lunedì 13 aprile 2026

MENSA SCOLASTICA E PNRR: IL PUNTO SUL PROGETTO DI POZZO D’ADDA

Mancano ormai poche settimane alla scadenza del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, uno dei principali strumenti di investimento pubblico attualmente in corso in Italia.

In questa fase conclusiva, uno dei temi centrali riguarda lo stato di avanzamento dei progetti e la capacità degli enti attuatori come Pozzo d’Adda di rispettare le tempistiche previste.

Il quadro normativo e operativo presenta ancora alcuni elementi di incertezza, in particolare per quanto riguarda la gestione delle opere non completate entro le scadenze stabilite.

Nel contesto dell’attuazione del PNRR, il progetto della nuova mensa scolastica nel Comune di Pozzo d’Adda rappresenta uno degli interventi avviati negli ultimi anni in grave ritardo.

La vicenda amministrativa del progetto ha seguito la seguente evoluzione:

  • 2022 → approvazione dell’intervento
  • 16 novembre 2023 → affidamento dei lavori alla società BDM Group S.r.l. per un importo superiore a 1 milione di euro
  • 2024 → sospensione dei lavori a seguito di criticità tecniche legate al terreno
  • 11 settembre 2025 → recesso dal contratto da parte del Comune, con riconoscimento di un indennizzo pari a 145.409,52 euro
  • 26 novembre 2025 → notifica di atto di citazione da parte della società appaltatrice presso il Tribunale di Milano
  • 15 aprile 2026 → fissazione della prima udienza
  • dicembre 2025 → riaffidamento dei lavori ad ATES, società in house dell’amministrazione comunale

Nel periodo intermedio, il cantiere è rimasto in condizioni di sostanziale sospensione, con lavori interrotti e area non pienamente restituita alla disponibilità pubblica.

Come ho già avuto modo di riferire, nonostante il riconoscimento di un indennizzo pari a 145.409,52 euro, la società appaltatrice ha impugnato il provvedimento di recesso, chiedendo l’annullamento dell’atto e il risarcimento dei danni.

La controversia è attualmente pendente davanti all’autorità giudiziaria civile e rappresenta un elemento di attenzione (preoccupazione) sul piano amministrativo ed economico per l’ente locale.

Gli eventuali esiti del giudizio potranno determinare ulteriori effetti economici a carico del Comune.

Dopodomani (15 aprile) si terrà la prima udienza, sono in palpitante attesa Di capire cosa succederà.

Immagino ci si trovi ancora in una fase interlocutoria, ma fra poco più di un anno il Sindaco Villa uscirà di scena e resterà un nuovo problema di Bilancio.

Intanto a seguito della risoluzione del precedente contratto, l’intervento è stato riaffidato a ATES, società partecipata in house del Comune, con una forzatura ed eludendo la gara pubblica. 

ATES opera principalmente nei settori dei servizi energetici e della gestione degli impianti pubblici, ma la forzatura si è resa necessaria ma sempre di forzatura si tratta con il nuovo affidamento disposto in un contesto caratterizzato dall’esigenza di rispettare le tempistiche previste dal PNRR.

Un ulteriore elemento di riflessione riguarda la sequenza delle attività amministrative e operative.

L’affidamento dei lavori è avvenuto in una fase in cui il cantiere non risultava ancora completamente riconsegnato.

Le attività di ripristino dell’area, comprese la rimozione delle recinzioni e la sistemazione del perimetro, sono state completate successivamente, con ulteriori interventi e impegni di spesa comunali.

Mi fermo qui, perché mi brucia lo stomaco.

Nel complesso, la gestione dell’intervento ha seguito un andamento caratterizzato da più fasi successive, con interventi di adeguamento nel corso del tempo.

Nel corso dell’evoluzione del progetto, anche la cittadinanza ha manifestato attenzione alla vicenda.

Alcuni cittadini e genitori (attenti) hanno segnalato criticità agli enti competenti, contribuendo all’attivazione di verifiche e sopralluoghi.

Si tratta di un elemento positivo che evidenzia una partecipazione attiva della comunità locale nei confronti delle opere pubbliche che interessano il territorio.

Il caso della mensa scolastica di Pozzo d’Adda è stato gestito con i piedi (e sono gentile) ha presentato una serie di passaggi amministrativi articolati, confusi, forzati, indennizzi, ricorsi, una fase esecutiva ancora in evoluzione sicuramente, maggiori spese e un contenzioso in corso che pagheranno i cittadini con Bilanci di prossime legislature.

 

In un quadro caratterizzato da un ritqrdo conclamato mentre – fingendo di non capire – il Sindaco ha fatto sapere “rispettato il cronoprogramma” senza ammettere che è stato modificato, aggiornato e adeguato ai ritardi subiti.

O l’iniziale cronoprogramma aveva previsto che si mandasse a gara un progetto senza importanti verifiche geotecniche?

che venisse riscontrata la contaminazione?

Come scrissi qualche mese, nonostante tutto (errori, forzature e leggerezze comprese) sono a fare il tifo perché i lavori finiscano presto e lo Stato ottenga la proroga dei termini in Europa.

Ma bisogna dirlo, il progetto rappresenta un esempio delle difficoltà che possono emergere nella gestione degli interventi finanziati con risorse pubbliche e sia da insegnamento ai posteri: manca un vero assessore ai lavori pubblici.

Speriamo in futuro.


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Consigliere Comunale "Uniti per Cassina"

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