principio molto semplice: la cura del territorio è una responsabilità di tutti.
Ai cittadini si è chiesto, giustamente, di provvedere alla manutenzione delle siepi e della vegetazione privata quando questa invade i marciapiedi, ostacola il passaggio o crea situazioni di disagio e potenziale pericolo.
E molti cittadini hanno risposto con senso di responsabilità, giusto.
Proprio per questo, però, è necessario chiedere altrettanta attenzione a chi amministra la cosa pubblica.
Non può essere il Comune a richiamare puntualmente i cittadini ai propri doveri e, allo stesso tempo, lasciare senza risposta le segnalazioni relative alla manutenzione del verde pubblico.
La vicenda che mi è stata segnalata è molto concreta: si tratta di richieste urgenti per la potatura di alberi presenti su aree pubbliche, i cui rami insistono pericolosamente su abitazioni private, con il rischio di provocare danni.
Sono passati mesi e diverse segnalazioni non hanno ancora ricevuto risposta né hanno avuto seguito con gli interventi richiesti.
Nel frattempo, il maltempo ci ha ricordato quanto queste situazioni non possano essere sottovalutate. I rami che cadono possono danneggiare finestre, recinzioni, arredi e, soprattutto, mettere a rischio le persone.
Recentemente mi sono recato personalmente a verificare la situazione e la domanda viene spontanea: che senso ha chiedere ai cittadini di essere responsabili e di intervenire sulla propria vegetazione, se poi una segnalazione relativa al verde pubblico rimane inevasa per mesi?
Quest’estate, per esempio, il Comune ha emanato un’ordinanza per regolamentare l’utilizzo dell’acqua pubblica, così da evitare ristagni e il conseguente proliferare di insetti e zanzare.
Un provvedimento che può anche essere comprensibile, ma che lascia perplessi se, allo stesso tempo, il Comune non comunica con chiarezza quali interventi di disinfestazione e di derattizzazione siano stati effettuati o siano programmati sul territorio.
Non si chiedono trattamenti di favore per nessuno, ma un atteggiamento equo da parte di chi ha il compito di regolare la vita della nostra comunità.
Penso sia normale chiedere al Comune parità di responsabilità, attenzione e rispetto nei confronti dei cittadini.
Una segnalazione può richiedere una verifica tecnica, può non essere accolta oppure può richiedere tempi e modalità di intervento specifici. Ma ciò che non può accadere è che un cittadino segnali una possibile situazione di pericolo e non riceva nemmeno una risposta.
Dopo 5 anni di legislatura, il Comune ha dimostrato di non riuscire a gestire adeguatamente situazioni che dovrebbero essere affrontate con maggiore tempestività.
Se il numero dei dipendenti è raddoppiato, è evidente che qualcosa continua a non funzionare. E sia chiaro: la responsabilità non è dei lavoratori, che svolgono il proprio compito con gravi limiti organizzativi, ma piuttosto di chi ha l’onere e l’onore di far funzionare la macchina comunale.
Il pesce, purtroppo, puzza sempre dalla testa.
Amministrare significa anche questo: ascoltare, verificare e intervenire quando necessario. Significa garantire che il rispetto delle regole valga per tutti, cittadini e istituzioni.
E quando chiediamo ai cittadini di fare la propria parte, dobbiamo essere certi che il Comune sia il primo a dare l’esempio.
#StayTuned

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