martedì 10 dicembre 2024

PER QUELLA BRUTTA ALLERGIA AL CONFRONTO


Sono argomenti che non mi affascinano, mi riempie di tristezza parlarne nel 2024, ma due parole su quanto sta accadendo a Cassina d/P sono doverose in quanto rappresenta un vulnus preoccupante su cui tutti devono riflettere.

 

Il Sindaco Balconi e la “sua” Maggioranza consiliare sta procedendo alla modifica di due importanti documenti quali Statuto Comunale e Regolamento del Consiglio Comunale, in quanto i realmente superati e meritevoli d’esser rivisitati.

 

Si tratta di documenti fondamentali per il mantenimento di alcuni strumenti di partecipazione democratica (ad esempio, il consiglio comunale aperto) e l’organizzazione futura dei lavori consiliari attribuendo ai rappresentanti eletti capacità di interagire con poteri ispettivi, su temi particolari che interessano la vita politica, sociale, economica e culturale della comunità.

 

Nessun documento – presentato da una maggioranza consiliare - dovrebbe servire e limitare il diritto di parola e di iniziativa dei Consiglieri e comprimere le prerogative di chi è eletto democraticamente e rappresenta il 70% degli elettori (il 68,2 % degli elettori non hanno votato la Lista Balconi!)

 

Per questo, vien difficile pensare che nessuno in maggioranza abbia avuto perplessità sul METODO e sul MERITO utilizzati per portare in approvazione alcune pesanti modifiche con lo scopo di eliminare spazi di confronto democratico.


Queste sono decisioni che devono maturare all'interno  di piattaforme comuni per stabilire regole - il più possibile condivise - dai perimetri certi e definiti. 

Il potere politico deve avere congegni atti a rendere democratico, cioè controllato, limitato, l’esercizio dei poteri.

Rimuoverli compromette il sistema di equilibri, di pesi e contrappesi che producono democrazia (rappresentativa in questo caso).


Chi vince le elezioni ha il dovere di portare in approvazione documenti politici per realizzare le promesse elettorali che diano vita all’idea di paese (per cui si è stati votati ed eletti) e non c’era nulla con l’approvazione di Regolamenti che limitino il ruolo e lavoro di chi – invece – è stato eletto per esercitare attività di controllo amministrativo.


Chi soffre i controllo in democrazia è un problema. 

Serio.

E peggio di chi trae giovamento da questo sistema, vi è solo chi ingoia senza proferire parola.

Per questo i gruppi consiliari di minoranza hanno espresso - congiuntamente e giustamente - un fermo dissenso perché quanto sta accadendo è molto grave

 

Per la prima volta nella storia cassinese, chi governa intende restringere i campi di azione e controllo delle minoranze per quella brutta allergia al confronto del Sindaco e dei suoi delegati.

lunedì 2 dicembre 2024

POZZO, DOPO TRE ANNI AUMENTA IL DEGRADO IN PALESTRA

 

Da quel 4 ottobre 2021 quando i residenti di Pozzo d'Adda - o perlomeno quel 35,6% dei pochi che votarono - hanno scelto l'attuale Amministrazione nella speranza di incontrare un "cambiamento".

 

Sono passati più di 3 anni da quando - votati da 834 persone dei 6.472 residenti – ha preso vita un mandato debole di un’Amministrazione poco rappresentativa.

 

Poco più di un pozzese su 10 (12,88%) si è recato alle urne per votare la lista del Sindaco.

 

Un po' poco, perché se è vero che fra quel 88% vi è una fetta di popolazione che non poteva votare, è anche vero che rientra nella grande maggioranza di residenti che non possono dirsi coinvolti e affezionati al processo amministrativo.


le gestioni votate da una piccola quota di elettori della minoranza degli aventi diritto al voto iniziano il mandato con gravi deficit rappresentativi. 

Non è una critica, ma un dato inconfutabile.

 

La legislatura prosegue fra (poche) luci e (molte) ombre, anche se – prima di lasciarmi andare in considerazioni prematuramente lapidarie - penso sia giusto aspettare.

 

Siamo ad un bivio, i prossimi 10-12 mesi saranno decisivi per la formulazione di un giudizio su cosa sia stata l’attuale gestione Villa: 


o legislatura di riscatto 

o il consueto fallimento amministrativo, a cui siamo stati abituati in questi ultimi decenni.


L’opinione dei Pozzesi – e quindi la possibilità del Sindaco di ambire ad un secondo mandato – sarà caratterizzata dall’esito di alcuni passaggi strategici ambiziosi e delicati e dalla capacità dell’attuale giunta di “mettere a terra la speranza di cambiamento di un paese".

 

Compito difficile, il silente lassismo su alcuni temi desta preoccupazione, un silenzio sfiduciato dei collaboratori del Sindaco sono l’espressione di una preoccupazione razionale e delle difficoltà incontrate in questi 3 anni, non risolte e non superate.

 

Due settimane dopo aver conseguito la vittoria elettorale ed essersi insediati alla guida del paese, il 21 ottobre 2021 venne approvata una deliberazione consiliare (n. 46) con cui furono approvate le linee programmatiche di mandato.

 

Si trattò della delibera rappresentativa delle politiche da sviluppare nel corso del primo triennio, declinate in programmi, che costituirono la base di quella che sarebbe dovuta diventare attività amministrativa.

 

Ricordo di aver letto impegni e promesse che hanno acceso la speranza nei Cittadini, fra queste:

 

“L’amministrazione deve (...) rispondere alle esigenze di una comunità in continua trasformazione che chiede al risposte rapide, efficaci, efficienti ed economiche (…) È necessario ristrutturare alcuni impianti e adeguare le strutture esistenti in funzione delle esigenze dello sport agonistico e amatoriale”.

 

Oggi possiamo affermare con assoluta certezza che “…nel corso del primo triennio”  la condizione di alcune strutture sportive è addirittura peggiorata e vive una condizione di degrado avanzato.

 

Situazione addirittura peggiorata rispetto al passato, degrado delle pareti in costante aumento, senza illuminazione negli spogliatoi e bagni (da settembre almeno fino a ieri)?

 

Da un lato, bisogna ammettere che il Sindaco – insieme alla sua Giunta – ha iniziato la legislatura in una condizione drammatica, un paese violentato per anni e “saccheggiato da devastanti scorribande politico amministrative nel tacito assenso di un “mastodontico consorzio politico” che ha investito tutta la politica locale.

 

In un paese che ha visto la residenza raddoppiare in pochi anni e che ha registrato un consumo di suolo irrazionale e senza le necessarie urbanizzazioni, i residenti hanno subito la pantomima di una politica locale imbalsamata (“tu fai finta di governare, io faccio finta di fare opposizione consiliare, poi tanto governerò io e tu – mi raccomando – non criticarmi troppo”)


Nel corso di questo triennio si sono registrate timide migliorie – perlopiù di "impostazione" rispetto al passato – ma resta l’insufficienza amministrativa e gestionale di alcuni comparti del Comune: ingolfati, deficitari e talvolta assenti.







mercoledì 20 novembre 2024

CIRCOLO QUALITA', QUANTI ERRORI: SALTANO DUE VOTAZIONI

 

Quanto sta accadendo in questi giorni in occasione delle votazioni per il rinnovo dei membri del Circolo di Qualità per il servizio di refezione scolastica è davvero imbarazzante: è l'esatta misura di cosa stia accadendo a Cassina più in generale.

 

Un vero disastro.

 

Il Circolo di Qualità, nuova denominazione per l'ex Commissione Mensa, è:

 

"...una forma di partecipazione dei genitori al servizio della ristorazione scolastica; è un organo consultivo e propositivo che, nell’interesse dell’utenza e di concerto con l’Amministrazione comunale, persegue l’obiettivo di un continuo miglioramento del servizio…”

 

Attraverso attività propositive e di monitoraggio si persegue la massima trasparenza. A tal fine, il Circolo di Qualità svolge un ruolo:

 

a) di collegamento tra utenza, scuola, Amministrazione Comunale e Ditta di Ristorazione cui è affidato il servizio;

 

b) di verifica del rispetto degli standard qualitativi del servizio;

 

c) di monitoraggio sul gradimento del pasto e sulla qualità del servizio attraverso idonei strumenti di rilevazione e valutazione, predisposti d’intesa con l’Amministrazione Comunale;

 

d) consultivo nei confronti dell’Amministrazione Comunale per quanto riguarda le variazioni del menù, gli orari, le modalità di erogazione del servizio;

 

e) propositivo nell’ambito della promozione di azioni migliorative e di informazione in tema di educazione alimentare e promozione della salute di alunni, genitori, personale scolastico e comunità.

 

Per la votazione dei candidati per il Circolo di Qualità per la Scuola Primaria, lo scorso 8 novembre il Comune ha inoltrato un link ai genitori per: “esprimere le vostre preferenze entro e non oltre venerdì 15 Novembre”.

 

Da qui il primo pasticcio.

 

Con successiva email del 19 novembre, il Comune informava i genitori che: “…a seguito di segnalazione di alcuni genitori, secondo la quale sarebbe più corretto non vedere anticipatamente il risultato delle votazioni abbiamo provveduto a impostare un nuovo format per effettuare l'elezione dei Rappresentanti del Circolo di Qualità” e con grande imbarazzo: “…vi chiediamo, cortesemente di ripetere la votazione, scusandoci del disguido arrecatovi”. Quindi a causa: “…delle problematiche riscontrate per le elezioni online dei rappresentanti dei genitori per il Circolo di Qualità, è stato deciso di annullarle”.

 

Il link al quale si poteva votare faceva vedere i voti fino a quel momento totalizzati dai vari candidati, inficiando palesemente la regolarità del voto. 

 

Ecco che l’11 novembre ci riprovano: “…di seguito il link per la votazione, che sarà possibile effettuare entro la giornata di lunedì 18 Novembre”.

 

Ancora un sondaggio utilizzando i moduli gratuiti di Google, in quel caso occorreva inserire un'email e votare ma così facendo il Comune potrebbe avere in mano un elenco di email con la relativa preferenza.

 

Quindi, altro pasticcio:

 

nessuna garanzia di segretezza del voto, annullato ancora!

 

 

Alla fine, alzano bandiera bianca, si arrendono a loro stessi, e il 19 novembre ecco arrivare da Piazza De Gasperi un'ennesima email che certifica il fallimento: “…in data 02.12.2024 verranno fatte nuove elezioni cartacee, in presenza, presso il Municipio. Si potrà votare dalle ore 18:30 alle ore 19:30”. 


Un'ora. Solo un'ora e i più "cattivoni" avanzano sospetti sull'intimo tentativo di limitare una partecipazione massiccia.

Meglio pochi e "amici" avranno pensato, gli stessi che organizzarono una consultazione per conoscere il parere dei Sant'Agatesi rispetto al senso unico di via XXV aprile e festeggiarono per quel 5% di affluenza.


Diciamo che nel corso degli ultimi cinque anni abbiamo – un po' tutti - intuito che l'Amministrazione comunale vive una sorta di allergia nei confronti delle consultazioni popolari e le poche volte che si prodiga in tal senso, questi sono i risultati.


Sarebbe meglio rivedere le proprie strategie, farsi aiutare.


_AM_

giovedì 24 ottobre 2024

POZZO, IL MOMENTO DI DISEGNARE IL FUTURO.

Pozzo d'Adda è un paese che – in due decenni – ha visto raddoppiare il numero di residenti, registrando profonde trasformazioni demografiche.

 

Basti pensare che dai 3.534 residenti del 2002 si è passati alle 6.687 unità del 2023.

 

L'impennata di 3.000 residenti in poco più di 20 anni ha determinato conseguenze sulla gestione dei servizi comunali: è mutato il modello di paese senza che vi fosse una vera progettualità, un’idea generale di paese pianificata.

 

L’attuale Amministrazione – pagando lo scotto della grave inesperienza – ha trascorso purtroppo il 60% della legislatura alla ricerca di equilibri interni alla struttura comunale e “sintonie con l’Ufficio Tecnico” che soltanto lo scorso 10 ottobre sembrano esser state raggiunte.

 

L’Ufficio Tecnico è stato interessato dallo Spoils System (tanto criticato dai grillini quando a governare non sono loro) e il 26.09.24 è stata disposta l’assunzione di un nuovo architetto presso il Comune di Pozzo d’Adda e, 24 ore dopo, il Sindaco (con decreto n. 21) si è premurato di assegnare allo stesso architetto un incarico di Elevata Qualificazione relativo alla Responsabilità e direzione del Settore Servizi Tecnici Territoriali, ovviamente in sostituzione del precedente responsabile.

Dopo due settimane esatte (il 10.10.24) la giunta comunale delibera la “consacrazione” del nuovo Responsabile del Settore Servizi Tecnici Territoriali, attribuendo le importantissime funzioni di Responsabile Unico di Procedimento/Progetto in relazione alle procedure in essere precedentemente assegnate al “fu” responsabile.

Fra queste procedure in essere il PGT, il fondamentale provvedimento urbanistico principe di una legislatura, il “disegno di paese” impresso su carta, quando lo guardi è un po’ come se vedessi il tuo paese come sarà tra dieci anni.

Ecco Pozzo del futuro, pensi, come poterlo adeguare alle reali necessità, favorendo il virtuosismo "pubblico-privato", come mai si è fatto in questo Comune per concretizzare prospettive.

 

Parliamo di un documento fondamentale per governare lo sviluppo del territorio nei giusti tempi, da approvare nei primi 14 mesi di legislatura per avere la parte restante di legislatura a disposizione per concretizzarne gli effetti urbanistici ed eventuali benefici per il territorio e per la comunità.

 

Aver avviato il lungo iter solo il 10.10.24 – ossia 3 anni dopo l’insediamento dell’Amministrazione Villa – è un ritardo impressionante.

 

Serve tempo per “costruire un documento trasparente, partecipato e condiviso” con i Cittadini e le realtà sociali, per cogliere le enormi potenzialità offerte dalla L.R. 12/05 con le modifiche intervenute.

 

I ritardi nell’avvio del provvedimento non dovranno sacrificare il confronto, per cogliere l'occasione e pianificare un paese assettato ai tempi, con tutti gli allegati (viabilistici ecc).

 

Molti residenti - come e insieme a me - aspettano di conoscere gli indirizzi politici che saranno proposti in modo da scongiurare altro consumo di suolo inutile e sfruttando le potenzialità per una valorizzazione delle zone depresse del territorio a vantaggio di una vera rigenerazione urbana.


Il provvedimento DEVE osservare alcuni passaggi obbligati, come partecipazione, trasparenza e condivisione, affrontati senza fretta per dar vita CON I CITTADINI un documento utile e non "arraffazzonato” per compiacere solo ai costruttori 

lunedì 21 ottobre 2024

POZZO, UNA PROPOSTA PER IL MERCATO

In un’ottica meramente propositiva, sono a rappresentare una proposta concreta per superare una criticità locale, che ritengo superabile grazie ad una decisione amministrativa “di buonsenso”.


Il mercato settimanale è un appuntamento fisso per i tanti cittadini che si recano a fare la spesa e acquistare prodotti freschi nelle 7 bancherelle presenti, il martedì mattina, lungo via don Minzoni fino intersezione con via Roma.


Un modello di vendita e di gestione che le nuove generazioni considerano desueto; personalmente ritengo che ancora oggi rappresentino luoghi di incontro e socialità, un patrimonio collettivo da salvare ma inserire in contesti idonei dove arrechino il minor disagio possibile.


Da sempre e in tutti i Comuni, la presenza di un mercato comporta limitazioni e istituzioni di divieti di sosta temporanei su alcune strade o piazze - appositamente segnalati da segnaletica verticale - al fine di garantire il corretto svolgimento dell’evento e la sicurezza dei pedoni.


Alle 7 bancherelle se n'é aggiunta una, davanti a una villetta con 2 bellissimi cani, che per ovvi motivi correlati alla propria attività ha necessità di avviare il generatore dalle ore 06:30 del giorno di mercato.


Lascio immaginare il disagio vissuto dai residenti e – con tutto il rispetto che si deve a chi lavora – il generatore non è una presenza sopportabile a quell’ora (con finestre chiuse).


Ma il tema non va ridotto a disagio dei singoli, ma affrontato in termini generali come superamento di un disagio diffuso in quanto locazione sconveniente.


L’occupazione di ogni singola bancherella (sono 7/8) occupa più di metà carreggiata della via don Minzoni, riducendone il calibro disponibile perché i residenti della via possano affrontare le manovre in entrata e uscita dal proprio accesso carrale, subendo di fatto e in alcuni orari, un serio pregiudizio alla godibilità del diritto alla mobilità, alcuni numeri civici sono bloccati in casa con le proprie autovetture.


Ripeto, il mercato è importante e merita ubicazioni più confacenti al ruolo, bisogna evitare conflittualità (anche sociali) dovute alla presenza di bancherelle, soprattutto quando si hanno valide alternative in un’area parcheggio adiacente.


Ed effettivamente, il piazzale Donatori del Sangue vanta dimensioni adeguate ad accogliere tutte le bancherelle.


Pertanto ritengo importante  che l’Amministrazione  valuti la possibilità di spostare l'ubicazione dell'intero mercato, visto il numero ristretto di bancarelle interessate, in una zona più adeguata, poco distante dall'attuale, e sicuramente meno impattante dal punto di vista viabilistico.



venerdì 11 ottobre 2024

POZZO, ALCUNE CONSIDERAZIONI SUI LAVORI PRESSO LA MENSA SCOLASTICA

Dopo aver due post dedicati ad alcuni temi sensibili di carattere locale (ANDREA MAGGIO : GIUNTI AL 60% DI LEGIGLATURA: DELUSIONE PALPABILE IN PAESE) e in particolare relativi alla condizione vergognosa degli spogliatoi (ANDREA MAGGIO : POZZO, SPOGLIATOI DELL'INDECENZA) oggi oggi voglio affrontare la delicata questione dei lavori che stanno riguardando la mensa della ICS "Le ali della Libertà". 


A fine febbraio 2024, il Comune ha ricevuto una nota a mezzo PEC nella quale l’impresa esecutrice comunicava di aver ricevuto gli esiti di un'indagine ambientale con le caratteristiche del terreno che sarebbero andati a scavare.


A detta dell’impresa (e non so se sia stata protocollata documentazione a riguardo o solo "autocertificata") le analisi riporterebbero la presenza, fuori limite di legge, di un metallo pesante: il rame.


Quindi queste analisi “di parte” hanno evidenziato una contaminazione e non serve uno scienziato per comprendere che le contaminazioni non sono “naturali e spontanee” ma si presentano per ragioni “umane”,  conseguenza di attività pregresse, alterazioni delle caratteristiche qualitative delle matrici ambientali, del suolo e del sottosuolo.


In alcuni casi (nei più gravi) rappresentano rischi per la salute umana, ma non è questo il caso e andiamo con ordine.


La questione non deve destare preoccupazione fra i genitori, ma come sempre - le ragioni ambientali e che incidono su luoghi delicati come quelli frequentato da bambini - meritano di essere attenzionate maggiormente.


A seguito della nota dell’impresa, il Comune ha contattato ARPA, che non appena informata dei fatti ha formalmente invitato a effettuare le controanalisi sul terreno dello scavo (procedendo per strati) per poi, in un secondo tempo, analizzare il terreno di risulta (quindi quello prelevato dalla buca) depositato nella parte retrostante.


Le analisi stratificate incaricate dal Comune attraverso uno studio appositamente pagato - di cui non ho trovato traccia all’albo pretorio - hanno rilevato che nella parte relativa allo scavo non si evidenzia presenza di contaminazioni.


I risultati sono stati inviati ad ARPA, che in considerazione del “pasticcio” ha imposto che le future e imminenti analisi (da effettuarsi sui cumuli depositati) sono da effettuarsi in contraddittorio.


Ossia alla presenza di Arpa, del Comune e dell'Impresa. 


Le analisi del terreno “scavato” e ammassato in cumuli - effettuate in apposito laboratorio - hanno fatto dichiarare al geologo incaricato che “ci potrebbe essere la necessità di smaltire la prima fila dei cumuli “.


Quindi NON tutti i cumuli, curioso.


Questo vuol dire - tecnicamente - che seppur non siano state effettuate le analisi sui cumuli di terra “di risulta” (depositata) prenderebbe corpo curiosamente l’ipotesi che NON tutti i cumuli possano avere le medesime qualità.


Molto curioso. 


Come se qualcuno sapesse qualcosa in più, della stragrande maggioranza del paese, che ancora oggi si pone domande senza risposta.


Il Sindaco - con la consueta leggerezza - dichiara “…nello scavo siamo abbastanza tranquilli e la vicenda si è rivelata meno preoccupante di quanto fosse stato rappresentato  inizialmente”.


Caso chiuso? No, direi proprio di no, signor Sindaco.


Il fatto che il geologo - che non è un mago indovino - abbia avanzato questa curiosa eventualità (“…ci potrebbe essere la necessità di smaltire la prima fila dei cumuli”) non è da sottovalutare, perché lo ha fatto sulla base di una supposizione che desta perplessità.  


E non basta dire con la solita allegria, se così fosse “procederemo con lo smaltimento”.

Perché dico questo?  

Perché allora se una parte di terreno prelevata risulta contaminata e un’altra no, viene da pensare che vi sia stato - negli anni passati - qualche riempimento di fosse create comn il precedente cantiere (Scuola) con terra presa chissà dove senza i necessari controlli.


Credo che un Sindaco - che fino a qualche anno fa era in minoranza a fare il grillino “duro e puro” - dovrebbe concentrarsi maggiormente sul perché sia avvenuta la contaminazione e soprattutto perché questo intima consapevolezza che sia limitata ad alcuni strati del terreno.


Il Sindaco ha il dovere di capire - a nome, per delega e per conto di tutta la comunità - cosa accade 10 anni fa, se tutto andò nei modi corretti.

Comprendere cose complesse costa fatica, ma è un dovere nei confronti di chi lo ha votato perché amava fare il “capopopolo”.


Si faccia aiutare dalla memoria storica del professionista che ha voluto nominare a capo della macchina pubblica (attuale Segretario comunale) non appena diventato Sindaco: ai tempi in cui venivano colmare le buche con terra di dubbia provenienza era uno degli assessori che tanto criticava, magari gli torna in mente qualche elemento utile per costruire una pagina di Storia locale ancora poco chiara.


E tutte le persone (cittadini o vetero, ex e neo amministratori comunali) infastidite da questi ragionamenti e dalla genuina voglia di sapere che alberga in molti, sbagliano.


Col rischio peraltro di apparire taciti difensori di qualcosa che non ha funzionato (eufemismo)


Da un lato, dobbiamo sapere che se parte dei cumuli (terra di risulta scavata dalla buca) risulta contaminata vuol dire che in passato sono stati effettuati riempimenti irregolari di cui non vi è alcuna certezza sul perimetro ed estensione.


Dall’altro, se non vi fosse contaminazione (nessuna presenza di rame) nemmeno nei cumuli, avremmo il paradosso di una sospensione lavori unilaterale sulla base di un’analisi smentita da un’altra analisi avvenuta in contraddittorio.

E qualcuno dovrà rispondere di una sospensione dei lavori immotivata, con innegabili danni alla comunità.


Quindi, in un mondo serio, non è zuppa è pan bagnato, come si usava dire in passato.


Per questo, il Sindaco ha il dovere di rispondere, nell’interesse di una comunità, non è facendo l'equilibrista muto che si esercita una funzione di LEGALE RAPPRESENTANTE PRO TEMPORE DI UN COMUNE. 

Queste sono alcune delle cose che avrei chiesto in consiglio, giusto perché le sedute a tarallucci e vino oltre ad essere noiose hanno l'utilità di una mensile rimpatriata al bar.

Che non è male, ma è inutile ai fini dell'approfondimento e la comprensione di quella Storia che dicevo inizialmente.


Due parole sui ritardi.


Il sindaco li attribuisce a:

- sostituzione del RUP: è la prima volta che sento che la sostituzione del RUP possa determinare un rallentamento lavori, figurarsi uno stop come nel caso in questione. Ma lavoro nei lavori pubblici solo da 25 anni quindi posso sbagliarmi #vabbeh

- “Sono cambiati o formulari per fare le comunicazioni” anche questa scusa mi è nuova, non sono le comunicazioni PNRR ad impattare con l’esecuzione delle opere.  

- Il maltempo: come scusa funziona sempre, un po' scontata, in parte accoglibile

- Modifica progetto: il Sindaco ha fatto sapere che in fase di esecuzione, l'opera sarà spostata di qualche metro rispetto al progetto e questo - a suo dire - deve aver comportato alcuni ritardi della ripresa dei lavori, "una serie di adempimenti burocratici, ma non ci sono ragioni ambientali”.


La questione è importante, occorre tenere monitorato tutto il procedimento.

venerdì 20 settembre 2024

POZZO, SPOGLIATOI DELL'INDECENZA

 


Come promesso nel post di ieri (https://andreamaggio.blogspot.com/2024/09/giunti-al-60-di-legiglatura-delusione.html) oggi comincio ad affrontare criticamente alcuni aspetti dell'attuale gestione comunale, nella speranza di stimolare un naturale, sereno e civile dibattito pubblico.

 

Quello che manca a Pozzo d'Adda, un paese che ha visto crescere velocemente il numero di residenti e che registrato una profonda trasformazione demografica.

 

Dai 3534 residenti del 2002 si è passati 4732 del 2008, arrivando 5767 del 2012 aumentando di un ulteriore 12,53%. 

 

 

 A fine ottobre del 2023, l'anagrafe comunale contava 6687 unità.

Solo chi sa nulla di pubblica Amministrazione può pensare che un'impennata di 3000 residenti in meno di 20 anni non abbia conseguenze su gestione, servizi, modello di paese e coscienza collettiva. 

 

Il Comune, come tutte le realtà che "esplodono" in pochi anni, si confronta con la difficoltà di acquisire la necessaria consapevolezza comunitaria. 

 

Tre anni fa, mentre nei Comuni della Martesana l'affluenza alle urne - per eleggere i rispettivi Sindaci - si attestava intorno al 70%, a Pozzo d'Adda si recava al voto meno del 50% degli aventi diritto.

 

Una percentuale molto bassa - ben al di sotto della media - dovuta perlopiù ai nuovi residenti: hanno preferito non andare a votare, piuttosto che attribuire la fiducia a chi non conoscevano.

 

Oggi, immagino, molti hanno acquisito maggiore consapevolezza comunitaria e sviluppato una - ancora troppo silente - coscienza critica. 

 

Molti residenti non parlano e non si lamentano pubblicamente, non scrivono sui social, ma leggono ed elaborano idee e convinzioni, su come il paese sia gestito.

 

Ogni giorno, aumentano le persone che - come accade in altri Comuni - mi scrivono privatamente, mandano foto e coinvolgono nei quotidiani disagi e palesandomi disservizi affinché io possa  sviluppare risposte di carattere amministrativo.

 

L'ultima che mi è arrivata riguarda le condizioni fatiscenti degli spogliatoi della palestra presso la Scuola di via Unione. 

 

Dalle foto si capisce che lo stato di abbandono ha oltrepassato i livelli di indecenza e occorrono investimenti in un settore fondamentale per la crescita dei ragazzi

 

Il degrado è imbarazzante e lascia trasparire il disinteresse di chi è chiamato a dare risposte ma ancora latita su temi importanti come questo.

 

Sono troppo serio sul tema amministrativo per non riconoscere le "attenuanti generiche" al Sindaco: le gravi difficoltà strutturali del Comune incontrate una volta insediato sono reali, chi lo ha preceduto ha fatto danni impressionanti, ma questa non può essere la scusa per non fare nulla, nemmeno interventi urgenti e non più prorogabili assolutamente alla portata.

 

La Giunta è "poca roba" - lo sanno anche loro - una gestione ordinaria da pilota automatico, che forse sarebbe andata bene 30 anni fa (con 2000 abitanti) non oggi che stiamo quasi a 7000 residenti (6668)

 

L'idea che mi sono fatto è che c'è un assessore che qualitativamente potrebbe tornare utile ad affrontare le numerosissime criticità di cui soffre il paese, ma non è questo il post con cui voglio affrontare certi argomenti, mi limito a rappresentare una questione che merita di essere affrontata e risolta.

 

Un conto è parlare di mancanza di diversi servizi, degrado urbano,  strutture sportive inadeguate per questo paese, altro discorso - più immediato e che non richiede statisti al governo di Pozzo - superare criticità profonde nella cura degli spogliatoi, restituire la dignità a luoghi così sensibili.


Bisogna intervenire subito


AM

 









Powered By Blogger

Consigliere Comunale "Uniti per Cassina"

Chiunque è benvenuto e invitato ad esprimere opinioni...nel rispetto di chi scrive e di chi legge

Archivio blog