martedì 14 novembre 2017

BARRIERE ARCHITETTONICHE e STRADE PIù ACCESSIBILI

Oggi voglio parlarvi di una bella iniziativa, verificatasi in un Comune che punta al miglioramento della consapevolezza del reale disagio dei diversamente abili.

Non è il nostro Comune, ma forse - spero - lo potrà essere se qualcuno seduto in giunta, invece di passare le giornate a studiare come assumere e chi, scelga di accogliere quest'appello e fare qualcosa di utile.

Le barriere, culturali e architettoniche, si possono abbattere lavorando, lavorando insieme privati e pubblici.

Una start-up fiorentina ha progettato un'app per rendere alcune famose città più inclusiva, permettendo a persone con disabilità motoria di mettere online percorsi accessibili per sé stessi e per altre persone che condividono le stesse necessità di spostamento.

La App è progettata per mettere online una mappatura sempre aggiornata di percorsi privi di barriere architettoniche, da chi utilizza carrozzine auto-spinte o è supportato da accompagnatori.

Com l'applicazione si ha la possibilità di segnalare in modo partecipato - diretto e costante - barriere architettoniche, ostacoli e qualità del piano dei marciapiedi, ribassamento dei cordoli e ogni informazione utile per la scelta di un itinerario più agevole.

In questo modo - immagino - il costante feedback sullo stato delle strade e marciapiedi da parte degli utilizzatori diversamente abili consentira la restituzione di aggiornamenti sulle strade più accessibili.

E' un trasferimento di informazioni diventa un servizio da cittadino a cittadino, importante anche per il Comune per interpretare aspettative dei Cittadini in ordine prioritario.

La "mappatura condivisa" resa possibile dai dati condivisi, una persona potrà spostarsi da un punto A ad un punto B scegliendo tra i percorsi più adatti anche in virtù del proprio ausilio, evitando i percorsi non adatti a persone a mobilità ridotta e segnalando un intervento di abbattimento di barriere architettonico, come necessità prioritaria .

Libertà di potersi spostare serenamente nel proprio paese senza la frustrazione di trovare marciapiedi privi di rampe o vicoli che diventano improvvisamente troppo stretti per una carrozzina.

A dire il vero, Cassina dè Pecchi ha storicamente prestato buona attenzione per questi temi e - aldilà del colore delle Amministrazioni cassinesi susseguitesi negli anni - il nostro territorio è messo meglio di altri Comuni.


Questo non vuol dire che possiamo "sederci", ma corre l'obbligo di continuare ad alimentare i capitoli di spesa che finanziano interventi stradali indispensabili a superare le difficoltà quotidiane di tutti ed essere sempre legati a quella cultura civile che serve.

Cordiali Saluti.

Andrea Maggio

lunedì 13 novembre 2017

VIA DON VERDERIO: OPINIONI E VERITA'

Il rifacimento della strada fu progettato e realizzato con i soldi di Nokia Siemes, a seguito di un braccio di ferro per l'abuso riscontrato.


Con chiaro riferimento al Sottoscritto leggo che “...la via Don Verderio rifatta col culo per propaganda, chapeu”.

Le opinioni vanno rispettate, va bene, ma devono loro stesse rispettare la verità e inserirsi nel quadro di una conquista che ha risolto allagamenti frequenti e - soprattutto - progettata e realizzata a spese di altri, comprese le video ispezioni iniziali.
Ma vi racconto la vicenda...


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Lo sapete, non sono solito parlare del passato, perché guardarsi troppo alle spalle penso sia un fattore di debolezza.


Ma questa volta mi sento di dover pubblicare questo post, perché la disinformazione rischia di inquinare i ricordi e la verità.


Il periodo in cui ho rivestito l'incarico di assessore ha rappresentato un bel momento di crescita e reso tante soddisfazioni – e infatti – nonostante le norme di attuazione del patto di Stabilità rendessero difficoltosa la spesa pubblica, riuscimmo a realizzare un bel numero di lavori a vantaggio del territorio.


Alcuni realizzati con contributi statali (il Torrione, oggi denominato MAIO) altri con fondi regionali (case edilizia residenziale pubblica in via Michelangelo) altri a scomputo oneri da parte di privati (Piste ciclabili via Milano, via Andromeda e il tratto di via Napoli) ma - devo essere sincero - quelli che vivo con maggiore gratifica, sono quelli che ho direttamente seguito – non in veste di assessore - con una “procura speciale a trattare e negoziare per conto dell'Ente, ai sensi dell'art. 185 del Codice Civile” ricevuta direttamente dal Sindaco.

Qualcosa di molto - molto - diverso dalla delega ai lavori pubblici conferitami, una procura come ulteriore assunzione di responsabilità, il primo e ultimo caso nel nostro Comune.

Proprio così, attraverso quest'incarico (gratuito!) ho seguito direttamente alcune delicate questioni, chiuse con accordi stragiudiziali (firmati davanti al Giudice) che hanno consentito al Comune di veder opere pubbliche realizzate da privati, senza "scomodare" fondi comunali. 


Che qualche Cittadino - spero solamente poco informato - si diletti ad ironizzare rispetto ad uno dei risultati ottenuti, mi offre l'occasione di ripercorrere alcuni passaggi.

Con chiaro riferimento al Sottoscritto leggo che “...la via Don Verderio rifatta col culo per propaganda, chapeu”.


Rispetto le opinioni, visto che probabilmente sono frutto della carente presenza di elementi necessari, a  comprendere la portata di quell'azione.


Credo che le critiche dei Cittadini siano sempre legittime, anche quando fanno arrabbiare perché prive di quei contenuti minimi di conoscenza della materia, sbaglio io a soffrire quando leggo questi strafalcioni, perché compete a noi amministratori colmare il gap del sapere e provare a diffondere informazioni.

Spetta a noi mettere sul tavolo elementi che favoriscano opinioni più compiute e consapevoli da parte dei Cittadini.


Io faccio il possibile, anche se non sempre le informazioni raggiungono un numero sufficiente di Cittadini. 

Ritengo che il deficit comunicativo sia una responsabilità di chi vive la conoscenza come fatto personale e non ama condividere informazioni, io ci provo, forse non basta.



Al nostro insediamento (2009) la via Don Verderio, con i suoi allagamenti e le gravi ripercussioni nelle taverne delle abitazioni a margine strada, era un problema trentennale.

Il piano stradale era un gruviera.


Le legittime forme di apprensione, preoccupazione dei Cittadini avevamo chiara l'esigenza di sapere, la voglia d'esser messi a conoscenza delle azioni che l'Amministrazione avrebbe messo in campo, per risolvere un problema trentennale.


Dopo esser nominato assessore e riscontrato personalmente che lo sversamento delle acque meteoriche provenienti dal parcheggio della Nokia Siemens avveniva all'interno della Roggia Porro esistente sotto la sede viabile, proposi alla giunta un'azione contro il colosso.

Da una indagine emerse che lo sversamento dentro la Roggia era privo delle necessarie autorizzazioni.

Il conferimento di acque, sommate a quelle esistenti nei mesi di tradizionale utilizzo della Roggia per la naturale funzione, ha provocato in almeno due occasioni eclatanti (ma sono molte di più) l’esondazione delle acque e l’allagamento dell’area circostante.

Con nota del 17 luglio 2009 (notificata il 3 agosto) l’Amministrazione comunale comunicò a Nokia Siemens l’avvio del procedimento amministrativo di divieto di recapito nella Roggia.

Passati 10 giorni da questa notifica ecco arrivare il primo vero atto forte, un'ordinanza in data 14 agosto 2009, nella quale si ordinava alla Società (e leggo testualmente) di sospendere lo scarico delle acque meteoriche nella Roggia Porro e di provvedere, con procedura d’urgenza, ai sensi dell’art. 31 del vigente Regolamento Edilizio ad interventi di ripristino atti a salvaguardare la sicurezza e l’incolumità pubblica.

Il braccio di ferro che seguì, il quale non vi racconterò per intero per non tediarvi, produsse tensioni facilmente immaginabili.

Nessuno credeva che sarei andato a fondo e devo ringraziare l'allora Sindaco e i colleghi di Giunta per aver creduto in quell'operazione che proponevo, per risolvere - sull'onda emotiva dell'importante allagamento di luglio 2009 – un annoso problema strutturale


L'accordo stragiudiziale rese al paese la nuova tombinatura della Roggia Porro esistente sotto la carreggiata, la strada divenne percorribile, anche se non potrà mai essere meglio di quella che abbiamo oggi a causa di una raccolta delle acque meteoriche in asse.

SENZA METTERE UN EURO.

I complimenti di tutto il Consiglio Comunale, compresa l'allora minoranza inizialmente diffidente per l'esito positivo - è valso molto.

Per questo non capisco, com'è possibile pensare, che un'intervento eseguito a pochi mesi dalla nomina di assessore sia fatto “...col culo e per propaganda”.

Le opinioni vanno rispettate, va bene, ma devono loro stesse rispettare la verità e inserirsi nel quadro di una conquista che ha risolto allagamenti frequenti e - soprattutto - progettata e realizzata a spese di altri, comprese le video ispezioni iniziali.

Questo per dovere nei confronti della verità: ovviamente non fu un miracolo come scrissero simpaticamente 3 testate locali, ma risolse molti problemi a chi gli allegamenti li ha vissuti direttamente.


Andrea Maggio




domenica 12 novembre 2017

TARI: ERRORI DI CALCOLO?

 
Era inevitabile, che rispetto all'argomento vi fosse confusione.


Non tutti i Cittadini dispongono delle informazioni tecniche per affrontare queste situazioni, il mio umile tentativo è quello di fornire ulteriori elementi per falicitarne la comprensione.


Come ho avuto modo di annunciare venerdì, dopo che il Ministero dell’Economia ha riconosciuto illegittimità dell’operato di molti Comuni italiani nel calcolare la Tari sulle pertinenze di casa (ad esempio box auto e cantine) occorre sapere se anche il nostro Comune è interessato da questo fatto grave.
 
Per questo, abbiamo protocollato una richiesta chiarimenti, speriamo arrivino presto, nel peggiore dei casi in apertura del prossimo Consiglio Comunale previsto per il 14 novembre.
 
In giro per l'Italia, nei Comuni dove questi errori di calcoli si sono verificati, le associazioni di tutela dei consumatori si stanno muovendo per far ottenere ai cittadini la restituzione delle maggiorazioni illegittime.
 

 
Lo scandalo della Tari sulle pertinenze della casa, gonfiata illegittimamente dai Comuni, è esplosa anche nel Comune di Milano e dopo la rivelazione del sottosegretario all’Economia nel corso di una interrogazione parlamentare di qualche giorno fa, è arrivata da parter del Governo l'ammissione che l’operato di moltissime Amministrazioni è fuorilegge.

 
Intanto va detto che la Tari è l’ultima versione della tassa sui rifiuti, introdotta con la legge di bilancio 2014 (e applicata a partire dal 1° gennaio 2015). In precedenza si chiamata Tares e prima ancora Tia. È disciplinata da una legge nazionale e da regolamenti comunali che stabiliscono le aliquote.


A dover pagare la Tari è chi vive nell’immobile: quindi, in caso di affitto, è l’inquilino e non il proprietario di casa a dover versare l’imposta.
 
Tale imposta si calcola sugli immobili e in particolare è dovuta su:
locali ossia le strutture fissate al terreno e chiuse minimo su tre lati;

 
aree scoperte: si tratta delle superfici prive di edifici o di strutture edilizie, di spazi circoscritti che non costituiscono parte integrante del locale adibiti a qualsiasi uso che producono rifiuti urbani e assimilati.

 
La Tari non si applica invece su:
aree scoperte di pertinenza o accessorie a civili abitazioni: ad esempio, balconi e terrazze scoperte, posti auto scoperti, cortili, giardini e parchi;

 
aree scoperte di pertinenza o accessorie a locali tassabili ad eccezione delle aree scoperte operative;

 
aree comuni condominiali non detenute o occupate in via esclusiva, come androni, scale, ascensori, stenditoi o altri luoghi di passaggio o di utilizzo comune tra i condomini. Ma la parte più delicata e complessa è relativo al sistema di calcolo e occorre precisare che la Tari si compone di due voci:

 
la «quota fissa», che viene collegata alla dimensione dell’appartamento. La tariffa della Tari viene così moltiplicata per i metri quadrati dell’immobile. Tanto più è grande la casa tanto più si paga a titolo di rifiuti; in questo calcolo finiscono anche le pertinenze coperte come garage, soffitte, cantine;

 
la «quota variabile» che dipende invece dal numero delle persone che abitano nell’appartamento. Questa quota deve essere calcolata una sola volta, sulla base di quanti sono gli occupanti dell’immobile in sé considerato, comprese quindi le pertinenze. Dunque, se una casa ha un garage o una cantina pertinenziale, la quota variabile va applicata una sola volta perché le persone che vivono nell’appartamento e utilizzano la pertinenza sono sempre le stesse.
La questione che sta tenendo banco in questi giorni e per la quale abbiamo chiesto chiarimenti è rispetto al fatto che Comuni stanno eseguendo un’illegittima moltiplicazione degli importi della Tari applicando la quota variabile dell’imposta tante volte per quante sono le pertinenze dell’immobile.

 
Occorre capire come stia procedendo il nostro Comune, visto che se l’appartamento ha un garage (o una cantina) o meno, il numero degli occupanti dell’immobile è sempre lo stesso; pertanto, la quota variabile dovrebbe essere sempre una e non tante quante sono le pertinenze.
 
Sono errori che dove commessi hanno generato aumenti significativi, una famiglia di 4 persone che ha un appartamento di 100 mq, con un garage di 15 mq e una cantina di 10mq dovrebbe pagare 391 euro all’anno a titolo di Tari, invece ne paga 673 (con un aumento del 72%).
 

 
L’avviso di pagamento della Tari deve contenere il riepilogo dell’importo da pagare e il dettaglio delle somme, indicando l’immobile (con i dati catastali: foglio, particella, sub), la superficie tassata, il numero degli occupanti, la quota fissa e variabile distinta per ogni unità immobiliare.


 
La quota variabile deve essere presente solo per l’abitazione, non anche per le eventuali pertinenze.
 
Spero vivamente che il nostro Comune stia - a differenza di molti altri - operando correttamente.

 
Purtroppo, la Tari gonfiata è il perfetto esempio di come, in materia di rifiuti, regni la totale anarchia tra i Comuni italiani che spesso, con i loro regolamenti, violano la "legge cornice" dello Stato.

 
Non sono soggetti a tassazione sui rifiuti i locali e le aree che non possono produrre rifiuti per: 1) la loro natura; 2) o per il particolare uso cui sono stabilmente destinati; 3) o perché risultino in obiettive condizioni di non utilizzabilità nel corso dell’anno.

 
E non servono molte parole per sostenere che un locale adibito a garage non può ritenersi, di per sè, improduttivo di rifiuti solidi urbani.
Un Saluto.
Andrea Maggio

mercoledì 8 novembre 2017

PRIMO DEGRADO TOUR


Devo ammettere che oramai la situazione è diventata davvero insostenibile. 

Sedetevi comodi, lasciatevi trasportare nel primo emozionante "DEGRADO TOUR".

UN'ESPERIENZA DA VIVERE INSIEME.

MEGLIO CHE DIANO LE DIMISSIONI:

"PEGGIO DI LORO NEANCHE IN UGANDA" (avrebbe detto Giorgio Gaber)

Spazzatura ovunque.







Alberature spezzate, abbandonate.






MARCIAPIEDI "ERBOSI"






CESTINI BUCATI








RAPPEZZI DA SCHIFO



PICCOLI INTERVENTI FATTI "DA CANE" 
(e che nessun cane si offenda!)


 DISCARICHE A SCUOLA















MARCIAPIEDI IMPERCORRIBILI 



STRADE DISSESTATE





MA NON PERDIAMO LA SPERANZA. INSISTIAMO, 





PERCHE' FORSE QUALCUNO E' ANCORA VIVO


....e forse CI ASCOLTA...




HANNO FALLITO SU TUTTI I FRONTI

Andrea Maggio











lunedì 6 novembre 2017

CAROSELLO: UN MURO CONTRO MURO

La questione "Carosello" ha frantumato quella già esile parvenza di un PD ambientalista, che ancora resisteva nelle menti degli ultimi romantici.
 
Lo scontro interno alle diverse anime del Centro-Sinistra in Martesana - finto o reale che sia - avviene questa volta sul caldo tema dell'ampliamento del centro commerciale di Carugate.
 
Il tema è oramai rovente, perché il tempo delle decisioni è maturo.
 
Riunitosi ancora sabato 28 ottobre al Parco degli Aironi, il popolo contrario all'ampliamento ha espresso nuovamente le ragioni del dissenso - sulle loro bici - provenienti da più Comuni della zona.
 
Ovviamente, fra questi non sono mancati alcuni illustri cassinesi, che quasi come fosse una professione, timbrano il cartellino tutte le domeniche per esprimere il "no" settimanale: No Global, No Tav, No Mose, No Vax, No Triv, No Expo, No muos, No TTIP ecc.
 
Non perdono occasione per partecipare ad iniziative per urlare il loro NO a qualsiasi cosa che si muove, solo che questa volta il "muro contro muro" in atto, racconta di una differenza inconciliabile fra due mondi, che entrambi si definiscono "di sinistra" (fa "sschiic"..!) ma che troppo spesso per opportunità elettorali - leggasi poltrona - si candidano e governano insieme.

 
Il progetto di ampliamento è stato - ricordiamo - fortemente voluto dagli ex Sindaci di Cernusco e Carugate (centrosinistra) e per la prima volta, lo scrivo con quel piacere difficile da nascondere, in molti nel PD vivono la difficoltà di non poter sfoderare con consueta ipocrisia la decantata diversità dai loro avversari politici, da sempre considerati brutti cementificatori.
 
Soprattutto sempre più stonata e meno credibile è quella "forte sensibilità rispetto ai temi ambientali" con la quale il PD infarcisce ogni programma politico elettorale.
 
Pochi mesi dopo essersi definiti ambientalisti, nel 2003, a Cassina dè Pecchi riadottarono un PRG con 37 piani di lottizzazione. - trentasette
Un record negativo passato alla storia come il "Sacco di Cassina", visto che per tutte quelle edificazioni private non vi fu alcuna opere pubbliche per la società cassinese.
 
Ma il PD (ex DS) hanno sempre avuto abilità a omettere, non parlare mai delle cose che non convengono, confondere le idee dei Cittadini attraverso il bombardamento con tutti i canali di cui dispongono.
 
Ma questa con il Carosello, il PD non può condividere con nessuno la responsabilità di un progetto, che porta una "firma politica" inequivocabile e che a nessun altro possono rivolgere lagnanze di sorta.
 
Un progetto osteggiato anche da una parte del popolo del PD e questa volta, non c'è centrodestra o Berlusconi a cui addossare responsabilità.
 
Non c'è Ruby, niente servizi segreti deviati, Andreotti, la Mafia, il buco dell'Ozono, America imperialista, niente scuse.
 
Allora, diciamo una cosa chiara: smettiamola di fare i finti ambientalisti a "corrente alternata" e diciamo le cose come stanno: oggi dobbiamo essere attenti al territorio affrontando i temi con il giusto realismo e gli argomenti per quello che sono.
 
Io dirò subito - a scanso di equivoci - non ho un'idea netta sull'ampliamento del Carosello, mi rendo conto che le parti hanno entrambe ragioni da spendere.
 
In questa fase sto provando ad interpretare le esigenze di un territorio ma sono certo - che se la decisione dipendesse da me - affronterei la questione senza approcci ideologici.
 
Sicuramente preferisco un PD a guida Eugenio Comencini, ex Sindaco di Cernusco, che un PD che esclude in chiave ideologica, ogni riflessione di merito su sviluppo e valorizzazioni.
 
O addirittura, peggio ancora, scoprire che contrari all'ampliamento sono quei Comuni, che vedono "l'albero della cuccagna" per il proprio Bilancio Comunale, ma non lo possono scalare.
 
Ed è proprio dell'albero della cuccagna che conviene parlare, perchè è vero che non giudicare l'operazione non è semplice per nessuno, visti i numerosi risvolti da considerare, ma non si può dimenticare che investimento per la riqualificazione territoriale circostante supera i 110 milioni.
 
Dai miglioramenti della viabilità esistente alla mobilità non inquinante (compresa quindi la mobilità "lenta") per poi compensare l'aumento di traffico causato dall'ampliamento con altri 14 milioni di euro in infrastrutture.
 
A questi investimenti aggiungiamo 80 milioni in opere private, di cui l’80% destinato ad aziende locali, 4,5 milioni di euro annui per le opere di manutenzione, 30 milioni alle amministrazioni pubbliche interessate per misure compensative (auto elettriche, servizio trasporto pubblico, ecc.), 300.000 euro messi a disposizione del comune di Brugherio per realizzare una nuova rotatoria; 1,5 milioni a sostegno dell’artigianato locale e della valorizzazione degli esercizi di vicinato dei comuni di Cernusco e Carugate, grazie all’organizzazione periodica di esposizioni ed eventi per la promozione e pubblicizzazione dei prodotti dell’eccellenza locale.
 
Sono convinto che in un momento storico come quello che stiamo attraversando, fonti di nuove opportunità di crescita per il territorio vadano prese in seria considerazione ed è normale che intorno si accendano discussioni e polemiche.
 
Vivo una naturale quasi istintiva repulsione per chi si dichiara "contro" per ragioni ideologiche, mi fa credere che se sull'albero della cuccagna fossero saliti tutti i Comuni del Parco Est delle Cave e non solo alcuni - non solo sarebbe stato più giusto - ma improvvisamente, l'aspetto dell'erosione del Parco blu degli aironi, soggetto "...a numerosi vincoli ambientali" sarebbe passato in secondo piano.
 
Inoltre, altro argomento delicati da non sottovalutare, l'ampliamento 31mila metri di galleria (sul quale Regione si dovrà pronunciare a breve) se accordato, potrebbe aggiungere all'attuale offerta altri 35-40 negozi.
 
E quindi almeno 300 nuovi posti di lavoro.
 
Ripeto, interpretare le esigenze di un territorio e sono certo - che se la decisione dipendesse da me - affronterei la questione senza approcci ideologici
 
Chiudo ponendo a Voi una domanda;
 
Cosa sarebbe successo se i due sindaci di centrosinistra (Cernusco e Carugate) che hanno chiesto a Regione Lombardia di "...avviare l’iter per la promozione di un accordo di programma finalizzato all’ampliamento del centro, prevedendo un aumento di edificazione commerciale di 31.000 mq..." fossero stati eletti in coalizioni di centrodestra..?
  
Andrea Maggio

giovedì 2 novembre 2017

BILANCIO DI PREVISIONE: SI ASPETTA LA PROROGA

​Per esperienza, sono portato a pensare ​che presso l'Area Servizi finanziari del Comune vi sia una grande attività dovuta alla stesura del bilancio di previsione 2018-2020.
 
Una scadenza che seppur pare alle porte (il termine per l'approvazione del bilancio è il 31 dicembre) ritengo molto difficile che l'approvazione possa avvenire prima di fine gennaio 2018.
 
Per tanti motivi, dalla serie di problemi gestionali da dover affrontare alla discussione politica sempre molto "gravosa" in una coalizione fra separati in casa passando per l'assoluta insufficienza della squadra di Mandelli.
 
Quindi, nonostante il Dl 50/2017, articolo 21 bis, sancisca che per gli enti locali che approveranno il bilancio di previsione entro il termine previsto dalla legge ci sarà una riduzione dei vincoli di spesa, credo che questa accozzaglia governativa non sia nelle condizioni di produrre il Bilancio nei tempi e avvalersi - quindi - dei benefici.
 
Inutile dire che predisporre il bilancio di previsione entro la fine dell'anno - non solo ci farebbe rispettare la prescrizione del TUEL - ma soprattutto aiuterebbe a snellire la gestione di competenza e quindi di garantire, con più tempo a disposizione, la realizzazione dei programmi e degli investimenti nello stesso previsti.
 
Peraltro, in questo caso non avremmo avuto vicoli rispetto ad una serie di attività, ne cito solo una perchè la ritengo importante: attività di formazione per i dipendenti.
 
Questa è una cosa da tenere sempre a mente, che il nostro Comue ha sottovalutato continuando ad assumere dipendenti o funzionari senza formare e credere nel personale interno valorizzandone professionalità.


 
Tornando al Bilancio e riportando i piedi a terra (perchè in fondo siamo tutti consapevoli che l'attuale Giunta non ha qualità tali da consentire approvazione entro il 31/12) sono certo che in Comune stiano pregando - più o meno ad alta voce - che il governo centrale conceda la proroga rispetto al termine previsto dalla legge.

 
La porte politica - notoriamente caratterizzata da un alto tasso di litigiosità di plastica - potrà avviare la sceneggiata della discussione su dove allocare le risorse, fino a quando non arriverà il padrone Mandelli - con frusta? - e intimerà di rientrare in gabbia.

 
Ad ogni modo, io che sono "marginale e ininfluente" (cit. Parma Andrea), mi limito - per quanto mi è possibile fare - a consigliare, visto da Consigliere Comunale esercitare questa funzione è doveroso.

 
Fra le principali norme di riferimento per la sua redazione e stesura abbiamo Legge di Bilancio 2017, il "mitico" Milleproroghe; il Decreto legge che vi dicevo poc'anzi ossia il n. 50/2017, convertito dalla Legge 96/2017; il Decreto Fiscale (Dl 148/2017).

 
Soprattutto risulta importante il Disegno di legge di bilancio. che è ancora in "fase di approvazione".

 
Per gli Uffici Comunali che redigono il Bilancio Comunale e soprattutto per la Giunta Comunale, disporre di tutte queste norme di riferimento è elemento di semplificazione notevole, partendo dalla certezza sulla "qualità" dei fondi governativi destinati enti locali.

 
Alcuni "addetti ai lavori" da Uffici centrali mi confermano che per il 2018 non sono previste riduzioni di trasferimenti statali, mentre è probabile la conferma (con altrettanto probabile dispiacere del Sindaco Mandelli, innamorato delle tasse) il blocco dell'aumento sui tributi locali.

 
Purtroppo sembra che da questo blocco venga esclusa la tassa rifiuti, sulla quale - come gruppo di minoranza - dovremo vigilare già in Commissione Bilancio affincchè non ci siano sorprese e aumenti
 
Il fatto che il bilancio di previsione finanziario redatto, per l'anno successivo, fra i principi da osservare debba prevedere "veridicita'" (questo sostanzialmente riporta il comma 1 dell'art 162 del TUEL) vuol dire, che gli Enti Locali di uno Stato normale dovrebbero già - sotto l'Albero di Natale - confezionare "previsioni di entrata e spesa" per il nuovo anno, che siano veritiere e non numeri scritti a casaccio.
 
Ma - come vi dicevo poc'anzi - questo in uno Stato normale, dove chi scrive le Leggi è più attento al contenuto della stesse che alla previsione di quelle "norme trasitorie" ed eccezionali che il più delle volte si trasformano in consuetudine.
 
Si chiede di regigere un Bilancio di Previsione veritiero quando il Governo non ha ancora approvato la Legge di Bilancio, che ha rilevanti conseguente per gli Enti Locali.
 
E' normale che - a causa dell'incertezza governativa sui contenuti della Legge di Biancio (nazionale) e per assicurare il rispetto dei principi contabili che sovrintendono alla redazione del documento - Amministrazioni come la nostra preghino perché venga concessa la proroga.
 
 
Come avviene quasi tutti gli anni, ANCI chiede di posticipare il termine di approvazione di almeno 3 mesi.
 
Bisogna essere davvero bravi Amministratori per essere nelle condizioni di ottemperare agli obblighi, senza proroghe.
Cassina più di altri, visto che assessori che passano il tempo in giunta a parlare dei "....di Maggio che deve pagare i sacchi azzurri del 5' Memorial Morreale" (visto che udito?) non offrono gradi aspettative.
 
Peraltro la recente riforma della contabilità pubblica ha reso la materia più complessa e mettendomi nei panni dell'armata brancaleone di Mandelli - tutta feste e fragole - è normale che si preghi per una proroga, il 31 dicembre è dietro l'angolo.
 
 
Saluti
Andrea

martedì 31 ottobre 2017

FINIRE POTATURA IN VIA MILANO

Oggi ho protocollato l'ennesima segnalazione, ma questa a differenza della stragrande maggioranza, scelgo di pubblicarne uno stralcio.
 
"Con la presente sono a richiede intervento presso il parchetto di via Milano, in quanto a seguito di passate giornate di maltempo, sono state effettuate alcune potature probabilmente per "mettere in sicurezza l'area".
 
​Ore, premesso che i rami attualmente pericolanti (vedi foto alleate) poco si addicono all'interpretazione che ho della sicurezza e devo pensare che - come spesso caspita di vedere - anche questo intervento è risultato insufficiente.
 
 
 
 
 
 
 
 
Vi chiedo di portare in discarica quanto potato perché - seppur qualcuno si stia illudendo che uno gnomo della notte si sostituisca al Comune e porti via tutto prima di Natale - purtroppo rimane tutto lì.
In questo caso per lunghi mesi.
Pensate davvero - che giacendo al suolo tagliati - si possano biodegradare in breve tempo? o che nella terra ad un certo punto si apra uno squarcio e inghiotta tutti i rami che stanno a suolo?
Provate a toglierli, visto che le tasse i Cittadini le pagano non allo Gnomo della notte ma al Comune.
Tornando ai rami pericolanti, mi lascia davvero sconcertato "l'intervento di messa in sicurezza" che terminato lascia a penzoloni rami semi strappati dal tronco, non tutti i Cittadini vantano una "testa dura" al pari di qualche assessore e - per questo motivo - rami a rischio distacco rappresentano un reale problema per incolumità dei passanti.

Occorre terminare le operazioni di taglio nell'area, vi chiedo di portare a termine almeno uno dei lavori che iniziate, in modo svogliato e senza un briciolo di amore".
 

Cordiali saluti

Andrea Maggio

mercoledì 25 ottobre 2017

PAESISTICA: UN COLPO AI BUROSAURI

Il post di oggi sarà forse inaspettato, perché probabilmente "fuori tema", ma nel veder concretizzarsi un mio piccolo sogno, ecco che devo scrivere due parole sul colpo alla burocrazia da parte del Governo.
 
Molte volte ho criticato l'interpretazione totale data all'autorizzazione paesistica, che pur è utile in determinati contesti che necessitano una regolamentazione.
 
Ovviamente - e che sia chiaro - alla questione dedico questo post, nella certezza che nessuna delle mie critiche abbia influito sulle decisioni governative e Ministeriali. Ovviamente.

 
 
Ma vivo ogni semplificazione edilizia - paradossalmente ostacolata dalle stesse leggi che la propugnano- come una vittoria.
 
La "Legge non ammette ignoranza" ma a dire il vero è sempre più complesso dietro ai continui cambiamenti che hanno portato dalla licenza alla concessione edilizia e al permesso di costruire, dall’autorizzazione, alla Dia.

 
Poi abbiamo assistito alla Scia, dalla relazione asseverata, alla Cil alla Cila, per non parlare delle procedure ambientali, paesaggistiche e culturali che, anch’esse in continua evoluzione, si incrociano con le regole dello sportello unico. 
 
Questa è una delle occasioni nelle quali sarebbe impossibile dire che "Si stava meglio quando si stava peggio".

 
Dedico un post ad una questione, che per molti non significherà molto perché non si sentono colpiti direttamente, ma quando si riesce ad aver chiarezza rispetto all'emissione di un dispositivo si riduce la discrezionalità della Pubblica Amministrazione e tutte le conseguenti distorsioni.
 
Il chiarimento del Ministro è importante perché la "discrezionalità negli atti non discrezionali" è diventata dannosa per la credibilità del comparto pubblico, rafforzando l'idea che sia la politica a volersi conservare - attraverso la burocrazia - quel margine decisionale senza metterci la faccia.
 
Ridurre la discrezionalità della Pubblica Amministrazione è necessario, per non assistere più ad assessori come Chiarella (che riferisce in Consiglio Comunale di aver chiesto alla Città Metropolitana di Milano di annullare la sanzione comminata, per aver realizzato lavori senza l'autorizzazione) come se la contestazione amministrativa e la conseguente sanzione non fosse prevista dal Codice della Strada.
Vi racconterò, ma credetemi, stasera non ho proprio voglia di parlare di Chiarella, è un simpatico azzeccagarbugli seduto in giunta grazie all'amicizia con il Sindaco e - soprattutto - alla codardia politica del PD e quei poltronari, che fanno i gladiatori sui giornali per poi precipitarsi a "cuccia" non appena il Sindaco li guarda minaccioso (come lui sa fare).
 
 
Tornando all'autorizzazione paesaggistica, finalmente il Ministero dei beni culturali ha fornito inoltre, chiarimenti per mettere in pratica il regolamento dell’autorizzazione paesaggistica semplificata (Dpr 31/2017)
 
Questo intervento serve per semplificare e ridurre il peso burocratico sui cittadini, alleggerendo al tempo stesso il carico di lavoro per le amministrazioni.

 

Sono stati finalmente individuati gli interventi esclusi dall’autorizzazione paesaggistica o sottoposti a procedura ad autorizzazione semplificata: fra questi quelli finalizzati all'isolamento termico teso a migliorare l’efficienza energetica e interventi di consolidamento statico per l’adeguamento ai fini antisismici che non modifichino la volumetria e l’altezza dell’edificio.
 
Esclusi anche gli interventi per il superamento di barriere architettoniche come ascensori esterni o altri manufatti funzionali e l'installazione di pannelli solari o fotovoltaici su coperture piane non visibili dagli spazi pubblici esterni; sostituzione o adeguamento di cancelli o recinzioni; interventi nel sottosuolo come la realizzazione di volumi completamente interrati che non comportino opere di rilievo fisico; opere temporanee che occupino suolo per non più di 120 giorni nell’anno; montaggio di tende a protezione di attività commerciali o in spazi ad uso privato. Una volta approvato, il decreto avrà efficacia immediata in tutte le Regioni a statuto ordinario.
 

Le altre vivono di vita e fortuna loro, ovviamente.
 
Ad ogni modo non è preclusa la possibilità di divieti e di limiti sostanziali posti alla realizzabilità degli interventi in precise aree territoriali e stabiliti in sede di realizzazioni dei vincoli o del piano paesaggistico, ovvero dagli strumenti urbanistici locali che prevedano anche zone a tutela integrale.
 
Buona notte.

A tutti, tranne all'Amministrazione Comunale che dorme da 3 anni.
 
Andrea Maggio

 



 
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Consigliere Comunale "Uniti per Cassina"

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