martedì 16 dicembre 2025

POZZO D’ADDA, PIANO DIRITTO ALLO STUDIO: ALCUNE RIFLESSIONI

Ammetto una colpa personale: non seguo con grande attenzione la politica locale.

Dovrei probabilmente interessarmene di più, ma l’arena politica del paese risulta francamente poco stimolante.

Disarmante.


Ascolto i Consigli comunali di molti Comuni della provincia di Milano, ma quello di Pozzo d’Adda resta tra i più noiosi: sedute prive di slancio e di vero confronto, il tutto si svolge come tacito “consorzio sodale”del “sappiamo ma non diciamo”.


Un aspetto che preoccupa ancora di più in vista delle prossime elezioni, dove il rischio è quello di un confronto tra schieramenti poveri di idee, im perfetta continuità e coerenza con le ultime legislature.


Da una parte, avremo un’amministrazione che probabilmente si ripresenterà con la consueta difficoltà nel trasformare i propositi in risultati concreti.

Dall’altra, una coalizione che appare scialba, sfilacciata e ricca di prime donne, forse favorita perché ricca di simboli di partito, ma povera di qualità e soprattutto visione.


La speranza è che possa nascere una terza opzione elettorale, credibile e capace di portare idee nuove.

Per tagliare il cordone ombelicale con il passato, cosa che Villa avrebbe dovuto fare (questa era la promessa e auspicio) ma senza riuscirci.


In questo contesto, durante l’ultimo Consiglio comunale, si è discusso del Piano per il Diritto allo Studio, documento che ogni anno viene approvato ma che continua a rivelarsi deludente.


L’idea centrale sfugge ancora: il Piano non dovrebbe essere un elenco di richieste della scuola, ma il frutto di una vera coprogettazione tra Comune e istituzioni scolastiche, capace di rispondere ai bisogni reali di studenti e famiglie.

Nulla di tutto questo emerge.


Grave, inoltre, la mancata introduzione del Quoziente Familiare, strumento di sostegno concreto per le famiglie con più figli, che sarebbe stata l’unica vera novità di questo Piano.


Il risultato è un documento basico, copia-incolla dei precedenti, privo di visione e di innovazione, senza una progettualità che veda il Comune come attore protagonista.


Abbiamo 60 mila euro di insoluti legati alla mensa scolastica, di cui circa 12 mila euro riconducibili a criticità strutturali, peraltro coperti attraverso le risorse del Piano Cogeser.

Cattive abitudini di chi assolve al dovere solo dopo esser sollecitato.

Un passo avanti, almeno nei numeri

Va tuttavia riconosciuto un elemento positivo: rispetto al passato, il Piano è stato almeno presentato con alcuni dati aggiornati.

Gli iscritti complessivi sono 686, distribuiti sui tre ordini di scuola, con 105 studenti non residenti che scelgono Pozzo d’Adda.


Aumenta anche il numero di studenti extracomunitari (155), elemento che ha richiesto un maggiore impegno sull’approccio linguistico, spesso vero ostacolo per le famiglie.


Il Comune garantisce diversi servizi:


  • mensa scolastica, vigilata da ATS, Sercar e da un dietologo che affianca la Commissione mensa (riunitasi la scorsa settimana);
  • pre e post scuola, molto partecipato, con l’aggiunta di un operatore per l’aumento delle adesioni;
  • assistenza educativa scolastica per 23 studenti, con un costo annuo di 172 mila euro;
  • libri di testo gratuiti per la primaria, per un importo di circa 13.500 euro.



A questi si affiancano gli strumenti regionali, come Dote Scuola Lombardia.

I progetti del Piano Diritto allo Studio ammontano a 25 mila euro.


Sono stati inoltre segnalati alcuni comportamenti antisociali in una fascia d’età specifica, anche io ho prodotto alcuni post molto visualizzati: è stato quindi proposto un progetto rivolto alle classi di quinta primaria e prima media (4 incontri per classe, costo 3.500 euro), oltre ad altre iniziative come il Consiglio comunale dei ragazzi e i progetti CAP e CEM.


Chiaramente un piano deludente, che da un lato conferma il nostro istituto scolastico attrattivo (personale valido) ma che (anche quest’anno) restituisce l’immagine  di una pubblica amministrazione spettatrice e non “coprogettista” del percorso didattico educativo del nostro futuro.


Occasione persa: ennesima.


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Consigliere Comunale "Uniti per Cassina"

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