domenica 23 marzo 2025

SUL CANTIERE MENSA SCOLASTICA

Avevo già scritto un post sulla questione "cantiere mensa scolastica" mi ero limitato ad alcune considerazioni  (https://andreamaggio.blogspot.com/2024/10/pozzo-alcune-considerazioni-sui-lavori.html) , oggi sarà qualcosa di molto diverso.

Vi chiedo di leggerlo e smetterla di ingoiare il frottolame immesso nel circuito, dal sistema locale trasversale

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Ho aspettato oggi a pubblicare questo post, perché domani – 24 marzo – si terrà un'importante sopralluogo presso il cantiere Lavori di ampliamento per la realizzazione della mensa scolastica P.N.R.R. a Pozzo d'Adda.

 

Riferimenti del Comune (tecnici e incaricati) insieme ai tecnici ARPA effettueranno ulteriori accertamenti nei terreni del cantiere sui quali – durante le operazioni di scavo previste in progetto – la società appaltatrice ha rinvenuto materiali inquinanti.

 

Premesso che non è stato affatto facile ricostruire questa cronistoria, a causa del silenzio assordante da parte di tutti su un procedimento (senz’altro nato male e gestito peggio) pieno di sottovalutazioni e leggerezze.

 

L’imbarazzante reticenza silenziosa dei rappresentanti consiliari di minoranza non ha agevolato il mio lavoro, ma qualche amico – fuori da questo Comune – ce l’ho e le informazioni che dovevo avere le ho avute.

 

In minoranza consiliare dormono sereni da 3 anni – con la testa poggiata sul banco (😆) – e nessuno ha voluto disturbare il lungo letargo (si sveglieranno da soli a breve, mancano 2 anni al voto, ci siamo quasi) magari saranno utili in maggioranza e si annoiano troppo in minoranza perché bisogna studiare, ma è evidente che quando si presentano queste occasioni importanti – come un cantiere fermo da un anno per “materiale inquinante rinvenuto” – occorre simulare vitalità e prestarsi al ruolo di controllo per cui ci si è candidati.

 

Ad esempio, in questo caso, la convocazione dell’istituita Commissione Lavori Pubblici (prevista nello Statuto) sarebbe stata quantomai doverosa per trattare nei tempi la questione ed evitare le lungaggini verificatesi.  

 

Peraltro, è un istituto presieduto da un membro di minoranza consiliare (!!!!)

 

Lasciamo stare, perché già sapete quello che penso della minoranza (“inutile”).

 

Facciamo un salto indietro.

 

In data 22-02-2024, la Società BDM group srl ha comunicato al Comune il rinvenimento di materiali contaminati durante le fasi di scavo relative al cantiere della mensa nel “campione superficiale” analizzato.

 

Si capisce subito la gravità della situazione, nessuno ve lo dice ma si rilevano alcuni deficit gravissimi del progetto preliminare che NON includeva (incomprensibilmente) i campionamenti necessari alla caratterizzazione delle terre interessate dal futuro scavo.

 

Il progetto preliminare stabilisce i profili e le caratteristiche più significative degli elaborati dei successivi livelli di progettazione, in funzione delle dimensioni economiche e della tipologia e categoria dell’intervento, ed è composto, salva diversa motivata determinazione del responsabile del procedimento ai sensi dell’articolo 15, comma 3, da studi necessari per un’adeguata conoscenza del contesto in cui è inserita l’opera, corredati anche da dati idrologici, atti a pervenire ad una completa caratterizzazione del territorio ed in particolare delle aree impegnate.

 

E’ qualcosa di incredibile.

 

Solo in data 30 gennaio 2024 – dopo la consegna dei lavori – sono stati eseguiti i campionamenti necessari e nemmeno dal Comune ma dall’impresa.

 

Imbarazzo totale.

 

Se solo la minoranza avesse convocato per tempo una Commissione Lavori Pubblici – invece di fare la claque al Sindaco – avremmo avuto le necessarie risposte e capito chi perseguire, avremmo saputo chi ha deciso di non fare le analisi (integrandole al progetto preliminare) e se esiste una determina in supporto a tale strampalata decisione.

 

Forse dormivano.

   

Dieci giorni dopo, ARPA riceve la comunicazione (ai sensi dell'art. 245 DIgs 152/06) dell’inevitabile attivazione – da parte del Comune stesso – della messa in sicurezza d'emergenza (il famoso MISE) al fine di evitare problemi più gravi.

 

Viene contestualmente ad ARPA comunicata la “sospensione lavori” che in linea generale è disposta dal direttore dei lavori.

 

Un professionista viene incaricato dal Comune di Pozzo d'Adda di redigere un piano di Messa in sicurezza d'urgenza (di seguito MISU) per un'area individuata per la realizzazione di una nuova mensa scolastica e in questi casi, attraverso il MISU, si punta ad arginare la propagazione della fonte di inquinamento all'interno del sito.

 

Le terre già scavate considerate contaminate devono essere portate presso impianti autorizzati, nel frattempo – queste sono le procedure di legge – si interviene sulle zone adiacenti con una pulizia e si procede all’accertamento della qualità dei terreni.

 

A seguito di tali operazioni, previa comunicazione ad Arpa, verrà svolto campionamento e analisi chimica su pareti e fondo scavo per la verifica della corretta eliminazione della sorgente di potenziale pericolo.

 

Dei parametri ricercati, le risultanze analitiche hanno evidenziato alcuni superamenti di limiti di legge previsti solo nel primo strato superficiale (0-1 m).

 

 

Gli esiti di tali analisi hanno evidenziato la presenta di terreno contaminato nel campione superficiale analizzato con i valori che evidenziano un superamento dei limiti di tutti gli elementi della tabella A e uno addirittura della Tabella B di cui all'Alleato 5 Titolo V parte IV DIgs 152/06.

Per capirci, tutti gli elementi hanno superato i limiti della Tab A (e parliamo di inquinamento che non si può avere nemmeno nel giardino di casa, figurarsi a scuola) ma più grave è certamente il parametro dei limiti previsti dalla Tabella B da parte del rame.

 

In altre parole, la presenza di rame rinvenuta dall’impresa nella parte superficiale della terra in cantiere (e rimossa) supera i livelli che non sono ammessi nemmeno in ambito industriale.

 

Figurarsi a scuola.

 

Per questo conviene incaricare il prelievo di pochi campioni per effettuare analisi in altri punti.

 

Non ho elementi per stabilire se il superamento dei limiti rilevati sono attribuibili a contaminazioni storiche, non saprei nemmeno spiegare se la scelta di effettuare accertamenti su campioni di terra “a livelli differenti da quelli rinvenuti” fosse dettata dalla voglia di chiudere nel più breve tempo possibile la procedura e riattivare le lavorazioni della costruzione della mensa.

 

Una scelta – anch’essa – molto sbagliata.

 

Perché, se è vero che la terra inquinata è stata rinvenuta solo nello strato superficiale del terreno (entro il primo metro di profondità)  e quindi il superamento positivo del collaudo sullo scavo consentirà la realizzazione dell'opera in piena sicurezza, è anche vero che un caro amico (un vero gigante di questo lavoro) mi ha invitato a controllare il geoportale perché - ed effettivamente è così – dall’ortofoto del 2012 si evince che il perimetro dell’area rimaneggiata in quel tempo (cantiere scuola) è molto più estesa di quello oggi interessato dal cantiere pnrr (e oggetto di analisi).

 

Mi spiego meglio: i superamenti dei limiti di legge previsti sono stati registrati nel materiale rinvenuto (e inquinato) nella parte superficiale del terreno di cantiere, ma è normale farsi alcune domande su come sia finita li quella partita di terra contaminata.

 

Se quella partita di terra è stata depositata con la “movimentazione terra” che vi fu durante il cantiere per realizzare la “nuova” scuola è normale proporre alcuni prelievi di terra – da analizzare – anche nella parte superficiale di terreni di spazi limitrofi alla scuola (ove la terra fu rimaneggiata– circa 15 anni fa – dagli scavi per la realizzazione della nuova struttura scolastica).

 

Giusto fare chiarezza.

 

Ad ogni modo è stato redatto un piano di MISU per la delimitazione e protezione dei cumuli derivanti dallo scavo di progetto, che verranno caratterizzati al fine di individuarne il destino finale, poi si è proceduto con la copertura mediante teli impermeabili per eliminare la possibilità di dilavamento dei cumuli con inquinamento della falda.

 

Non sono certo che il nostro Comune abbia avuto le forze per garantire la piena funzionalità del pacchetto di messa in sicurezza proposto dal suo estensore, è necessario che questo mantenga le sue funzionalità di separazione fino alla rimozione e smaltimento dei cumuli.


I Consiglieri comunali di minoranza – nell’esercizio della loro attività di controllo – dovrebbero chiedere chiarimenti circa i
l sistema di monitoraggio del Comune, perché è assolutamente necessario e indispensabile che con costanza periodica si garantisse il buon funzionamento.


Il Sindaco – che non ha voluto nominare alcun assessore ai lavori pubblici perché è accentratore deve spiegare come avrà osservato le prescrizioni del MISU e garantito che il telo di protezione sicuramente imposto non sia stato alterato e/o rimosso dal maltempo.

In questo caso, ci sono verifiche visive che il Comune avrebbe dovuto effettuare ogni 10/15 giorni.

 

Salvo eventi atmosferici rilevanti, in questo caso, la visita è disposta immediatamente.

 

Il piano di messa in sicurezza con proposta di collaudo presentato dal geologo nell’aprile 2024 ed eseguito in autonomia il 6 maggio 2024 non ha evidenziato superamenti dei limiti.

 

Quindi, sappiamo con certezza, che i terreni contaminati sono stati interamente rimossi (e si trovano oggi depositati in un’area recintata) ma resta il fatto che questo “contraddittorio asincrono” (del tutto inusuale) è stato fatto su livelli di terreno differenti.


Ossia: l’impresa ha prelevato i campioni sullo strato superficiale (certificato contaminato) mentre il Comune ha prelevato i campioni più in profondità e non ha contaminazioni.

 

Una girandola di incontri (che hanno voluto chiamare con il termine giustificativo “precollaudo”) ed eccoci al 01/08/2024, quando il responsabile servizi tecnici territoriali trasmette documentazione ad ARPA e autorizza contestualmente ARPA REGIONE LOMBARDIA a effettuare un sopralluogo in contraddittorio alla presenza del geologo per la verifica del collaudo.

 

Una gestione del Comune molto arraffazzonata, da veri improvvisati.

 

-    Perché le contro-analisi del Comune non sono state effettuate – in contraddittorio – sugli stessi campioni prelevati dall’impresa?

-    Perché prendiamo per buono quanto appreso dal Sindaco (in profondità non c’è inquinamento) ma l’area interessata da rimaneggiamenti potrebbe essere più ampia e riguardare tutta la movimentazione terra della stessa partita di anni fa.

-    - ma il nome del professionista geologo che ha firmato la relazione è lo stesso che ha lavorato per conto dell’impresa?

-    A chi compete il finanziamento del costoso piano di bonifica?

-    Con quali fondi sarà finanziata, una bonifica di tale dimensione supererà i  500 mila euro.

-     Perché non vi sono denunce a riguardo?

-    - Perché quella terra rimaneggiata è “improvvisamente” diventata contaminata?

-    Esistono le certificazioni della terra?

-    - Perché il sindaco ha dichiarato che non vuole perseguire responsabilità?

-   - Perché non si è proceduto rapidamente per effettuare una bonifica, ma da febbraio è tutto fermo.

Con una variazione di bilancio, l’amministrazione ha proceduto ad applicare 250.000 euro di avanzo di amministrazione ( confermati e reimputati nel BP2025) accantonando in via precauzionale per una eventuale bonifica?
Ma perché il Sindaco sceglie di “bloccare” dei fondi per finanziare una eventuale bonifica se - come ha dichiarato in assemblea pubblica - tutto ok?
Perché il progetto preliminare non ha tenuto conto della qualità dei terreni con analisi geologica ?
Tutte le spese che affronteremo sono frutto di gravi ritardi generati da una procedura complessa trattata in modo superficiale
Perché le analisi sono effettuate puntuali solo nell’area ove sorgerà la futura mensa ?


Il Sindaco ha il dovere di capire - a nome, per delega e per conto di tutta la comunità - cosa accade 10 anni fa, se tutto andò nei modi corretti.

Comprendere cose complesse costa fatica, ma è un dovere nei confronti di chi lo ha votato perché amava fare il “capopopolo”.


Si faccia aiutare dalla memoria storica del professionista che ha voluto nominare a capo della macchina pubblica (attuale Segretario comunale) non appena diventato Sindaco: ai tempi in cui venivano colmare le buche con terra di dubbia provenienza era uno degli assessori che tanto criticava, magari gli torna in mente qualche elemento utile per costruire una pagina di Storia locale ancora poco chiara.



Il sindaco attribuiva i ritardi a:

sostituzione del RUP: è la prima volta che sento che la sostituzione del RUP possa determinare un rallentamento lavori, figurarsi uno stop come nel caso in questione.

NON E ‘ VERO

“Sono cambiati i formulari per fare le comunicazioni” anche questa scusa mi è nuova, non sono le comunicazioni PNRR ad impattare con l’esecuzione delle opere.  

NON E’ VERO

Il maltempo: come scusa funziona sempre, un po' scontata, in parte accoglibile

NON E’ VERO

Modifica progetto: il Sindaco ha fatto sapere che in fase di esecuzione, l'opera sarà spostata di qualche metro rispetto al progetto e questo - a suo dire - deve aver comportato alcuni ritardi della ripresa dei lavori, "una serie di adempimenti burocratici, ma non ci sono ragioni ambientali”.

NON E’ VERO



Infine, spero che qualcuno voglia confermare il nome del professionista geologo nominato dal Comune e dirci che non sia quello che ha firmato la relazione a supporto delle analisi effettuate dall’impresa poste in contraddittorio.

sabato 22 marzo 2025

ASTERISCHI E SCHWA, FINALMENTE ARRIVA LO STOP A QUESTA ROBACCIA


Finalmente il Ministero mette chiarezza su qualcosa che aveva raggiunto un livello imbarazzante formalizzando lo 
Stop ad asterischi e schwa nelle comunicazioni ufficiali. 

 

Quindi Vietati asterisco e «schwa» (ə)  negli atti delle scuole, figurarsi se potranno essere utilizzati dalle istituzioni quali il Comune come Pozzo dAdda.

 

Anche il Sindaco si era divertito a pubblicare locandine e “robaccia” del genere. 

 

Dopo diverse segnalazioni di casi in cui in comunicazioni scolastiche venivano usate queste ridicole assurdità, schwa e asterisco, nella violenza ipocrita del politicamente corretto (che ha recentemente investito la quotidianità) venivano presentati come inclusivi. 

 

La circolare del Ministero (che pubblico) è stata inviata ieri a tutti dirigenti scolastici delle scuole statali e paritarie e ai direttori generali degli uffici scolastici regionali. 

 

Viene precisato che «è imprescindibile il rispetto delle regole della lingua italiana. L'uso di segni grafici non conformi, come l'asterisco (*) e lo schwa((ə) è in contrasto con le norme linguistiche e rischia di compromettere la chiarezza e l'uniformità della comunicazione istituzionale».

 

È intervenuta addirittura l’Accademia della Crusca “..

queste pratiche non sono grammaticalmente corrette e che il loro impiego, specialmente nei documenti ufficiali, ostacola la leggibilità e l'accessibilità dei testi”.

 

Quindi comincia il lungo percorso che riconduce alla normalità, dopo un brutto periodo piegato alla violenza ipocrita politicamente corretto.

 

_AM_ 










 

CASERMA GDF: AFFIDATI I LAVORI, ECCO IL NOME DELL'IMPRESA

Anche questa volta, tocca a me informarVi e sopperire alla nulla comunicazione istituzionale.

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Chi era contrario a finanziare la caserma della Guardia di Finanza con gli oneri dell’operazione immobiliare ex Nokia ha vinto le elezioni e ha cambiato idea (gli assessori della Balconi adesso sono favorevoli all’operazione Mandelliana), chi invece era favorevole - PD e mandelliani dei Si Può - ha perso le elezioni e ora è diventato contrario.  

Poi ci siamo noi - Uniti per Cassina - che contrari all'utilizzo degli oneri (generati dalla trasformazione urbanistica interna all'area ex Nokia per realizzare la Caserma della Guardia di Finanza)
che eravamo contrari ieri con Mandelli, lo siamo oggi con Balconi.

Sulla questione, la politica cassinese ha mostrato giravolte incredibili: un'operazione immobiliare avviata dalla Giunta Mandelli e proseguita (e aggravata) dalla Giunta Balconi.

DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA.

E chi era con me era contrario a questa decisione e insieme a me firmava mozioni consiliari per impedire il concretizzarsi di questa scelta, ha vinto le elezioni e ha cambiato idea diventando favorevole (molto male!!).

E chi era favorevole (Pd e i Mandelliani della Lista Si Può) ha perso le elezioni ed è improvvisamente diventato contrario (bene!).

Mi rendo conto di quanto sia alto il prezzo politico della COERENZA.

In questa politica da quattro soldi - mi è costata moltissimo (in termini politici), ma faccio orgogliosamente parte di un gruppo di persone che non è disposta a cambiare idea in ragione dell’opportunità politica del momento.

La politica di oggi premia chi riesce a fare giravolte ma sono convinto che gli oneri di urbanizzazione scaturiti da operazioni immobiliari devastanti debbano SERVIRE A COMPENSARE IL NUOVO CARICO URBANISTICO GENERATO e non a finanziare opere pubbliche in carico al Ministero.

Destinare i fondi ad un'opera non prioritaria è priva di una logica sociale, di attenzione e rispetto verso le vere esigenze del territorio cassinese.

LA NOSTRA PROPOSTA PROGRAMMATICA È STATA CHIARA SIN DA SUBITO: 

REALIZZARE APPARTAMENTI ERP (edilizia residenziale pubblica o housing sociale) ALL'INTERNO DELLA SCUOLA ABBANDONATA (ex IPSIA) DI VIA XXV APRILE A SANT'AGATA.

SI REGISTRA UNA SEMPRE MAGGIORE ESIGENZA DI APPARTAMENTI SOCIALI E I COMUNI DEVONO OFFRIRE RISPOSTE CON IL PATRIMONIO PUBBLICO.

Operazioni sociali che già avevo - da assessore ai lavori pubblici - portato a termine presso l'ex biblioteca di via Michelangelo (15 appartamenti).

Invece degli appartamenti per i soggetti economicamente fragili avremo la Caserma, non siamo riusciti a fermare questa operazione firmata "due facce della stessa medaglia" (giunta Mandelli e Giunta Balconi).

Il soggetto attuatore del Programma Integrato di Intervento (P.I.I.)  in qualità di Stazione Appaltante ha deliberato di affidare l’esecuzione dei lavori per il recupero della scuola ex Ipsia di Sant’Agata Martesana - frazione di Cassina de' Pecchi (MI) – da adibire a caserma della Guardia di Finanza di Gorgonzola (MI), mediante procedura aperta ai sensi dell’art. 60 del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50.

L'importo a base d’asta pari ad € 2.858.686,81 al netto dell’aliquota IVA, come da computo metrico del progetto esecutivo approvato con delibera di Giunta Comunale n. 60 del 24.04.2024 (CIG B2FF2E845B – CUP I87D2200016007);

Il termine di presentazione delle offerte scadeva in data 21.10.2024 alle ore 12:00 e di offerte pervenute entro i termini previsti sono state 5 e i lavori sono stati assegnati all’impresa MATERAZZO RESTAURI S.R.L (con sede in Napoli, Viale Maria Cristina di Savoia n. 3)  che ha offerto un ribasso percentuale del 19,53% rispetto all’importo a base d’asta.

Quindi dopo 5 mesi dall'assegnazione e circa 8 dai primi annunci, sono oramai di imminente inizio i lavori della Caserma per un importo di complessivo di € 2.218.434,53 IVA esclusa.

La GDF lascia Gorgonzola.

Tanto si doveva per opportuna conoscenza.

Andrea Maggio

martedì 18 marzo 2025

POZZO, UN APPELLO IN DIFESA DEL TERRITORIO

E' ARRIVATO IL MOMENTO DI DIRE BASTA. 

INSIEME. 

Nel Comune limitrofo - Inzago - la politica mostra un'altra reattività rispetto a quella storicamente mostrata a Pozzo su temi di una certa rilevanza sociale e ambientale.


Basti pensare le "violenze" subite negli ultimi decenni, con previsioni urbanistiche devastanti concretizzatesi sempre a ridosso dei confini comunali, una volta il Biogas (Masate), altra volta cava, altra volta centri logistici (Vaprio).

Nel migliore dei casi, i rappresentanti del popolo pozzese - maggioranza e opposizione - sono stati distratti (come sempre)

Nel peggiore hanno girato la testa dall'altra parte

Nel mio umile ruolo di Cittadino (un semi-appassionato osservatore piuttosto disilluso) spero che il Consiglio comunale possa esprimere una posizione chiara e di contrasto rispetto al nuovo impianto di trattamento rifiuti Systema previsto a Inzago.

A dimostrazione del fatto, che nei paesi limitrofi alberga un'altra (strutturata) coscienza politica rispetto al nostro Comune, vi sono i sistematici interventi in materia ambientale, sovracomunale, per una difesa del territorio sincera

E la sincerità l'ho trovata nelle parole di chi ha organizzato l'assemblea pubblica promossa da partiti (che non ho mai votato e mai voterei) per chiedere a Città Metropolitana un NO chiaro al rilascio dell'autorizzazione.

Gli organizzatori hanno palesato la sincera posizione di contrarietà quando hanno dichiarato «la nostra non è un'azione contro l'amministrazione comunale, semmai a supporto. Questa battaglia va combattuta insieme, per i nostri figli e nipoti». 

Con coraggio, vista la consapevolezza di promuovere una petizione contro la decisione di un Ente - Città Metropolitana - governata dai loro stessi partiti. 

Il nuovo impianto proposto oggi da System tratterà, su carta, 60 mila tonnellate l'anno di rifiuti speciali non pericolosi. 

La gran parte 'uscirà' dall'impianto trasformata: combustibili, granuli, polipropilene, pellets e pvc, metallo da recupero. 

 La Regione fissa un tetto a 145mila metri cubi di rifiuti per km quadrato. 
A Inzago siamo già a 291mila, più del doppio. 

La Petizione promossa ad Inzago sarà indirizzata a Città Metropolitana e chiederà di "....non autorizzare l'impianto di trattamento e recupero" e i Comuni come Pozzo d'Adda DEVONO poter esprimere una posizione possibilmente "condivisa e unitaria"

Il mio umile appello è quello di costruire una Mozione consiliare - da approvare ad unanimità -  che possa dare un mandato forte al nostro Sindaco per esprimere una ferma contrarietà sull'ennesima violenza del nostro territorio.

Un tema sul quale mi aspetto unità di tutti i rappresentanti consiliari.


_AM_


martedì 4 febbraio 2025

POZZO: CI ERAVAMO DIMENTICATI DEL PARCHEGGIO!!!




L’Amministrazione di Pozzo d'Adda ha avviato l’iter di progettazione per realizzare un parcheggio a servizio della nuova area polifunzionale di Bettola, finanziata con i fondi PNRR, la cui fase di realizzazione - come la Mensa scolastica presso l'Istituto “Ali della Libertà” - procede a rilento.


Per garantire una più facile accessibilità alla futura nuova area polifunzionale, entro la quale sorgerà il Nuovo asilo nido e un nuovo edificio polifunzionale (incluso bar ristoro), l’Amministrazione ha deciso - in leggero ritardo - di realizzare un parcheggio per autovetture con “…accesso a questi edifici dalla via Leonardo da Vinci “alleggerendo” l’accesso attuale da Via Kennedy, stretto e non adatto al posteggio attuale”.

E su questo, non ci sono dubbi.

Il nuovo parcheggio a servizio del nuovo comparto sarà realizzato all’interno della grande area verde compresa fra la Palestra e via Leonardo da Vinci perché, fanno sapere dalla Giunta: “…garantirebbe una migliore fruibilità di accesso alle strutture, dividendo la zona di sosta da quella di verde pertinenziale destinati alla collettività, diventando un'opera pertinenziale e complementare agli interventi edilizi previsti in questa area polifunzionale”.

La scelta di consumare altra area a verde – nonostante le promesse del consumo di suolo zero - è stata presa a malincuore e forse inevitabilmente, ma questo è un aspetto che spinge una riflessione che lascio in chiusura del post.

L’estensione dell’area è piuttosto importante e – per questo – vi è al momento un problema di copertura finanziaria, dal Comune si affrettano a “mettere le mani avanti” sostenendo che la realizzazione del parcheggio pubblico pertinenziale alla nuova area polifunzionale sarà finanziato progressivamente (al crescere delle necessità dell’area di pertinenza) e compatibilmente alle disponibilità di Bilancio. 

A conferma dell’importante estensione dell’area a verde - occupata dal futuro parcheggio – vi è il costo complessivo dell’opera (pari a € 250.000,00) che al momento non sono previsti in bilancio.

Mi sembra eccessivo, ma è presto per dirlo. 

L’Amministrazione comunale fa sapere che l’area a verde tardivamente individuata per questo importante sfogo pertinenziale “…è l’unica possibile” e probabilmente è vero, accessibile dalla Via Leonardo da Vinci sgraverebbe di molto un tratto di strada oggi sofferente.

Da un lato è vero che le Amministrazioni devono sforzarsi di incrementare le qualità ecologiche, sociali e strutturali degli spazi pubblici (parchi, giardini e aree alberate), dall’altro ci si confronta – come non perdo occasione di ricordare ad ogni post – con un paese da riassettare, confusionario, urbanisticamente devastato.

Quindi, non solo sono deboli le speranze di ottenere impegni concreti sulla riconversione di alcune aree grigie impermeabili ma sicuramente una progettazione più attenta potrebbe favorire la realizzazione di opere (in questo caso la colata di asfalto su area verde) che tengano conto dell’ambiente, fornendo allo spazio un aspetto compatibile con la contestuale messa a dimora di essenze all’interno delle aiuole del futuro piazzale e perimetralmente allo stesso.

Il mio suggerimento è sempre lo stesso, non cambia da 20 anni: mai gestire un’opera pubblica senza un'adeguata interpretazione urbanistica.

L’occasione dev’essere colta per incentivare soluzioni in grado di ridurre l’esposizione all’inquinamento di prossimità, al risollevamento delle polveri generato dal transito dei veicoli di via Leonardo Da Vinci (i residenti - con i quali ho parlato - vivono un grande disagio).

Quindi va bene l’asilo e il centro polifunzionale, ma la vera occasione è data dalla rigenerazione dell’ambiente urbano, grazie a soluzioni progettuali di adattamento e mitigazione. 

Ci sono bandi regionali che finanziano interventi infrastrutturali per ridisegnare lo spazio pubblico adiacente a edifici pubblici attrattori di utenza vulnerabile ed è questo il caso.

Quindi, il nuovo parcheggio elimina un’altra area verde ma – ripeto – è forse l’unica soluzione possibile ma occorre una progettazione che tenga conto dell’aspetto ambientale per evitare che sia una distesa di asfalto “nuda e cruda”.

_AM_

domenica 12 gennaio 2025

UNA PROPOSTA PER GABRIELE REBUZZINI

 La proposta della nostra lista UNITI PER CASSINA, anticipata dall’amico Luca Gagliardoni dalle colonne della Gazzetta della Martesana, è seria.


Uniti per Cassina ritiene che sia giunto il momento di colmare questo deficit e - in ritardo di molti anni - intitolare la scuola materna al grande Sindaco Gabriele Rebuzzini.


Un uomo benvoluto e che - nel ruolo di primo Cittadino - ha scritto la storia di Cassina de’ Pecchi, prendendo per mano il paese e aiutando la costruzione di una coscienza comunitaria.


Un Democristiano atipico per quei tempi (non esistevano leader ma strutture di partito molto forti) che oggi servirebbe.


Fu in grado di trasformare un piccolo Comune anonimo di poche anime, in quel riferimento a cui tutti i Comuni dell’est della Provincia di Milano  

guardavano.


Grazie al Democristiano  Rebuzzini - Sindaco più votato di sempre - e la sua giunta (di cui anche mio padre ebbe l'onore di farne parte) abbiamo ereditato negli anni ‘80 un paese a misura d’uomo, che sapeva  guardare allo sviluppo sostenibile conservando tradizioni e preservando la qualità della vita e dei servizi ai Cittadini.


Un paese bello, molto più di quanto non sia oggi.

Chi ha vissuto quel paese sa a cosa mi riferisco.


Era il Sindaco del paese, il primo Cittadino a cui tutti si rivolgevano per qualsiasi cosa.


Da Democristiano (forse l’ultimo per ovvie ragioni anagrafiche) non posso che emozionarmi e condividere la proposta avanzata dalla lista UNITI PER CASSINA. 


Spero che la proposta possa essere accolta, come riconoscimento alla Storia locale.  


_AM_

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Consigliere Comunale "Uniti per Cassina"

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